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Il bisogno di socializzazione degli anziani. L'osservazione della Comunità di Sant'Egidio a Napoli

Questa tesi ha ad oggetto la fascia anziana della popolazione la quale sembra manifestare un’ambivalenza tale per cui al miglioramento e alla diversificazione delle possibilità di vita di coloro che si affacciano ora alla terza età (grazie anche al diffondersi di orientamenti innovativi rientranti nell’approccio dell’invecchiamento attivo) si associa una crescente precarietà e insicurezza della popolazione già oggi in una fase avanzata della vecchiaia data dagli elementi tipici della società individualizzata, che li rendono sempre più esposti al rischio di incorrere in una condizione di solitudine e isolamento sociale. In considerazione dell’importanza assunta dal terzo settore nel rispondere ai nuovi bisogni emersi nella società post-fordista, è stata condotta una ricerca empirica avente ad oggetto il ruolo della Comunità di Sant’Egidio nella lotta alla solitudine e all’emarginazione degli anziani partenopei. Partendo dalla descrizione socio-demografica della popolazione anziana italiana, viene poi offerto un contributo sociologico al tema dell’età al fine di evidenziare il ruolo della cultura e dell’assetto sociale nella determinazione di uno stereotipo che vede negli anziani un peso per la collettività. Segue una descrizione dei nuovi orientamenti promossi in sede internazionale e comunitaria rientranti nella prospettiva dell’invecchiamento attivo, approfondendo le modalità in cui essi sono stati recepiti in Italia, a livello nazionale e regionale. Si passa poi alla descrizione delle diverse problematiche che possono caratterizzare il corso di vita in età anziana nella società post-fordista, e in che modo esse espongono gli anziani ad esperire un senso di solitudine o di vero e proprio isolamento sociale. Infine viene presentata la ricerca empirica, condotta nella forma dello studio di caso, sugli interventi promossi dalla Comunità di Sant’Egidio in favore degli anziani residenti nella città di Napoli. In particolare, a seguito di una dettagliata descrizione del contesto socio-territoriale di riferimento, si mettono in luce le caratteristiche dell’organizzazione e le iniziative in favore degli anziani. L’intervista in profondità ad una volontaria dell’organizzazione fornirà un quadro più approfondito dell’esperienza della Comunità a Napoli, mentre l’efficacia degli interventi verrà valutata sulla base di quanto emerso in corso di osservazione nonché mediante le considerazioni espresse dagli anziani. È emerso che il rapporto di amicizia alla base di ogni intervento è l’elemento che consente alla Comunità di combattere l’isolamento sociale degli anziani e di soddisfare quei bisogni relazionali di cui sono portatori. In generale, l’esperienza empirica condotta conferma l’importanza del terzo settore nell’attuale assetto socio-politico quale attore capace di far fronte ai nuovi rischi sociali con efficacia ed efficienza, nonché di produrre quei “beni relazionali” indispensabili ad esorcizzare le derive della società individualizzata.

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7 INTRODUZIONE Tutte le società a livello mondiale sono oggi accomunate da uno specifico fenomeno: il progressivo invecchiamento della popolazione. L’Italia, in particolare, è il paese maggiormente interessato a tale evoluzione socio- demografica, configurandosi come il paese più vecchio d’Europa e, al mondo, secondo solo al Giappone. Tale evoluzione è da attribuirsi a due fattori quali la riduzione dei tassi di fecondità e l’allungamento della speranza di vita, che costituisce uno dei più grandi successi dell’umanità. Il processo di invecchiamento ha stravolto la piramide demografica della popolazione, richiedendo un ripensamento della tripartizione della vita in fasi (infanzia, età adulta e vecchiaia) laddove il numero consistente di anni trascorsi in quanto individui anziani impone visioni e misure di intervento che superino lo stereotipo della vecchiaia come il periodo residuale dell’esistenza. La prolungata longevità ha reso necessario almeno una divisione del periodo di senescenza, che si connota con le espressioni “terza” e “quarta età”, laddove la “terza età” fa riferimento ai giovani-anziani i quali per condizioni fisiche, sociali e culturali presentano molti tratti in comune con gli individui in età produttiva, mentre la “quarta età” si riferisce ad un periodo successivo (di solito oltre i 74 anni) in cui la persona appare più soggetta a fragilizzazione e decadenza fisica e sociale. Prescindendo dalle problematiche specifiche presentate da questa fascia di popolazione nei diversi periodi della senescenza, la condizione anziana pare essere pervasa da un malessere sottile e diffuso che potrebbe essere definito come “timore dell’invisibilità” laddove all’aumento della longevità non corrisponde una visione rinnovata dell’individuo anziano, il quale pare essere

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze politiche, Sociologia, Comunicazione

Autore: Ilaria Vacatello Contatta »

Composta da 229 pagine.

 

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