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Simulazione degli eventi di colata detritica avvenuti nei bacini del Rio Lazer (TN), Fiames (BL) e Cancìa (BL) mediante i codici di calcolo D.F.R.M. e T.R.E.N.T.2D-df

Il lavoro che si andrà a svolgere nel presente lavoro di tesi è mirato a verificare la capacità predittiva di due modelli numerici, di cui uno concettuale (il modello di propagazione a celle D.F.R.M.) ed uno che risolve le equazioni che governano il moto in ipotesi di distribuzione idrostatica delle pressioni (il modello di propagazione ai volumi finiti bidimensionale T.R.E.N.T.2D-df). Tali codici, in base alla morfologia del terreno, all’uso-copertura del suolo e all’idrogramma solido-liquido di entrata, sono in grado di simulare la propagazione di una colata di detrito sia canalizzata che di versante. In particolare, i modelli numerici suddetti verranno testati su tre diversi casi studio reali: la colata di detrito di Fiames del 05/07/2006 (BL), la colata di detrito del Rio Lazer del 4/11/1966 (TN) ed infine la colata di detrito del canale di Ravina di Cancìa del 18/07/2009 (BL) durante la quale persero la vita due persone. I risultati ottenuti saranno dunque analizzati criticamente per ciò che concerne le volumetrie solide movimentate, l’estensione areale raggiunta dal detrito e la stima dell’entità dei fenomeni di erosione e di deposito. Le informazioni desunte dalle simulazioni numeriche di back-analisi degli eventi suddetti verranno dunque impiegate per la modellazione della dinamica della colata di detrito di Cancìa in riferimento alla situazione topo-geo-morfologica attuale, considerando un evento di progetto con tempo di ritorno pari a 300 anni.
Durante il presente lavoro di tesi verrà inoltre testata la possibilità di utilizzare l’algoritmo del kriging (Kriging non stazionario) per l’interpolazione di dati topografici desunti dalla Carta Tecnica Regionale (scala 1:5.000) al fine di produrre modelli digitali da impiegare nella modellazione numerica di colate di detrito di versante (o comunque non canalizzate).

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PREFAZIONE Da sempre, quando ci si avvicina all’ambiente montano si rimane allietati dalle forti emozioni che suscitano tutte le sue componenti: dalla maestosità delle vette all’imponenza delle pareti rocciose, dall’unicità dei contesti floreali e faunistici alla pittoresca bellezza dei panorami, dal caos melodico delle acque torrenziali di monte alla quiete delle “spiagge detritiche” di valle. E’ inevitabile però che quando ci si concentra in un’attenta lettura dei segni del territorio, si rimanga inoltre colpiti dall’evidenza del forte rischio idro-geologico intrinseco a questo particolare ambiente. Gli eventi naturali che generano ed evolvono in ambiente montano, in particolare le colate di detrito, rendono difatti indispensabile un continuo monitoraggio e presidio territoriale finalizzato alla mitigazione del rischio idro-geologico stesso. E’ vero inoltre che la frequenza ma soprattutto la magnitudo degli eventi naturali negli ultimi decenni è sensibilmente aumentata in conseguenza al progressivo manifestarsi di due fenomeni concomitanti: l’evoluzione-trasformazione del territorio e l’evidente cambiamento climatico in corso. Le colate detritiche sono eventi naturali che fanno parte della famiglia dei fenomeni fisici che, nella sua accezione generale, comprende tutti quei processi connessi al trasporto di materiale solido da parte di una corrente idrica. A causa di ciò questi flussi presentano un elevato potenziale distruttivo, in quanto combinano al carico cinetico della corrente l’impatto del materiale solido trasportato. Da sempre le aree montane (e non solo) convivono forzatamente con questa tipologia di fenomeni naturali. La mitigazione del rischio da colate di detrito si concretizza in una delle sfide più ardue da affrontare poiché connotata dalla necessità di conciliare sviluppo e sicurezza. Tuttavia, oggigiorno, grazie alle conoscenze acquisite è possibile attuare una pianificazione territoriale tale da limitare l’incremento del già elevato danno potenziale dovuto all’incosciente sviluppo urbanistico ed infrastrutturale di questi contesti. Sfruttando dei software specifici ed i sistemi di monitoraggio del territorio è inoltre possibile prevedere l’eventuale manifestarsi di una situazione critica, riuscendo quindi a gestire al meglio la fase di allertamento. Il lavoro che si andrà a svolgere nel presente lavoro di tesi è mirato a verificare la capacità predittiva di due modelli numerici, di cui uno concettuale (il modello di

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Agraria

Autore: Mauro Boreggio Contatta »

Composta da 315 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.