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La competenza territoriale come regolata dal nuovo codice del processo amministrativo: criterio ordinario ed eventuali deroghe

Informazioni tesi

  Autore: Rosalia Manuela Longobardi
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Scuola per le Professioni Legali
Anno: 2013
Docente/Relatore: Maurizio Asprone
Istituito da: Università Telematica Guglielmo Marconi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 46

La tesi è formata da due parti: un commento e una nota a sentenza nelle quali si affronta la disciplina della competenza territoriale come regolata dal codice del processo amministrativo. Si tratta dell'analisi della pronuncia dell'Adunanza Plenaria del C.d.S n 33/2012, la pronuncia interviene per delineare il nuovo istituto della competenza territoriale, che nel processo amministrativo, ha una sua autonoma valenza.
L'art 13 del codice del processo cerca di evitare il cd "forum shopping" ovvero la pratica che vedeva scegliere il foro giurisdizionale in base a una possibile "decisione favorevole" per la parte impugnante il provvedimento amministrativo.
Il testo si completa di una parte dedicata alla trattazione della competenza per ragioni di connessione relative alla interdittiva antimafia.

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COMMENTO: Sentenza n.33 del 24 settembre 2012. Massima giurisprudenziale: 1. Il criterio ordinario di riparto della competenza per territorio è quello della sede dell'autorità amministrativa cui fa capo l'esercizio del potere oggetto della controversia. Tuttavia tale criterio non opera là dove gli effetti diretti del potere siano individuabili in un ambito diverso; in tal caso la competenza è del Tribunale nella cui circoscrizione tali effetti si verifichino. 2. L'interdittiva antimafia non costituisce atto avente portata generale né ha efficacia sull'intero territorio nazionale, bensì opera in seno al singolo rapporto cui afferisce e, pertanto, spiega i suoi effetti "diretti" nell'esclusivo ambito della circoscrizione territoriale ove quest’ultimo è costituito e si svolge. Breve sintesi del caso. A seguito di gara la Ferrovie del Gargano aveva affidato all'aggiudicatrice a.t.i Consorzio cooperative costruzioni/Strabag AG l'appalto di lavori. Per l'esecuzione degli stessi lavori il Consorzio in questione affidava a Mucafer s.c.p.a, e quest’ultima subappaltava a Demoter spa ( sede di Messina). La prefettura – UTG di Messina, a seguito di attività di controllo ex art 10 c°2 d.P.R 30 giugno 1998 n.252, interdisce, mediante l'emissione dell'informativa interdittiva antimafia alla medesima Demoter l'inizio e/o l'esecuzione dei lavori. In ragione di detta informativa “Ferrovie di ALFA s.r.l, ritirava alla Mucafer l'autorizzazione al subappalto. A sua volta Mucafer comunica, la risoluzione del contratto, alla Demoter. Sottoposta la questione al Tar della Puglia, lo stesso si dichiara incompetente, in quanto, lo stesso ritiene che l'atto interdittivo ( informativa interdittiva antimafia) è atto presupposto emesso da un amministrazione centrale, e sia quindi il TAR del Lazio competente. I medesimi giudici si soffermano, inoltre, su un altro aspetto: gli effetti diretti dell'atto. Il giudice amministrativo ritiene che la competenza sia del Tar del Lazio, in quanto, l'interdittiva ha efficacia su tutto il territorio nazionale, e non già efficacia limitata al territorio nazionale ove invece manifesti effetti riflessi. 4

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Parole chiave

territoriale
connessione
antimafia
competenza territoriale
codice processo amministrativo
competenza per ragioni di connessione
art 13 c.p.a
informativa prefettizia
c.p.a
modifiche c.p.a art 13

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