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Il progetto F.A.R.O. (il Farmacista nell’Analisi dei Record Ospedalieri) per il monitoraggio della qualità dei percorsi terapeutici

Introduzione:
La farmacia ospedaliera valuta la corretta applicazione dei percorsi di qualità definiti a livello aziendale attraverso diversi strumenti, quali ad esempio le visite ispettive agli armadi farmaceutici di reparto, che, pur efficaci, non consentono di conoscere il paziente e le sue patologie e, pertanto, di valutare le molteplici peculiarità che possono determinare risposte diverse alle singole terapie.
Per avvicinare il paziente e le sue patologie sono state condotte molteplici sperimentazioni di farmacista di reparto/dipartimento. FARO si propone di condurre attività di farmacia clinica stante l’assetto organizzativo attuale delle farmacie
ospedaliere italiane attraverso l’analisi delle cartelle cliniche.

Materiali e Metodi:
FARO è uno studio retrospettivo di prevalenza descrittivo della mancata aderenza, da parte del personale sanitario, a: prescrizioni contenute negli strumenti di governo clinico, schede tecniche dei medicinali. L’analisi viene condotta sottoponendo le
cartelle cliniche ad una checklist informatizzata costituita da 62 item, indicatori degli strumenti di governo clinico di cui valutiamo l’aderenza, ricondotti a 4 ambiti: appropriatezza, correttezza, efficienza, sicurezza. A ciascun item vengono attributi: uno “score reale” che fotografa l’effettiva aderenza alle prescrizioni, uno “score ideale” che valuta la migliorabilità degli aspetti scorretti. Una differenza tra i due score (deltascore) negativa indica che le risorse a disposizione consentivano di condurre un intervento sanitario conforme alle prescrizioni. Per ogni item le criticità migliorabili vengono dettagliate così da consentire l’analisi a posteriori delle cause che possono averle determinate e da progettare strumenti tesi al loro superamento.

Risultati:
Sono state analizzate 116 cartelle cliniche rappresentative di tutti i pazienti afferenti, nell’arco di due settimane, a un reparto chirurgico. L’aderenza complessiva è del 68,2%, l’ambito “correttezza” (gli interventi sanitari attuati sono descritti in maniera accurata, chiara e non ambigua) è il più critico (aderenza del 33,1%). Gli item con la più alta prevalenza di mancata aderenza concernono: terapia del dolore, profilassi antibiotica, cateterismi. Per ognuno è stato inoltre valutato quali criticità scaturissero da una stesura lacunosa/confondente degli strumenti di governo clinico avviando un processo di revisione mirata degli stessi.

Conclusioni:
I risultati fin qui ottenuti dal progetto FARO comprovano che il farmacista ospedaliero è in grado di declinare il suo bagaglio culturale in favore dell’analisi delle cause di criticità della produzione ospedaliera e di elaborare possibili soluzioni. Può quindi rivestire un ruolo primario nel miglioramento della qualità dei percorsi terapeutici e partecipare della gestione del rischio clinico avvalendosi della conoscenza del percorso del farmaco nella sua globalità garantita dall'attuale assetto organizzativo della farmacia ospedaliera italiana.

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5 introduzione Nel 529 d.C. i primi ospedali italiani erano adiacenti ai monasteri benedettini e il ‘monachus infirmarius’ allestiva i farmaci (‘semplici’), preparazioni a base di erbe medicinali la cui ricetta, trascritta in libri segreti, era tramandata ad un allievo di sua fiducia. 1 Nel corso dei secoli gli ospedali, da luogo destinato alla mera ospitalità di un caleidoscopio di derelitti, sono divenuti strutture specializzate nel fornire cure di eccellenza, nonché deputate alla formazione avanzata e alla ricerca. Una delle conseguenze dirette di questa evoluzione è stata la loro suddivisione in padiglioni, reparti, dipartimenti; i muri, eretti attorno alle singole competenze per difenderle, servivano anche a definire la sfera di influenza dei luminari attorno ai quali ruotava tutta l’organizzazione. 2 Nel XX secolo l’ospedale è divenuto, ad uno stesso tempo, sempre più specializzato e sempre più frammentato; nel mentre la farmacia ospedaliera ha continuato ad essere il luogo unitario di allestimento e stoccaggio dei medicinali nonché la sede della memoria dell’intero percorso del farmaco all’interno dell’ospedale; ciononostante proprio il farmaco sia stato il protagonista della più grande specializzazione quantitativa (tantissime nuove entità chimico/biologiche), qualitativa (gli antibiotici, l’insulina, l’avvento delle target therapy antitumorali, i farmaci biologici e quindi i biosimilari), gestionale (si pensi solo ai

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Francesco Pomarico Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.