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La concezione del tempo soggettivo come mediatore tra il Nachtraglichkeit, la sincronicità e il "fatto scelto"

Informazioni tesi

  Autore: Omar Battisti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Psicologia
  Relatore: Guido Sala
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 107

La tesi svolta ha evidenziato che la concezione del tempo soggettivo costituisce un trait d'union tra i tre concetti di nachtrglichkeit, elaborato da Freud, di sincronicità, elaborato da Jung, e ''fatto scelto'', introdotto da Bion. il punto comune è costituito dal considerare che esistono due modalità di esperire il tempo: in base alla coscienza è possibile distinguere tra passato presente e futuro, per la dimensione inconscia ciò non è possibile cosicché non si può collocare l'esperienza vissuta in un preciso ambito temporale (es. durante il sogno non sappiamo in che momento ci troviamo) per concludere occorre precisare che Freud, Jung e Bion hanno tre concetti diversi di inconscio, cosicché i tre concetti esaminati portano a conclusioni diverse.

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6 INTRODUZIONE Il concetto di tempo non rimanda ad una definizione univoca, ma occorre specificare a che ambito disciplinare ci si riferisce, per chiarire di cosa si stia parlando. Infatti il tempo studiato dai fisici non è lo stesso oggetto studiato dagli psicologi; cioè il tempo “oggettivo” che può essere misurato con diversi strumenti e a vari livelli non è lo stesso concetto cui ci si riferisce quando parliamo del tempo vissuto, dell’esperienza soggettiva del tempo. Con questo lavoro si vuole evidenziare che anche all’interno dell’esperienza soggettiva del tempo è necessario fare una distinzione fra due modi di trattare il tempo. Ad un livello è una dimensione che perde significato: il passato, il presente e il futuro non esistono; ad esempio, eventi distanti secondo il tempo oggettivo sono vissuti come identici; oppure un evento oggettivamente accaduto tempo addietro viene rivissuto una seconda volta con l’impressione di trovarsi in un tempo indefinito che non si sa definire (penso all’esperienza del deja vù). Questo fatto fu evidenziato da Freud a partire da quanto osservato durante le sedute analitiche con i suoi pazienti, e fu tradotto nel concetto di Nachträglichkeit. Ritengo, inoltre, che questo modo di concepire il tempo soggettivo può essere dedotto anche nel concetto junghiano di sincronicità, e nel concetto di “fatto scelto” introdotto da Bion. A questo punto credo opportuno motivare la scelta del percorso Freud, Jung e Bion; questa ha una duplice motivazione: una di natura più pratica e personale; l’altra derivante da intuizione e

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Parole chiave

inconscio
psicologia dinamica
tempo soggettivo
teoria psicoanalitica
psicoanalisi
sigmund freud
carl gustav jung
jacques lacan
wilfred bion
nachtraglichkeit

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