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La figura dell'autore nella nuova serialità televisiva - Il caso JJ Abrams

Analisi della figura dell'autore nella nuova serialità televisiva, con uno studio su J.J. Abrams.

Contrariamente al cinema, l'autore nella serialità americana è il creatore della serie, ossia il produttore esecutivo che scrive la storia, sceglie i propri input artistici e tecnici e dà, attraverso le sue scelte, un'impronta stilistica ben definita. Se molte scelte di stile possono ritenersi mere funzioni di differenziazione formale dagli altri prodotti (lo split screen e il piano sequenza di 24, la fotografia virata di CSI, la macchina a mano di The Shield) altre, nondimeno, possono essere inserite in un quadro molto più ristretto, quello che è direttamente riconducibile alla poetica di un autore e al suo stile di metteur en scene.

JJ Abrams diventa quindi il caso più emblematico, anche se non l'unico, di personalità rappresentativa di questo nuovo approccio alla produzione delle serie televisive. Considerando i suoi prodotti più famosi, nonostante la diversità di generi e la natura del network (prima lavorava per la ABC, ora per la FOX), è possibile individuare un touch personale sia a livello visivo, sia a livello tecnico (dove ha dato vita ad una vera e propria factory), sia a livello tematico e narrativo, in conclusione uno stile che ha riprodotto, a riprova della sua consistenza, anche nelle produzioni cinematografiche in cui ha partecipato sia da regista che da produttore esecutivo.

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4 Introduzione La ricerca dei crismi, delle caratteristiche, nonché della fisionomia della figura dell'autore ha tracciato un proprio solco all'interno della storia delle teorie del cinema. Tale figura ha subìto una vasta gamma di specificazioni e di definizioni nel corso del tempo, in coincidenza con l'alterazione del concetto e del peso che il cinema e l'audiovisivo assumevano di volta in volta all'interno della storia culturale. Data la natura materiale del prodotto cinematografico, non è difficile riscontrare istanze di discussione sulla natura dell'autore già nel XIX secolo con la nascita della fotografia, che poneva una forte presa di posizione nei confronti di una nuova tecnica che sembrava gareggiare con la pittura, senza però averne l'approccio fisico e diretto di una figura che ne licenziasse la paternità. Il gesto diretto della mano che crea l'oggetto artistico, perfetta raffigurazione della creazione artistica e nel contempo del ruolo dell'artista, era un concetto messo in discussione da un mezzo tecnico come la macchina fotografica. Baudelaire lamentava la mancanza della manualità della Teknè 1 . “In questi tristi giorni si è fatta avanti una nuova industria che ha contribuito non poco a rafforzare nella sua fede la piatta stupidità…secondo cui l’arte non è né può essere che una precisa restituzione della natura…Un Dio vendicativo ha esaudito la voce di questa massa. Daguerre è diventato il suo messia.” 2 “Se alla fotografia si permetterà di integrare l’arte in alcune delle sue funzioni, quest’ultima verrà ben presto soppiantata e 1 Per un’analisi della questione dell’autorialità nella fotografia nell’Ottocento, cfr. Claudio Marra, Fotografia e pittura nel Novecento. Una storia senza combattimento, Bruno Mondadori, Milano 1999 2 Charles Baudelaire, Salon de 1859, Œuvres complètes, Paris, Gallimard, 1976

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marcello Aguidara Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.