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L'essenza dell'integrazione in Alto Adige-Südtirol. Un'indagine tra le famiglie mistilingui di Appiano.

Il presente elaborato ha come intento principale quello di approfondire la realtà dell’Alto Adige-Südtirol e il rapporto esistente tra le due lingue maggiormente diffuse in Provincia di Bolzano, ossia l’italiano e il tedesco. Da una parte, si vuole cercare di capire perché sia così difficile tratte beneficio da una situazione che, dato il contesto bilingue, è estremamente vantaggiosa sia a livello linguistico che culturale. Dall’altra parte, si vuole dimostrare che l’ integrazione è possibile e già in ‘corso d’opera’ e che le famiglie mistilingui ne rappresentano l’essenza.
Il primo capitolo illustra gli eventi storici che hanno portato alla netta divisione tra le due comunità linguistiche. Il secondo capitolo si concentra sulle funzioni esercitate dal linguaggio, con particolare attenzione ai concetti di diglossia e bilinguismo e ai fenomeni che si manifestano in compresenza di più di una lingua. Il terzo capitolo presenta le motivazioni che rendono quella tedescofona una minoranza del tutto particolare; inoltre, l’analisi dei repertori linguistici a disposizione dei due gruppi permette di spiegare quali sono gli ostacoli a un bilinguismo reale (soprattutto per gli italofoni) e di conseguenza al contatto e all’integrazione tra le due parti. Il quarto e ultimo capitolo indaga, tramite ricerca sul campo, le abitudini linguistiche di famiglie mistilingui residenti ad Appiano sulla Strada del Vino, un comune nei pressi di Bolzano prettamente tedescofono, dimostrando che una parte consistente dei cittadini altoatesini/sudtirolesi è decisamente contraria all’impostazione attuale e profondamente favorevole ad un Alto Adige-Südtirol unito, sotto tutti i punti di vista.
La speranza è che la politica e le istituzioni locali si muovano al più presto nella giusta direzione, per rendere la provincia di Bolzano un vero modello da seguire in tutto il mondo e favorire quello spirito di unione, di incontro e di condivisione tra culture tanto osannato dalla Comunità Europea.

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Introduzione   Le società odierne vivono in un mondo che ha subito enormi cambiamenti negli ultimi cento anni: il Novecento è stato il secolo delle guerre, delle macchine, dei nuovi mezzi di comunicazioni di massa, dei mercati virtuali, ma anche dei divorzi, dei diritti degli omosessuali e così via. In un periodo di tempo abbastanza ristretto, la sfera delle relazioni sociali, ma anche economiche, culturali ed ideologiche si è allargata sotto il segno della globalizzazione, creando società sempre più multietniche e plurilingui. In Alto Adige-Südtirol, invece, nonostante le tendenze planetarie e l’ufficialità del bilinguismo a livello locale, l’integrazione e la pacifica convivenza dei gruppi etnico-linguistici sul territorio risulta, per alcuni versi, molto difficile. Io sono una altoatesina cresciuta in ambiente esclusivamente italofono e anch’io, come molti miei coetanei e non, ho trascorso i primi anni dell’infanzia senza interessarmi del gruppo tedescofono: non lo conoscevo, il tedesco a scuola era difficile e non mi piaceva, mi rendevo conto che, nonostante gli sforzi per impararlo, era inutilizzabile al di fuori del contesto scolastico. Crescendo, capii però che sarebbe potuto essere utile a me stessa, quindi decisi di frequentare la quarta superiore in una scuola nella Germania centro-settentrionale, vivendo presso una famiglia, grazie ai programmi di scambio culturale e linguistico organizzati dalla Provincia. Tornai con un bagaglio di esperienze indimenticabili, con competenze molto elevate nello Hochdeutsch e conseguii immediatamente il patentino di livello A. Mi sentivo pronta per affrontare qualsiasi tipo di conversazione in ambedue le lingue, ma dopo un paio di anni successe un 7

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lingue straniere per la comunicazione internazionale

Autore: Michela Chemoli Contatta »

Composta da 195 pagine.

 

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