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Il Modello dell'Analisi Organizzativa Multidimensionale per comprendere il fallimento di un'organizzazione

Quello dell’Analisi Organizzativa Multidimensionale è uno strumento il cui interesse e la sua rilevanza scientifica sta nel “far uscire gli psicologi da una visione di ruolo (ma anche identitaria) di tipo specialistico derivata dal modello classico della professione cristallizzato nel meccanismo diagnosi-terapia e di renderli in grado di interrogarsi ed affrontare problemi sociali complessi, entro processi conoscitivi derivanti da professionalità diverse”.
Inoltre l’Analisi Organizzativa Multidimensionale, come modalità di analisi del potenziale e dello sviluppo organizzativo, va incontro sia ad alcune esigenze comuni alla maggior parte delle organizzazioni, sia alle problematiche specifiche degli enti, delle piccole e medie aziende a conduzione familiare, delle cooperative sociali e delle associazioni di volontariato del terzo settore, come vedremo nei capitoli.
La metodologia dell’Analisi Organizzativa Multidimensionale, così come tanti altri strumenti della psicologia di comunità, è molto utile per rispondere alle nuove domande sociali di psicologia proveniente dall’ Unione Europea, dagli enti locali, dal privato sociale e dalla scuola.

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INTRODUZIONE La scelta dell’argomento, oggetto del lavoro, è legata principalmente al mio interesse per la psicologia di comunità e, in particolar modo, per lo strumento dell’Analisi Organizzativa Multidimensionale (AOM), che ho conosciuto per la prima volta all’Aspic. In secondo luogo mi piaceva l’idea di coniugare le mie esperienze e le mie conoscenze teoriche, maturate durante questi quattro anni di scuola, all’esperienza pratica, avvenuta nel corso dei due anni in cui ho svolto la mia attività professionale come coordinatrice psicologa presso la Comunità per gestanti, ragazze madri e minori “La Rosa”. L’esigenza di unire i due tipi di esperienza nasce dal voler dare un’immagine di continuità alla mia formazione Aspic. Oggi molti psicologi sono sotto occupati, liberi professionisti più che per vocazione che per mancanza di alternative (Bosio, 2004). Un’indagine (Ponzio, 2008) documenta che le aree considerate come specifiche della psicologia, in cui allo psicologo viene riconosciuta una maggiore tipicità e forza competitiva siano quelle “cliniche”, che allo stesso tempo vengono indicate come scarsamente capaci di produrre domanda, da qui deriva il grande numero di psicologi disoccupati, di cui sopra. Al contrario l’area e gli ambiti dove maggiormente si prevede uno sviluppo della domanda sono quelli organizzativi, in cui però alla psicologia non viene riconosciuta una particolare forza competitiva. Da qui nasce l’urgenza di formare psicologi che sappiano intervenire in contesti più ampli di quelli individuali, che si appassionino maggiormente agli strumenti di promozione dell’empowerment, che si incuriosiscano sempre di più alle esperienze che spaziano in ambiti diversi, come quelli del volontariato o delle cooperative sociali, che si avvicinino alla psicologia di comunità. Quello dell’Analisi Organizzativa Multidimensionale, infatti, è uno strumento il cui interesse e la sua rilevanza scientifica sta nel “far uscire gli psicologi da una visione di ruolo (ma anche identitaria) di tipo specialistico derivata dal modello classico della professione cristallizzato nel meccanismo diagnosi- terapia e di renderli in grado di interrogarsi ed affrontare problemi sociali complessi, entro processi conoscitivi derivanti da professionalità diverse”. Inoltre l’Analisi Organizzativa Multidimensionale, come modalità di analisi del potenziale e dello sviluppo organizzativo, va incontro sia ad alcune esigenze comuni alla maggior parte delle organizzazioni, sia alle problematiche specifiche degli enti, delle piccole e medie aziende a conduzione familiare, delle cooperative sociali e delle associazioni di volontariato del terzo settore, come vedremo nei capitoli. La metodologia dell’Analisi Organizzativa Multidimensionale, così come tanti altri strumenti della psicologia di comunità, è molto utile per rispondere alle nuove domande sociali di psicologia proveniente dall’ Unione Europea, dagli enti locali, dal privato sociale e dalla scuola. Lo psicologo di comunità in tutti questi interventi facilita una riflessione sui processi collettivi che avvengono nei piccoli gruppi, nelle organizzazioni e nelle comunità locali. (Francescato e Tomai, 2005).   3

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Simona De Santis Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1338 click dal 23/01/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.