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NUOVE APPARTENENZE GIOVANILI. Passato e presente degli approcci sociologici alle subculture per introdurre una indagine online e offline della subcultura Emo.

Informazioni tesi

Autore: Rezi Perelli
Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
Anno: 2011-12
Università: Università degli Studi di Pisa
Facoltà: Scienze Politiche
Corso: Sociologia
Relatore: MassimoAmpola
Lingua: Italiano
Num. pagine: 186

Il percorso che porta all’età adulta è complesso, una strada difficile da percorrere, tappe faticose si susseguono una dopo l’altra, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Cambiamenti continui, che, nella loro criticità, spesso generano tensioni, che se non correttamente contenute, possono anche portare a condotte trasgressive.
Opposizione e scontro fanno parte di questa importante fase del processo di crescita individuale: bisogna costruire la propria identità, e per farlo si può anche andare incontro a tagli, talvolta netti, con il mondo strutturato dei già adulti.
Ma anche se il percorso è di crescita individuale, importante è l’appartenenza a un gruppo: il gruppo dei pari serve proprio ad allontanarsi progressivamente, seppur non per sempre, dalla propria famiglia e dal mondo degli adulti nel suo complesso. Il gruppo dei pari è il luogo dell’identificazione, lì vi può trovare lo spunto per la costruzione del sé adulto, per lo sviluppo della propria autonomia, per il progressivo distacco dalla realtà che fino a quel momento lo aveva accompagnato: è il momento dell’uomo che si toglie i vestiti del bambino.
Si deve scegliere con quale gruppo stare, in quale gruppo iniziare a provare nuovi modi di vita, talvolta completamente differenti da quelli che si sono appresi nella propria famiglia: si tratta di andare adesso a condividere, con persone nuove ma simili, ideali, atteggiamenti, modi di apparire e linguaggio. E attraverso il gruppo di appartenenza gli adolescenti creano e modellano una propria cultura specifica, slegata dai tradizionali vincoli che caratterizzano il rapporto con i genitori e con gli adulti in generale.
Si cerca la solidarietà dei membri del gruppo dei pari, la reciprocità, la condivisione di una realtà per tutti in qualche modo nuova, diversa, insomma, si cerca la propria collocazione, che giocoforza prevede di segnare dei confini con il mondo adulto.
Ed è tutto questo che può originare una vera e propria subcultura, che va ad indicare quale sia la nuova strada, che, come già detto, va in un’altra direzione, opposta a quella tracciata dalla cultura dominante. Si ha, nella subcultura giovanile, la creazione di un insieme di norme, condotte ed idee che possono anche essere considerate devianti dai membri appartenenti alla cultura sovrastante.
Facendo attenzione, si può individuare nei messaggi prodotti dai media, dalla cultura “ufficiale”, un ritratto della gioventù di oggi decisamente negativo: agli occhi dell’opinione pubblica la gioventù è violenta, spericolata e temibile. Bullismo, uso di stupefacenti, comportamenti sessuali spregiudicati ed episodi finanche di vera e propria criminalità entrano ogni giorno nei programmi televisivi, dai telegiornali ai reportage, offrendo un’immagine della gioventù distorta, di una gioventù alla deriva, priva di valori.
Si è adolescenti e si è subito dopo adulti, quasi immediatamente dimenticando quella fase della nostra vita così importante. Una fase in cui si deve essere compresi, ed invece, molto spesso si è osteggiati, stereotipizzati e etichettati. Il mio lavoro, quindi, dopo un breve accenno sul concetto di adolescenza, va a sintetizzare i concetti generali di cultura e subcultura, concedendo un più ampio spazio alle teorie sulle subculture, in particolare quelle giovanili. Per entrare nello specifico della tesi invece ho incluso alcune pagine sui movimenti giovanili punk di fine 1900, subcultura giovanile cui, seppur con molti distinguo, si può avvicinare la subcultura emo.
Mi interessava vedere come il movimento dei punk degli anni settanta nacque dal rifiuto dei modelli culturali che allora non rispondevano ai bisogni dei giovani, un comportamento deviante che si identifica come l’unico mezzo per raggiungere mete altrimenti non accessibili, nell’Inghilterra colpita dalla grande crisi economica, in cui i giovani figli degli appartenenti alla working class erano coloro che ne subivano le conseguenze più gravi.
Il punto centrale di questa tesi è la ricerca netnografica sul social network face book, dal quale ho scelto 4 pagine emo da osservare. La netnografia è stata utilizzata per esplorare, analizzare e interpretare alcuni dei sistemi simbolici, delle interazioni e delle rappresentazioni di sé di coloro che si sono iscritti e hanno postato sul social network fb. L’intento dell’indagine è meramente descrittivo: il proposito è di raffrontare l’immagine pubblica degli Emo con le loro effettive manifestazioni, online e offline.
Il passo finale è dedicato ai risultati della ricerca che mi ha portato a selezionare quattro aree semantico valoriali sul mondo degli emo del web 2.0.

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5 INTRODUZIONE Il percorso che porta all’età adulta è complesso, una strada difficile da percor- rere, tappe faticose si susseguono una dopo l’altra, giorno dopo giorno, mese do- po mese, anno dopo anno. Cambiamenti continui, che, nella loro criticità, spesso generano tensioni, che se non correttamente contenute, possono anche portare a condotte trasgressive. Opposizione e scontro fanno parte di questa importante fase del processo di crescita individuale: bisogna costruire la propria identità, e per farlo si può anche andare incontro a tagli, talvolta netti, con il mondo strutturato dei già adulti. Ma anche se il percorso è di crescita individuale, importante è l’appartenenza a un gruppo: il gruppo dei pari serve proprio ad allontanarsi progressivamente, seppur non per sempre, dalla propria famiglia e dal mondo degli adulti nel suo complesso. Il gruppo dei pari è il luogo dell’identificazione, lì vi può trovare lo spunto per la costruzione del sé adulto, per lo sviluppo della propria autonomia, per il progressivo distacco dalla realtà che fino a quel momento lo aveva accom- pagnato: è il momento dell’uomo che si toglie i vestiti del bambino. Si deve scegliere con quale gruppo stare, in quale gruppo iniziare a provare nuovi modi di vita, talvolta completamente differenti da quelli che si sono appre- si nella propria famiglia: si tratta di andare adesso a condividere, con persone nuove ma simili, ideali, atteggiamenti, modi di apparire e linguaggio. E attraver- so il gruppo di appartenenza gli adolescenti creano e modellano una propria cul- tura specifica, slegata dai tradizionali vincoli che caratterizzano il rapporto con i genitori e con gli adulti in generale. Si cerca la solidarietà dei membri del gruppo dei pari, la reciprocità, la condi- visione di una realtà per tutti in qualche modo nuova, diversa, insomma, si cerca

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Parole chiave

sociologia
giovanili
subculture
merton
netnografia
studies
emo
appartenenze
cultural
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