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I colori di Montale

La tesi si propone di indagare principalmente sulle opere Ossi di seppia e Le occasioni di Eugenio Montale (1896-1981) per trovare i colori dell’anima di un poeta che amava pennellare i suoi stati d’animo restituendoceli in immagini vive e chiare ai nostri occhi. Non è possibile, ovviamente, descrivere i versi di una poesia soltanto in maniera puramente scientifica, ma è necessaria una predisposizione del cuore e della mente di chi legge, perciò chi scrive si riserva la possibilità di restituire, a tratti, ciò che le poesie hanno trasmesso ai suoi sensi.

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2 Introduzione al pensiero montaliano “L’opera d’arte è vita; chi non ha vissuto non sviscera, non conosce né anche la vita…” 1 . La tesi si propone di indagare principalmente sulle opere “Ossi di seppia”e “Le occasioni” di Eugenio Montale (1896-1981) per trovare i colori dell’anima di un poeta che amava pennellare i suoi stati d’animo restituendoceli in immagini vive e chiare ai nostri occhi. Non è possibile, ovviamente, descrivere i versi di una poesia soltanto in maniera puramente scientifica, ma è necessaria una predisposizione del cuore e della mente di chi legge, perciò chi scrive si riserva la possibilità di restituire, a tratti, ciò che le poesie hanno trasmesso ai suoi sensi. 1. Montale e l’opera d’arte L’arte di Montale non rimane ferma alla poesia ma questa è mescolata e innestata alla musica e alla pittura, di cui egli era un artista “amatoriale”. Da un’intervista del 1962 traspare la centralità di queste due forme di arte nella sua vita artistica: «Quando cominciai a scrivere le prime poesie degli “Ossi di seppia” avevo certo un’idea della musica nuova e della nuova pittura. Avevo sentito i “Ministrels” di Debussy e nella prima edizione del libro c’era una cosetta che si sforzava di rifarli: “Musica sognata”. E avevo scorso gli impressionisti del troppo diffamato Vittorio Pica.». Proprio una sua poesia è intitolata “Minstrels” in onore al musicista francese ed è proprio questa musica che aveva nelle orecchie quando scriveva questo componimento che vedremo al II e III capitolo. Era innamorato a tal punto della musica che scrive: “…Mènestrels è, o passa per essere, musica ironica. Esecuzione ottima. Perché non ho studiato musica anch’io?- mi grido da un pezzo. Chissà che la musica pura non fosse la mia via! Quanti spunti mi balenano in mente che forse 1 E. Montale, Quaderno Genovese, Mondadori, Milano 1983, pag. 17.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Ilaria Cancelli Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

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