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La tutela costituzionale dei minori su Internet

Informazioni tesi

  Autore: Salvatore Cinque
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: UniCusano - Università degli Studi Niccolò Cusano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Anna Pirozzoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

Attraverso il presente elaborato, obiettivo finale è quello di riuscire a carpire l’attenzione del lettore in ordine alle particolari – e sempre più rilevanti – problematiche che discendono dal dilagare del fenomeno di Internet e di tutto ciò che ad esso si collega e che incide sulla creazione di quella che oggi si è soliti definire come «società dell’informazione».
Ovviamente si tratta di una tematica dai contorni vasti e indefiniti che affrontare globalmente sarebbe impresa quasi impossibile, pertanto, l’elaborato in questione, si concentrerà sull’aspetto relativo alla maggiore tutela che ogni ordinamento giuridico è tenuto ad apprestare nei confronti di un soggetto minore d’età e ciò, soprattutto, laddove questo possa divenire soggetto attivo o passivo del mondo Web.
E’ facile intuire, infatti, come la rapida metamorfosi subita dalla società grazie al dilagare del fenomeno mediatico ed informatico non è stata, purtroppo, accompagnata da una altrettanto rapida evoluzione della disciplina legislativa; una lacuna normativa che ha comportato la nascita di seri rischi per tutti i soggetti che si avvalgono di tale nuovo strumento, specie se minori.
Punto di partenza non potrebbe che essere la lapalissiana considerazione per cui, Internet, rappresenta oggi lo strumento di maggiore spessore nel mondo della comunicazione, rappresenta, però, contestualmente lo strumento di maggiore insidiosità attesa la sua capacità di “inibire” quelle che sono le tradizionali emozioni, conoscenze e sensibilità di ogni soggetto.
Come acutamente affermato (e i dati statistici lo dimostrano), infatti, attraverso l’utilizzo di Internet i soggetti tendono ad un affievolimento dei propri freni inibitori finendo per commettere azioni che, non solo non commetterebbero nel mondo reale ma che, spesso a loro insaputa, rappresentano delle vere e proprie forme di reato.
Lungi dal poter affrontare l’aspetto penalistico della questione, la trattazione si concentrerà sulla figura del minore quale “soggetto debole” che – per la personalità ancora in evoluzione – potrebbe essere facile preda telematica.
Per tale ragione, una prima parte della trattazione verrà dedicata alla cornice costituzionale entro cui collocare il fenomeno di Internet e, dunque, le maggiori lesioni che ne potrebbero derivare per i diritti della persona, in primo luogo, riservatezza e reputazione.
Solo dando atto di tali confini, il secondo capitolo si concentrerà sulla tutela costituzionale del minore con riferimento a quelle disposizioni costituzionali che fungono da perno per l’intera disciplina di riferimento.
In particolare, si tenderà di individuare un adeguato bilanciamento tra quello che è un diritto di informazione del minore e quella che è l’esigenza di una sua tutela affinchè, lo stesso, non venga a contatto con situazioni (virtuali) che possano compromettere una sua corretta crescita educativa.
Ciò si realizzerà facendo riferimento non solo agli importanti contributi giurisprudenziali esistenti in materia, ma anche alle più importanti risoluzioni e convenzioni esistenti a livello comunitario ed internazionale.
Infine, un ultimo capitolo conclusivo verrà dedicato agli aspetti penalistici della questione relativa alla tutela del minore.
Si tratterà sinteticamente – ma era passo obbligato – della lotta alla pedopornografia con riferimento alla rivoluzionaria Legge n. 269 del 1998 con la quale, come noto, si procederà alla codificazione penalistica di una serie di reati espressamente diretti ad una più efficace tutela della sfera sessuale di un minore il quale, certamente con maggiore facilità, potrebbe essere oggetto di lesioni attraverso Internet.
Una legge che, lungi dall’apportare una soluzione definitiva alla problematica in questione, necessiterà di una rivisitazione occorsa con l’approvazione della successiva Legge n. 38 del 2006.
In particolare, tale ultimo articolato normativo sancirà il primo e definitivo accesso – nel panorama normativo penalistico italiano – dei nuovi strumenti telematici quali mezzi per eccellenza non solo nella commissione di delitti ma, soprattutto per la violazione dell’integrità psico – fisica dei minorenni.

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La tutela costituzionale dei minori su Internet 5 INTRODUZIONE Attraverso il presente elaborato, obiettivo finale è quello di riuscire a carpire l’attenzione del lettore in ordine alle particolari – e sempre più rilevanti – problematiche che discendono dal dilagare del fenomeno di Internet e di tutto ciò che ad esso si collega e che incide sulla creazione di quella che oggi si è soliti definire come «società dell’informazione». Ovviamente si tratta di una tematica dai contorni vasti e indefiniti che, affrontare globalmente, sarebbe impresa quasi impossibile, pertanto, l’elaborato in questione si concentrerà sull’aspetto relativo alla maggiore tutela che ogni ordinamento giuridico è tenuto ad apprestare nei confronti di un soggetto minore d’età e ciò, soprattutto, laddove questo possa divenire soggetto attivo o passivo del mondo Web. E’ facile intuire, infatti, come la rapida metamorfosi subita dalla società grazie al dilagare del fenomeno mediatico ed informatico non è stata, purtroppo, accompagnata da una altrettanto rapida evoluzione della disciplina legislativa; una lacuna normativa che ha comportato la nascita di seri rischi per tutti i soggetti che si avvalgono di tale nuovo strumento, specie se minori. Punto di partenza non potrebbe che essere la lapalissiana considerazione per cui, Internet, rappresenta oggi lo strumento di maggiore spessore nel mondo della comunicazione, rappresenta, però, contestualmente lo strumento di maggiore insidiosità attesa la sua capacità di “inibire” quelle

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