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CLIL a piccoli passi verso il bilinguismo. Dalla routine della scuola dell’infanzia alla matematica della scuola primaria

L'esperienza maturata in un anno (solare) utilizzando la routine della scuola dell'infanzia per arrivare ai primi concetti di matematica alla scuola primaria; utilizzando la metodologia CLIL.

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6 Cap.1 Arrivare a uno shift of thinking: dall’apprendimento della lingua straniera all’apprendimento veicolare, tra leggi e sperimentazioni. 1.1 IN EUROPA Con l’avvento dell’Europa unita e la definitiva costruzione di essa grazie alla moneta unica, è maturato quello che alcuni esperti hanno definito come uno “shift of thinking” I per quanto riguarda le materie scolastiche, in particolare l’apprendimento delle lingue straniere. La Commissione Europea ha sostenuto l’importanza, per ogni cittadino dell’Unione, di conoscere più lingue oltre a quella madre. A questo è dovuto l’interesse verso una metodologia, il CLIL, che vede il suo fondamento di pensiero in periodi non sospetti, come quando nella seconda metà del II sec a.C. la Monarchia di Akkad conquistò i Sumeri e la lingua di questi, il Sumero, veniva utilizzata come ufficiale per alcuni insegnamenti, specie della cultura locale, ma anche di teologia, di zoologia, ecc. Durante l’Impero Romano la conquista della Grecia diede lo input alle famiglie più in vista della città di Roma di istruire i figli alla lingua greca, non solo per la conoscenza di una lingua di antica tradizione, ma per le future opportunità sociali e lavorative. Consideriamo, poi, l’utilizzo del latino come lingua franca per imparare diverse discipline durante il medioevo II e una parte dell’età moderna. Con David Marsh III , già nel 1994, e con un team di esperti, questa metodologia è arrivata a guadagnare posto nelle scuole di quasi tutta l’Unione. La sperimentazione è partita nei paesi del Nord Europa, soprattutto in Finlandia, dove il team di Marsh e Mehisto ha seguito le indicazioni della rete d’informazione sull’istruzione europea EURYDICE di creare un’équipe di lavoro, atta a tracciare la situazione del continente riguardante l’istruzione e l’apprendimento delle lingue straniere. Da qui è nato nel 2002 «CLIL - The European Dimension: Actions, Trends and Foresight Potential», un testo che illustra la metodologia e come questa abbia possibilità di diventare uno strumento chiave per la padronanza delle lingue. In base al documento sulle “Cifre chiave dell’insegnamento delle lingue a scuola in Europa” – 2012 – in metà dei paesi europei è possibile l’apprendimento di più lingue. Perfino nel Regno Unito vi sono curricola scolastici che prevedono la possibilità di apprendere nuove I Peeter Mehisto (2011) seminario CLIL LLP Comenius, Roma II D. Coyle, P. Hood, D. Marsh. CLIL Content and Language integrated Learning. Cambrige III David Marsh (2002) CLIL - The European Dimension: Actions, Trends and Foresight Potential overview for European commission

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Annalisa Ciuffardi Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.