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Il regime tributario del trust in Italia.

Il legislatore fiscale italiano con due interventi normativi , ovvero il Decreto Legge 262/2006 e la circolare 48/E del 6 agosto 2007, ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano una disciplina fiscale del trust; ragion per cui oggi, mentre dal punto di vista civilistico manca ancora una normativa di riferimento, da quello fiscale si può parlare di un “regime tributario del trust in Italia”. La tesi, suddivisa in tre capitoli, delinea nel primo di essi le origini storiche del trust, nonché i profili di compatibilità con l’ordinamento italiano. Nel dettaglio si vuole mettere in evidenza da un lato il polimorfismo strutturale del trust, dall’altro la sua non assimilabilità-originalità rispetto agli istituti giuridici similari presenti nel nostro ordinamento. Il secondo capitolo, cuore della tesi, esamina i profili tributari del trust nell’imposizione diretta. Si esamina la tassazione ante e post finanziaria del 2007 : il nuovo art. 73 TUIR, la commercialità, la residenza, i fenomeni elusivi, la disciplina CFC . Nel, terzo ed ultimo capitolo, viene affrontata la tassazione indiretta ovvero l’imposta di successione e donazione, l’imposta di registro e l’imposta sul valore aggiunto.

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1    INTRODUZIONE   Nell’ordinamento giuridico italiano l’istituto del trust ha conosciuto un’attenzione crescente in esito alla ratifica della Convenzione dell’Aia che è stata resa esecutiva in Italia con la legge 16 ottobre 1989, n. 364, entrata in vigore in data 1 gennaio 1992. Come si vedrà più analiticamente nel corso della presente trattazione il trust è uno strumento molto flessibile sotto il profilo operativo, capace da un lato di rispondere alla domanda di strumenti giuridici nuovi che emerge dal contesto economico finanziario, dall’altro di superare i limiti degli istituti giuridici tradizionali dell’ordinamento italiano. Le ritrosie verso tale istituto sia in quanto il trust si fonda su un concetto di proprietà diverso rispetto a quello conosciuto nei paesi di civil law, sia per la mancanza di una disciplina fiscale “ad hoc” sono state superate con l’art.1, comma 74 della legge Finanziaria per il 2007. Con la menzionata legge è stata riconosciuta al trust la soggettività tributaria, elencandolo tra i soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società ex art. 73 D.P.R. 1986, n. 917, pur se a tutt’oggi non vi è una disciplina civilistica interna. Secondariamente, sono state introdotte alcune specifiche disposizioni antielusive per la determinazione della residenza fiscale di trust istituiti in Paesi che non prevedono uno scambio di informazioni. Non sono mancati dubbi e perplessità tra gli operatori giuridici che lamentavano le scarne disposizioni legislative e la difficoltà nel pervenire a una disciplina unitaria del fenomeno. L’Amministrazione finanziaria, a riprova del fatto che il trust non rappresenta più un oggetto misterioso nel nostro sistema fiscale, è intervenuta integrando la disciplina normativa con la Circolare n. 48/E del 6 agosto 2007 e con la Circolare n. 3/E del 22 gennaio 2008 dove ha disciplinato dal punto di vista fiscale la materia delle imposte sui redditi e delle imposte indirette del trust. Un ulteriore recente intervento, che ribadisce la costante attenzione dell’Agenzia delle entrate all’istituto in esame, è ravvisabile nella Circolare n.18/E del 29 maggio 2013 in tema di imposte di registro. Questa ricerca si occupa, senza pretesa di esaustività, di delineare il regime tributario del trust in Italia. Nel primo capitolo, dopo una breve premessa sulle origini storico-giuridiche dell’istituto, la maggior parte della trattazione si incentra sulla compatibilità di tale figura con l’ordinamento italiano, attraverso l’analisi delle fonti giuridiche più importanti, a partire dalla Convenzione dell’Aja, e delle principali analogie e differenze con altri istituti che sono tipici dell’ordinamento civilistico italiano.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Enrico Roman Contatta »

Composta da 171 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 937 click dal 19/11/2014.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.