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Paul Bourget e Federico De Roberto: ricostruzione dei rapporti biografici e affinità caratteriali

Il presente elaborato tenta di ricostruire i rapporti biografici tra Paul Bourget e Federico De Roberto, argomento a cui è dedicato il primo capitolo, e le affinità caratteriali tra i due, esplorate nel secondo capitolo.
Il primo capitolo si struttura in tre momenti: prima dell'incontro a Palermo (contatti epistolari, articoli di De Roberto su Bourget), la descrizione dell'incontro (scambi epistolari tra Bourget, De Roberto e l'amico comune Ferdinando Di Giorgi durante la permanenza di Bourget a Palermo e risultati letterari dell'incontro: De Roberto traduce da Bourget, emula i suoi aforismi, legge degli inediti di Bourget, cerca di contrattare con editori per la traduzione della Physiologie de l'amour moderne) e dopo l'incontro (l'argomento Bourget negli scambi epistolari tra De Roberto e Di Giorgi, articoli su Bourget, dichiarazioni derobertiane su Bourget nella finzione letteraria).
Il secondo capitolo, partendo dalle dichiarazioni di De Roberto nella seconda appendice aggiunta all'Ermanno Raeli del 1923, mette a confronto le personalità dei due autori prendendo come spunto le affinità tra i personaggi letterari Claude Larcher e Ermanno Raeli: dal confronto emergono due personalità sdoppiate tra il rovello speculativo e la volontà di agire e tra la tendenza all'idealizzazione e la brama di sensualità, con una concezione pessimistica e disincantata della realtà umana e dei rapporti affettivi, votate al dilettantismo e al relativismo scettico.

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IV INTRODUZIONE La critica si è occupata del rapporto tra Paul Bourget e Federico De Roberto in termini di influenza del primo sul secondo. Che ci sia una generica influenza di Bourget sulle opere di ispirazione psicologico- amorosa di De Roberto sembra ormai assodato. Lo scrittore catanese lo afferma in più punti, e che si interessi all'attività intellettuale di Bourget è testimoniato dai numerosi articoli scritti a riguardo, oltre che da un numero significativo di traduzioni. Semmai, la critica discorda sulla significatività di tale influenza. Per alcuni De Roberto è parecchio suggestionato tanto dal primo Bourget, decadente e dilettante, quanto dal secondo, moralista reazionario; per altri, si può rilevare soltanto la presenza del primo Bourget in alcune opere di De Roberto, mentre la svolta in senso moralistico di quest'ultimo a tutto si potrebbe attribuire tranne che a una perdurante influenza bourgettiana; altri ancora preferiscono parlare di sola ‘suggestione’, data anche la generica predisposizione di De Roberto ad accogliere più di un modello e mai in modo scolaresco. A favore di quest'ultima tesi c'è il fatto che partendo da un preconcetto – quello dell'influenza di Bourget su De Roberto – non è difficile scovare retrospettivamente delle evidenti analogie, come l'attenzione all'analisi dei piccoli moti, all'autoanalisi condotta dai personaggi, gli studi di donne, la demistificazione dell'ideale nei rapporti umani e soprattutto sentimentali, il tema dell'inettitudine. Ma dei risultati simili si otterrebbero a far la stessa cosa con Balzac, Stendhal o Flaubert al posto di Bourget. Per lo stesso motivo, risulta difficile sostenere che De Roberto debba la svolta conservatrice degli ultimi anni a Bourget, quando un comportamento analogo è tipico in quegli anni di più di un intellettuale, a partire da Verga. Tuttavia, bisogna tener conto che, nonostante oggi Paul Bourget sia considerato superato e stia affrontando un difficile processo di rivalutazione, allora, ebbe un grande successo tanto come romanziere

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere

Autore: Maria Chiara Tantino Contatta »

Composta da 77 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.