Skip to content

La protezione internazionale dell'ambiente durante i conflitti armati: il caso del Kosovo

Informazioni tesi

  Autore: Emmanuela Bertucci
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Francesco Francioni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 226

Da circa un trentennio la protezione dell’ambiente è una importante esigenza della comunità internazionale che dalla Dichiarazione di Stoccolma ha ufficialmente riconosciuto l’importanza ed il valore dell’ambiente naturale, preoccupandosi di stabilire delle linee programmatiche da seguire per garantirne la salvaguardia ed arginarne il deterioramento. La legislazione nazionale adottata in vari paesi e la protezione riconosciuta all’ambiente anche a livello costituzionale si è dimostrata ben presto insufficiente davanti ai danni causati dall’inquinamento, fenomeno che non conosce confini geografici. Da allora sono stati raggiunti significativi traguardi: la preoccupazione generale per lo stato di salute del pianeta ha indotto gli stati a stipulare convenzioni multilaterali, regionali, bilaterali e a predisporre strumenti di soft-law che proteggano l’ambiente nei suoi elementi più vari, le specie animali, l’ambiente marino, le aree oltre la giurisdizione nazionale, che vietino che le attività inquinanti di un paese danneggino il territorio di altri stati, che disciplinino le attività particolarmente pericolose, e la nostra esemplificazione potrebbe continuare.
Nonostante la protezione dell’ambiente a partire dagli anni ‘70 abbia ricoperto un ruolo sempre maggiore nella considerazione della comunità internazionale, non esiste ancora oggi una normativa specifica e unitaria, in questo nuovo settore del diritto internazionale, che vieti o imponga dei limiti ai disastri ambientali causati dalla guerra, fatta eccezione per alcune statuizioni di soft-law.
Nel trattare della protezione dell’ambiente durante i conflitti armati abbiamo esaminato in primo luogo i due contesti normativi rilevanti, cioè le norme di diritto bellico e di diritto internazionale ambientale, per verificare se e quali di esse siano sufficienti a garantirne la tutela.
Quanto al primo ambito normativo occorre innanzitutto distinguere fra norme di ius ad bellum (che disciplinano l’uso della forza) e norme di ius in bello (che regolano lo svolgimento delle attività belliche), focalizzando l’attenzione su quest’ultimo, tenendo però presente che l’interazione fra i due può svolgere un ruolo fondamentale al momento di determinare la responsabilità per i danni ambientali.
Nel considerare lo ius in bello abbiamo analizzato la protezione che potrebbe derivare sia dalle norme consuetudinarie (in particolare dai principi di necessità militare e proporzionalità) sia dalle norme convenzionali, specialmente dalla Convenzione relativa al divieto di utilizzare tecniche di modificazione ambientale per scopi militari o altri scopi ostili del 1977 (ENMOD), dal I Protocollo addizionale alle Convenzioni di Ginevra e dalle convenzioni che disciplinano l’uso delle armi convenzionali, chimiche e batteriologiche, nonchè dagli accordi esistenti sulle armi nucleari.
Quanto al secondo ambito normativo rilevante, quello del diritto internazionale ambientale, stante il principio della generale sospensione dei trattati applicabili in tempo di pace a causa del carattere di eccezionalità che lo stato di guerra comporta, abbiamo tentato di verificare se esistano disposizioni di diritto ambientale che possano continuare ad essere comunque applicabili, in quanto facenti parte di quel ristretto gruppo di norme che ‘resistono’ agli effetti della guerra (norme di jus cogens, norme sulla neutralità, diritti umani), o in quanto irrilevanti per il contesto militare.
Delineato il quadro normativo esistente, cercheremo di stabilire se, una volta causato il danno ambientale, sia possibile attribuire ai responsabili un obbligo di riparazione. La questione è abbastanza complessa per l’assenza di precedenti (unico caso di condanna al risarcimento è quello in cui è stata riconosciuta la responsabilità dell’Iraq, nella guerra del Golfo, per i danni ambientali causati a seguito dell’invasione e dell’occupazione del Kuwait, caso di cui si sta tuttora occupando la Commissione per la riparazione dei danni appositamente istituita dal Consiglio di Sicurezza) e per i problemi nell’esatta individuazione di quali siano i tipi di danno risarcibili e nella valutazione degli stessi. Valuteremo in primo luogo se si possa ottenere un risarcimento dei danni ambientali causati durante i conflitti armati tramite l’affermazione della responsabilità degli Stati per gli atti compiuti dai propri organi, in questo caso gli ufficiali e i comandanti militari, per la violazione del divieto di aggressione, come è avvenuto nel caso dell’Iraq, e se sia possibile alla luce del Progetto di articoli sulla responsabilità degli Stati della Commissione di diritto internazionale ammettere una responsabilità per crimini ambientali. Secondariamente analizzeremo l’eventualità di incriminare gli individui che abbiano ordinato o condotto le azioni militari.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
3 Introduzione Da circa un trentennio la protezione dell’ambiente è una importante esigenza della comunità internazionale che dalla Dichiarazione di Stoccolma ha ufficialmente riconosciuto l’importanza ed il valore dell’ambiente naturale, preoccupandosi di stabilire delle linee programmatiche da seguire per garantirne la salvaguardia ed arginarne il deterioramento. La legislazione nazionale adottata in vari paesi e la protezione riconosciuta all’ambiente anche a livello costituzionale si è dimostrata ben presto insufficiente davanti ai danni causati dall’inquinamento, fenomeno che non conosce confini geografici. Da allora sono stati raggiunti significativi traguardi: la preoccupazione generale per lo stato di salute del pianeta ha indotto gli stati a stipulare convenzioni multilaterali, regionali, bilaterali e a predisporre strumenti di soft- law che proteggano l’ambiente nei suoi elementi più vari, le specie animali, l’ambiente marino, le aree oltre la giurisdizione nazionale, che vietino che le attività inquinanti di un paese danneggino il territorio di altri stati, che disciplinino le attività particolarmente pericolose, e la nostra esemplificazione potrebbe continuare. Nonostante la protezione dell’ambiente a partire dagli anni ‘70 abbia ricoperto un ruolo sempre maggiore nella considerazione della comunità internazionale, non esiste ancora oggi una normativa specifica e unitaria, in questo nuovo settore del diritto internazionale,

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

ambiente
conflitti armati
danni ambientali
diritto internazionale
diritto umanitario
guerra
iraq
kosovo
responsabilità internazionale
uranio impoverito
tutela dell'ambiente
tutela internazionale dell'ambiente
crimini ambientali

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi