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L'arredo in viaggio - L'evoluzione dei mobili trasformabili nel corso dei secoli

Il lavoro di tesi ha origine dallo studio di una particolare tipologia di scrivania trasformabile denominata “scrivania da viaggio” creata dell’ebanista fiorentino Giovanni Socci nel 1807. È un mobile ricercato nella forma e raffinato nei materiali che racchiude al suo interno un meccanismo ingegnoso in grado di trasformare l’aspetto esterno della scrivania mutandone la funzione. Con una leggera pressione d’entrambe le mani il mobile si chiude, scorrendo su guide nascoste, o si apre come fosse uno scrigno segreto. Quando la scrivania è chiusa ha l’aspetto di un tavolo ovale a sette gambe con cassettoni ma, quando si apre, inserendo la chiave nella serratura posta sul suo fianco, svela il proprio contenuto tramite un preciso scorrimento di piani facendo fuoriuscire una seduta imbottita, un leggio scorrevole e inclinabile, un mobiletto per riporre la corrispondenza con gli utensili necessari alla scrittura e due ampi cassetti segreti posizionati nella parte inferiore del mobile.
Fu nominata “scrivania da viaggio” perché nel 1800, con la diffusione dello stile Impero e le conquiste napoleoniche, era consuetudine possedere mobili trasformabili e richiudibili adatti a essere trasportati durante i numerosi spostamenti dei loro proprietari.
Da questo speciale arredo, che ha attirato la mia curiosità, è nata l’idea di progettare una scrivania da viaggio contemporanea che soddisfi le esigenze del moderno viaggiatore.
Quando si progetta un nuovo mobile è necessario studiare la sua storia, le sue origini e la sua evoluzione nel tempo per affrontare, con conoscenze adeguate e determinazione, l’analisi di una nuova forma in grado di attirare l’attenzione dell’utente e al tempo stesso indicare ad esso le proprie funzioni.
Il lavoro di ricerca della tesi attraversa trasversalmente diversi settori che trattano, in modo differente, le caratteristiche di questo speciale mobile. La scrivania di Giovanni Socci è un mobile da viaggio quindi, per poter apprendere il significato di questa specifica tipologia, viene approfondito il tema dell’arredo da viaggio a lei contemporaneo nell’Europa dell’Ottocento. Appartengono a questa categoria tutti i mobili coloniali da campo che, grazie alle specifiche caratteristiche di praticità e leggerezza, sono facilmente trasportabili da un luogo all’altro senza correre il rischio di danneggiarsi perché costruiti con materiali resistenti agli urti e a un determinato tipo di clima vigente nelle colonie europee africane e indiane. Agli arredi da viaggio fanno parte, inoltre, tutti i mobili definiti pieghevoli che, per la loro struttura snodata, sono in grado di chiudersi su se stessi occupando il minimo spazio durante il trasporto.
La scrivania da viaggio di Socci, oltre ad essere un arredo trasformabile, è un mobile di lusso creato su commissione di Maria Luisa di Borbone. Viene analizzato, pertanto, anche il tema dell’arredo da viaggio lussuoso prendendo in esame i famosi e pregiati bauli da viaggio francesi di Louis Vuitton tra il 1850 e il 1930, apprezzati dall’alta società parigina, dai sovrani, dai capi di stato, dagli esploratori, dagli artisti e dai magnati di tutta Europa. Sono bauli che, oltre a essere caratterizzati da una singolare robustezza e leggerezza, contengono internamente scomparti e attrezzature utili per svolgere determinate funzioni durante il viaggio come per esempio il baule-letto, il baule-armadio, il baule-radio e il baule-scrivania utili, rispettivamente, per dormire, riporre abiti e cappelli, ascoltare la radio e mantenere la corrispondenza nel corso di lunghi viaggi.
Inoltre viene preso in considerazione il mobile da viaggio americano, che arredava i vagoni ferroviari nell’Ottocento, caratterizzato da un’elevata competenza tecnica derivante dalla smisurata ingegnosità dei suoi inventori, realizzati per garantire al passeggero un viaggio comodo e rilassante sia durante i viaggi diurni che in quelli notturni. Oltre alle sedute ferroviarie trasformabili si sono analizzati i mobili brevettati, sempre americani, dalla struttura metallica snodabile, creati per conferire un maggiore comfort alle sedute, modellate sulla forma del corpo umano, per risolvere i problemi pratici e funzionali dell’epoca.
Questa ricerca ha fornito un attenta analisi delle numerose tipologie di mobili prodotti dal XVIII agli inizi del XX secolo, costruendo le basi per la realizzazione di un progetto concreto e attuale.

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Capitolo 1 Introduzione Nel capitolo sono presentate le motivazioni e gli obiettivi che hanno portato allo sviluppo del lavoro di tesi. Viene poi menzionato il piano di presentazione della tesi. 1.1 Motivazioni e obiettivi della tesi Il lavoro di tesi ha origine dallo studio di una particolare tipologia di scrivania trasformabile denominata “scrivania da viaggio” creata dell’ebani- sta fiorentino Giovanni Socci nel 1807. È un mobile ricercato nella forma e raffinato nei materiali che racchiude al suo interno un meccanismo ingegno- so in grado di trasformare l’aspetto esterno della scrivania, mutandone la funzione. Con unaleggerapressione di entrambe le maniilmobile si chiude, scorrendo su guide nascoste, o si apre come fosse uno scrigno segreto. Nel momento in cui la scrivania risulta chiusa possiede l’aspetto di un tavolo ovale a sette gambe con cassettoni, invece una volta aperta, mediante l’in- serimento di una chiave nella serratura posta sul fianco del mobile, svela il proprio contenuto tramite un preciso scorrimento di piani facendo fuoriu- scire una seduta imbottita, un leggio scorrevole e inclinabile, un mobiletto per riporre la corrispondenza con gli utensili necessari alla scrittura e due ampi cassetti segreti posizionati nella parte inferiore del mobile. Fu denominata “scrivania da viaggio” perché nel 1800, con la diffusione

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Progettazione e Arti Applicate

Autore: Erica Cerri Contatta »

Composta da 117 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.