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Asino chi legge. Metodi e pratiche di educazione linguistica in relazione alle problematiche della dislessia e dei disturbi specifici di apprendimento

Il riconoscimento dei disturbi specifici di apprendimento (DSA) nella scuola italiana richiede una formazione diversa di tutti gli operatori scolastici e anche degli studenti e delle famiglie, per attuare una insegnamento efficace per tutti, nessuno escluso.
La presente tesi, fondata su un'esperienza ultratrentennale, avvalendosi dei nuosi strumenti normativi e eindicativi a disposizione, si propone di esporre la validità di metodi e pratiche di educazione linguistica soprattutto in relazione elle problematiche della dislessia.

The acknowledgement of Learning Disabilities is leading the Italian Education to ask for a different training for teachers, students and their families, in order to achieve an efficient way of teaching everyone.
This thesis, based on over thirty-years experience, and on the recent Italian Laws about Learning Disabilities, seeks to show the efficacy of methods and "good practices" in Linguistic Education, especially in relation to the difficulties caused by dyslexia.

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6 INTRODUZIONE Desidero innanzi tutto ringraziare il professor Tavoni per la fiducia accordatami e per avermi proposto di scrivere questa tesi. La sua proposta mi ha esortato a rileggere testi che da tempo non riprendevo in mano, a ricercare le frasi dei miei maestri, i grandi del passato, a frequentare corsi di aggiornamento ed eventi organizzati da varie associazioni interessate ai disturbi specifici dell’apprendimento, ad incontrare genitori e studenti con DSA, a rivedere la mia didattica da un altro punto di vista, ad inventare ed usare strategie alternative di insegnamento, ad evitare la fretta e privilegiare il ritmo lento dell’apprendimento sereno e costante, a documentare il lavoro svolto con altra ottica. Non è stato facile, per me, pervenire a questa stesura definitiva: ho visto e rivisto l’ordine degli argomenti piø volte, ho cancellato interi paragrafi sostituendoli con altri, ho rivisto termini ed espressioni, cercato metodicamente risultati d’indagini svolte, riferimenti a testi e articoli su quotidiani e riviste specializzate, frequentato assiduamente biblioteche anche di tipo scientifico. Insomma, è stato un lungo e faticoso lavoro che mi ha dato modo, però, di approfondire argomenti di grande interesse ed attualità e di provare, ancora una volta, la soddisfazione del rimettersi in gioco nello studio e nella ricerca, costituenti essenziali dell’educazione permanente. Il titolo “Asino chi legge” dato alla mia tesi, rivela senza ombra di dubbio la mia età, collocata al di là del mezzo secolo: questa era, infatti, una frase che si trovava ovunque, allora. Nel mondo della mia infanzia, privo di televisori e computer, arricchito da giochi per strada e nei campi, all’aria aperta, con pochi adulti impegnati nel seguire l’educazione culturale dei piø piccoli, spesso essi stessi completamente o semi-analfabeti, l’imparare a leggere rappresentava un traguardo importantissimo. Accedere a quel codice misterioso apriva al mondo degli adulti e dei libri, così pieni di storie interessanti ma scritte con segni incomprensibili, troppo difficili da decifrare. Quell’accesso era quasi un rito di iniziazione. Segnava il passaggio dai giochi dell’infanzia agli impegni degli adulti, adulti che iniziavano ad

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingua e letteratura italiana

Autore: Dalida Antonini Contatta »

Composta da 303 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.