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Identità e conflitti di identità degli atleti durante e dopo la carriera agonistica sportiva

Nell’ambito della psicologia dello sport lo studio dell’identità e dei conflitti d’identità degli atleti durante e dopo la carriera agonistica sportiva costituisce un argomento di forte attualità.
La ricerca viene sviluppata a partire dalla seguente ipotesi: “Ogni atleta, indipendentemente dallo sport che pratica o che ha praticato ad alti livelli, possiede un forte senso di identità e un alto livello di motivazione. Nonostante ciò attraversa momenti di crisi e vive conflitti personali sia quando gode del successo, nel pieno della sua attività sportiva, sia al momento del ritiro dall’attività”.
L’originalità della ricerca consiste nell’analisi qualitativa dell’identità, della motivazione e dei conflitti di sedici atleti di alto livello.

Metodo

Soggetti. Il campione selezionato è composto da un gruppo di otto campioni olimpionici in attività (AN, AA, ST, DF, FF, IC, LV, DS) e un altro di otto in “pensione” dall’attività agonistica (DM, PM, IB, PD, SS, NB, DC, SB).
Strumento. Il principale strumento di ricerca, che ha reso possibile la realizzazione del lavoro, è il questionario CIM. Tale denominazione deriva dal nome delle aree analizzate: conflitti, identità e motivazione. Esso è stato utilizzato a supporto di un’intervista di tipo intensivo-qualitativa. Nella costruzione del questionario due sono stati i problemi fondamentali da affrontare: “Che cosa mettervi e come esprimerlo”. Da qui è scaturita l’individuazione del contenuto del questionario e la sua redazione.
Il numero totale dei quesiti è di 37 per la forma A, destinata agli atleti in carriera e 42 per la forma B, destinata agli atleti in pensione.

Risultati

Tale profilo è stato interpretato alla luce di cinque approcci teorici: la teoria dello sviluppo dell’identità di Erikson (di orientamento psicoanalitico), il modello di Chisotti (orientamento costruttivista), la teoria del campo di Lewin e la teoria di Maslow e McClelland. Le prime due teorie hanno permesso di analizzare come si costruisce e si evolve, nel periodo dello sviluppo psico-fisico, l’identità degli atleti intervistati. Sulla base delle informazioni disponibili circa il modo in cui gli atleti intervistati hanno attraversato le fasi evolutive e costruito una loro identità, si può ipotizzare che campioni si diventa col tempo, maturando ed esprimendo nella scelta della disciplina sportiva tutte quelle caratteristiche proprie di ogni fase della vita e paragonabili alle dimensioni fondamentali dell’identità dell’atleta: la fiducia in se stessi, la capacità di autonomia nelle scelte di vita, la capacità di iniziativa, l’intraprendenza, la capacità di prodigarsi e adoperarsi per raggiungere determinati obiettivi.
A completare il quadro delle abilità di un atleta contribuiscono la gestione dell’energia psichica e dello stress, la capacità attentiva e l’immaginazione. Queste sono le caratteristiche di personalità che un atleta dovrebbe possedere per diventare un campione.
Gli approcci di Maslow e McClelland si sono rivelati indispensabili nell’analisi delle motivazioni e dei valori degli atleti. Da quest’analisi è emerso che gli atleti sono motivati, persistenti, ambiziosi, determinati nel perseguire il successo. Il loro stile competitivo è indissolubilmente legato alla realizzazione dei propri valori autentici e al loro raggiungimento di obiettivi importanti per ottenere un riconoscimento maggiore anche a livello sociale. Per svolgere l’attività sportiva si basano sulle proprie forze e si fidano di se stessi. Gli elogi costituiscono un incentivo per accrescere la propria autostima; ma sono le critiche che rafforzano la loro convinzione di riuscire nello sport, di avere successo, e di migliorare e potenziare ogni tecnica o “mossa” che potrebbe regalare loro la vittoria in gara. Il profilo motivazionale di ogni atleta è pressoché identico a quello di Tin Cup (impersonato da Kevin Costner che nel film recita il ruolo di un campione di golf) che supera la furbizia di Burt (suo avversario in gara) con la forza di volontà e la persistenza.

Discussione

A conclusione di questo percorso avventuroso in territori inconsueti della vita dei campioni (nella loro storia personale) ciò che interessa mettere in risalto è l’immagine di questi soggetti che, come “palle di energia”, girano vorticosamente e tendono a fuggire per la tangente. In effetti sono in perenne movimento. La loro vita è dirompente; è energia allo stato puro. Tutto quello che hanno realizzato nella loro carriera sportiva e che alcuni di essi continuano a realizzare è derivato dal piacere del moto, da un “qualcosa che ti porti dentro e che non sai bene che cosa sia”, come afferma uno degli intervistati.
Dall’insieme della ricerca emerge il puzzle della vita dei campioni.

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CAPITOLO IV LA CARRIERA DELL ATLETA Una volta definita l identit e le caratteristiche psicologiche e motivazionali dei grandi atleti dello sport non possiamo non accennare alla carriera agonistica, dandone una definizione e tracciandone i momenti o le tappe fondamentali che scandiscono il suo inizio e il suo evolversi. 1. DEFINIZIONE La carriera sportiva non Ł lo status acquisito con un titolo di studio ma Ł l insieme dei progressi compiuti da un punto di vista gerarchico (record), economico e sociale. Essa pu essere definita come una sequenza di ruoli sociali e sportivi che l atleta progressivamente ricopre, oppure come un cammino sociale nel quale l atleta si trova impegnato o ancora come un comportamento che viene sistematizzato, che viene cioŁ assunto come modello di vita o ancora come una vocazione. Per carriera sportiva s intende dunque un servizio incondizionato a valori riconosciuti come tali e sentiti come appellanti per l atleta. Essa Ł una risposta originale a un appello percepito come forte e impellente. Non si tratta unicamente di un inclinazione o di un attrattiva naturale ma di un iniziativa personale, libera e intenzionale dell atleta che organizza e unifica la propria vita in funzione di un valore. La carriera sportiva Ł il nome dell identit personale piø profondamente ricercata. In questo senso Ł il fine dell atleta. Ci significa che l atleta Ł strutturato dalla sua carriera. Essa nasce come un progetto che deve essere realizzato. L inizio della carriera pu essere fatta coincidere con il periodo d et che va dai 15 ai 19 anni quando, sulla base dei risultati conseguiti e delle conferme ricevute a livello personale e sociale, il giovane atleta, maggiormente consapevole delle sue potenzialit e delle possibilit concrete di riuscita nello svolgimento della pratica sportiva, ed anche fortemente motivato, decide di costruire sullo sport il suo progetto di vita. Questa decisione dipende da vari fattori: temporali e motivazionali. La sua insorgenza in alcuni casi Ł immediata e consequenziale, in altri Ł frutto di una riflessione personale. La sua origine Ł ascrivibile per alcuni atleti solo al sentimento, alla passione per lo sport, per altri solo all intuito, alla capacit di prevedere una possibile realizzazione nell attivit sportiva. Solo per pochi questa decisione prende avvio da un mix di sentimenti e di intuito. L evoluzione nel tempo di questa decisione e, cioŁ di fare dello sport il loro lavoro, dipende dalla soggettivit della costruzione dell identit di ogni atleta, dal considerarsi di certe motivazioni e convinzioni, dall esito di certe prove sportive e della presenza di certe condizioni ambientali favorevoli.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Sofia Tavella Contatta »

Composta da 348 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5018 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.