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House of Cards - Potere seriale

Negli ultimi anni si è assistita ad una crescente ed inedita febbre nei confronti delle serie televisive, ineguagliato, al momento, da altre forme narrative in circolazione. Le cause di questo rinnovato appeal possono essere cercate attraverso i più vari ambiti e campi di studi, tra i quali la semiotica e le sue teorie della narrazione. Quest'analisi vuole concentrarsi proprio su questo approccio, ignorando volutamente gli altri, per focalizzare la propria attenzione sulla struttura narrativa di questo particolare genere di storie, nel tentativo di coglierne le peculiarità.
Per farlo si è scelta una coppia di serie televisive: entrambe rispondono al nome di House of Cards e sono una il rifacimento dell'altra. La prima versione fu prodotta dalla BBC nel 1990 e la seconda è in onda dal 2013 ad opera di Netflix, portale americano di streaming on-demand che è approdato proprio con questa serie dal lato della produzione, distribuendola maniera rivoluzionaria rispetto alla trasmissione tradizionale, ma avvicinandosi in realtà alla tipica modalità di fruizione di tali storie in questo periodo.
Per queste ed altre caratteristiche questa coppia di prodotti seriali risulta particolarmente congeniale ai fini dell'analisi, che segue due principali filoni: da un lato, ispirati dalle teorie di Levi-Strauss, ci si concentra sul tema del potere – entrambe hanno uno spietato politico come protagonista – e di come viene trattato nel corso delle due storie simili ma non identiche, per verificare se la sua rappresentazione resti la stessa o venga modificata dal remake, nonostante la trama così simile; dall'altro, riprendendo Greimas, ci si soffermerà sugli schemi attanziali alla base delle due vicende.
In entrambi i casi, l'obiettivo è quello di isolare eventuali caratteristiche significative che possano essere poste alla base della narrazione seriale, non solo di questi due prodotti, ma della serialità televisiva in genere, cercando quindi di comprendere alcuni dei motivi che le rendono così popolari in questo momento storico.
Le teorie e gli strumenti coi quali viene affrontata l'analisi poggiano sugli argomenti del corso di Teoria della Narrazione tenuto da Guido Ferraro nell'anno 2013/2014, racchiusi nelle dispense del corso (Ferraro, 2013) e in Uno sguardo più attento (Ferraro, Santangelo, 2013), soprattutto per quanto riguarda l'applicazione della coppia topic-focus all'analisi dei film, qui spostata sulle serie televisive.

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Introduzione: il fenomeno delle serie televisive Pilot. Spoiler. Season finale. Emmy. HBO, ABC, NBC, Netflix, BBC. Sit-com. Drama. Questi (e molti altri) termini sono entrati prepotentemente nel vocabolario di molti di noi nel corso degli ultimi anni, da quando cioè si è assistito ad un aumento vertiginoso di attenzione e considerazione nei confronti delle serie televisive. Il successo di pubblico e il loro impatto nella cultura popolare non sono di per sé una novità (si pensi a serie cult degli anni '90 come Friends, Twin Peaks o E.R.), ma ultimamente l'entusiasmo per questa forma narrativa sembra aver raggiunto vette inedite, finendo per coinvolgere anche la critica e spingendo il mondo della fiction televisiva a sfidare il cinema, eterno rivale, per qualità dei contenuti, livello degli interpreti e consistenza dei budget. L'approccio non è più quello del singolo caso particolarmente ispirato, ma sta invece diventando un'abitudine, se non una necessità, visto l'aumento esponenziale di competizione fra i network e il continuo coinvolgimento di nuove parti in causa attorno al già variegato mondo della produzione televisiva. Il vastissimo panorama del web, ad esempio, e in particolare dei suoi social network, sembra essere costruito apposta per inserirsi agilmente all'interno di questo fenomeno, sfruttandolo e alimentandolo a sua volta. Queste piattaforme non sono soltanto un utile rampa di lancio per pubblicizzare le varie serie e tenere continuamente aggiornati i fan con foto, video e notizie in anteprima, ma offrono soprattutto la possibilità, dal lato del pubblico, di commentare tutto il commentabile riguardo ad ogni dettaglio della serie seguita: prima, dopo, ma soprattutto durante l'episodio, a riprova della presenza, ormai ovunque, di spettatori che spendono ore e giorni della loro vita a soffrire e gioire dietro questo particolare genere di storie e vogliono farlo sapere a tutti, subito, cercando disperatamente di stare al passo con le trame per evitare l'incubo dello spoiler, il colpo di scena rivelato anzitempo. Che, oltre a rovinare il gusto della visione, è anche un marchio indelebile della posizione dello spettatore rispetto all'uscita degli episodi: chi può permettersi di dispensare spoiler è colui che ha già visto l'ultima scena e non può a sua volta farsi sorprendere; chi lo subisce, invece, è perché è rimasto colpevolmente indietro. In questo processo Facebook e simili sono un'arma terribile: lo 5

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Alessio Lerda Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

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