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I processi cognitivi nel sonno: funzionamento e ruolo adattivo

Sono illustrati i processi cognitivi presenti nel sonno, come funzionano e qual è il loro ruolo adattivo. Particolare risalto viene dato alla fase REM e al particolare inquadramento teorico assegnatole dalle principali teorie psicologiche che si sono occupate dell'argomento. Affiancata all'esposizione teorica di tale argomento, ne viene fornita anche una rilettura in chiave critica.

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3 1) Introduzione Nel corso dei due milioni di anni in cui la stirpe umana si è affermata ed è divenuta padrona del mondo, la scienza ha compiuto senz’altro dei passi da gigante; ma la sua ultima e più importante frontiera rimane lo studio di noi stessi e del nostro mondo interiore. Non a caso i sogni rappresentano un fondamentale fenomeno di studio; purtroppo però, sembra che molti uomini di scienza si dimentichino l’importanza dei sogni e il fatto che l’uomo trascorre ben un terzo della sua vita dormendo: sono infatti ancora esigue le ricerche sull’attività onirica, oggi presentate soprattutto da due grandi teorie – quella psicodinamica e quella cognitiva – oltre ad una terza, quella biologica. Queste tre teorie presentano delle interpretazioni assai diverse dell’attività onirica: concependola o come frutto dell’azione dell’inconscio, o come fenomeno adattivo in supporto alla veglia, o infine come un’attività totalmente inutile e senza uno scopo preciso. Tale pluralità di opinioni ci dimostra come lo studio dei sogni sia arduo e complesso; ma è da tenere presente anche che nella scienza psicologica non si tratta, come nella fisica di indagare cose in grado di suscitare solo un freddo interesse scientifico (Freud, 1940), ma di poter fare scoperte interessanti ed anche sensazionali su inaspettati aspetti della nostra vita interiore: ciò quindi ci permette di constatare quanto lo studio dell’attività onirica possa considerarsi fruttuoso una volta superati i suoi ostacoli. Da sempre, infatti, i sogni hanno goduto di una centralità particolare tra tutti i fenomeni psichici umani, e ciò è anche confermato dai numerosi tentativi interpretativi assegnati all’attività onirica dalle prime civiltà umane. Oggi possiamo notare come lo studio dei sogni sia passato da un iniziale tentativo interpretativo di tipo magico, per poi passare ad uno filosofico, ed approdare infine solo all’inizio del secolo scorso a quello di tipo scientifico. Se prima quindi i sogni erano considerati delle immagini sovrannaturali inviate dagli dei agli uomini e poi dei fenomeni astratti senza un riferimento alla persona sognante, oggi si considerano come attività utili per la mente, una volta che l’individuo addormentato sarà tornato sveglio.

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Eugenio Flajani Galli Contatta »

Composta da 37 pagine.

 

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