Nascita e sviluppo della Anglo-Persian Oil Company

Procedo cronologicamente dall'analisi della situazione politica internazionale del XIX, con special riguardo verso il Grande Gioco tra Russia Zarista e Gran Bretagna. Prendo in esame la situazione socio-politica ed economica iraniana a cavallo tra XIX e XX, con conseguente interesse verso il personaggio di William Knox D'Arcy. Analizzo quindi la figura di Winston Churchill e la pratica della conversione al petrolio voluta dalla Gran Bretagna, che porta alla nascita della Anglo-Persian Oil Company. Seguo lo sviluppo della compagnia e dei suoi azionisti, fino a giungere alla nazionalizzazione petrolifera iraniana voluta da Mohammad Mossadeq, nell'immediato Secondo Dopoguerra.

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Nascita e sviluppo della Anglo-Persian Oil Company (1901-1946) 1. LA VENTURE PERSIANA (1901-1910) 1.1 LA SITUAZIONE PERSIANA TRA XIX E XX E IL “GRANDE GIOCO” La dinastia Qajar regnò sulla Persia dal 1781 al 1925. Il periodo Qajar, come i precedenti, continuò ad essere caratterizzato dall'essenziale divisione tra uno strato sociale composto da cortigiani, funzionari statali, leader tribali, notabili religiosi, proprietari terrieri e grandi mercanti, rappresentante l'alto rango della società, che inevitabilmente andava opponendosi alla stragrande maggioranza dei contadini, delle genti tribali, dei lavoratori in agricoltura, in industria tradizionale e servizi: persisteva la divisione tra Ølite e masse, ricchi e poveri, potenti e umili [1]. In termini di struttura economica di base, la Persia mostrava tutti i sintomi di un'economia arretrata: la predominanza delle attività agricole e legate alla terra nel sostentamento del Paese, reti stradali ed infrastrutture antiquate e limitate, un basso grado di urbanizzazione, ed un commercio interno ed esterno limitato, sebbene in aumento [2] . L'Ølite centrale era esente dalla tassazione, e spesso soggetto di benefici concessi dal potere centrale: tali compensi prendevano la forma di stipendi, pensioni e sussidi [3] . Così, ad esempio, il bilancio imperiale del 1888-1889, calcolabile in qerans 39,6 milioni, era così suddiviso: il 27% era destinato alla corte e all'harem dello Shah, e ai principi della famiglia reale; il 46% alle forze militari; il restante 27% ai funzionari burocrati e agli Olama [4] . Possiamo constatare come la percentuale destinata alla corte e allo Shah fosse estremamente alta e come i proventi derivanti dall'economia reale del Paese servissero, per la maggior parte, al benessere della Corte Centrale. 1: Ahmad Ashraf, The Qajar Class structure, <http://web.archive.org/web/19970121040839/http://www.iranian.com/Dec96/Iranica/Qajar/Qajar.html/>, 1996. 2: Charles Issawi, An Economic History of the Middle East and North Africa, 2005, pp. 26-27. 3: Ashraf, <http://web.archive.org/web/19970121040839/http://www.iranian.com/Dec96/Iranica/Qajar/Qajar.html/>, 1996. 4: Ibidem. 4

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Nicolò Cacciamano Contatta »

Composta da 73 pagine.

 

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