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Discorso riportato e traduzione: un'analisi contrastiva delle traduzioni italiana e francese di "Der Atem", "Ja" e "Verstörung" di Thomas Bernhard.

Il dibattito scientifico attorno al discorso riportato ("Redewiedergabe", "discours rapporté") continua a essere più vivo che mai. L'elaborato si divide in due sezioni. Nella prima, di impianto teorico e metodologico, si analizzano le forme di riporto di enunciati nelle tre lingue di studio del presente lavoro, tedesco, italiano e francese. Ampio spazio è stato dedicato ai rapporti fra discorso riportato e narratologia, con riferimenti alle principali teorie e scuole di pensiero che, nel corso del secolo XX, hanno cercato di catalizzare il legame tra il riferire enunciati e la narrazione, rifacendosi sovente ai più antichi modelli, nella fattispecie a Platone. La prima sezione dell'elaborato affronta anche gli spinosi temi della traduzione della "berichtete Rede" e del discorso indiretto libero/style indirect libre, e fa il punto sul problema traduttivo, che si è voluto approfondire nella seconda parte della tesi: il discorso riportato in Thomas Bernhard.
La seconda sezione, preceduta da un intermezzo letterario sul più controverso e criticato autore del secondo Novecento, nonché uno dei più grandi prosatori di lingua tedesca di tutti i tempi, è un'analisi contrastiva italiano/francese delle strategie di traduzione della "berichtete Rede" in tre opere della narrativa di Bernhard. Qual è il margine del traduttore e della traduttrice nel manipolare il discorso riportato del testo sorgente in funzione di una sua resa efficace nel sistema-lingua di arrivo? Quali sono i problemi più evidenti nella traduzione del Konjunktiv, quali le soluzioni più congeniali, quali le tendenze dei traduttori e delle traduttrici? E infine: la resa più spontanea e naturale della "berichtete Rede" dà come risultato un discorso indiretto libero?

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Introduzione «Et je remarquai, comme cela m’avait souvent frappé dans ses conversations avec les sœurs de ma grand’mè- re, que quand il parlait de choses sérieuses, quand il employait une expression qui semblait impliquer une opinion sur un sujet important, il avait soin de l’iso- ler dans une intonation spéciale, machinale et ironique, comme s’il l’avait mise entre guillemets, semblant ne pas vouloir la prendre à son compte [. . . ].» M.Proust Du côté de chez Swann, I Riferire un enunciato prodotto da altri è un’azione che fa parte del comunicare quotidiano. Da un punto di vista linguistico questo atto di parola, ovvero il riporto di un discorso altrui, e quindi il citare le affermazioni di una persona estranea al contesto comunicativo in cui si sta trasferendo il suo messaggio, è un fenomeno parti- colarmente complesso che non si limita solo a trasposizioni di ordine morfologico e sintattico, poiché comporta anche una serie di cambiamenti nella struttura discorsiva e nel contenuto dei messaggi; queste mutazioni si situano a livello meta-linguistico, coinvolgendo campi di indagine di più ampio respiro, come quello dell’ermeneutica. Il discorso riportato, infatti, non è che il risultato finale di un processo interpretativo che inizia con un messaggio originale. Si pensi all’antico gioco del telefono, dove un enunciato iniziale veniva trasmesso, e quindi riportato, di allocutore in allocutario fino a giungere a una sua rappresentazione finale, che poteva corrispondere a un messaggio più o meno conforme a quello di partenza. In questo senso, il discorso riportato assume le sembianze di un’immagine proiettata, e come tale la veste lingui- 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scuola sup. di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori

Autore: Matteo Iacovella Contatta »

Composta da 226 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1792 click dal 22/01/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.