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Una visione olistica del mondo: dall'ecologia della mente al doppio vincolo.

Parlare di Gregory Bateson e quindi anche del suo pensiero è qualcosa di profondamente affascinante e stimolante in quanto viene introdotto qualcosa di completamente nuovo che ci conduce ad una visione più ampia del mondo che tenga conto dei vari contributi che le diverse discipline possono offrire per giungere ad una interpretazione e ad una comprensione maggiore e più vicina alla verità dei vari fenomeni. Per Gregory, infatti, non esiste alcuna separazione tra le discipline e nemmeno, ad esempio, tra scienza e poesia e questo suo approccio ampio e interdisciplinare è possibile ravvisarlo anche nella sua stessa carriera professionale. Egli era un biologo, filosofo, antropologo, cibernetico ed ispiratore della psichiatria e principalmente della teoria del double bind o doppio vincolo, che rappresenta la chiave per comprendere la schizofrenia e le comunicazioni che intratteniamo con gli altri quotidianamente. Questo lavoro non è altro che un lungo percorso di riflessione sul pensiero di Bateson partendo dalla sua biografia per poi affrontare quello che è il cuore stesso della sua complessa e intricata opera, ovvero l’ecologia della mente per poi concludere con la trattazione della teoria del doppio vincolo.
Il primo capitolo si concentra proprio sulla vita di Gregory Bateson: una lunga digressione che parte dalla sua infanzia per poi ripercorrere i vari episodi, anche dolorosi, che lui ha vissuto all’interno del sistema familiare, passando attraverso gli anni adulti dell’amore con Margaret Mead, della sua carriera di studioso fortemente convinto dell’importanza di abbracciare una prospettiva multidisciplinare ed olistica, delle sue varie delusioni in ambito professionale e lavorativo, delle sue esperienze come padre e marito fino a giungere al periodo della malattia. Il secondo capitolo invece è focalizzato sul cuore stesso del pensiero batesoniano e quindi sulla cosiddetta ecologia della mente e sulla prospettiva sistemico-ecologico-relazionale che vede il mondo come un grande e complesso sistema autocorrettivo su cui abitano diverse specie viventi che non sono altro che tanti altri sottosistemi autocorrettivi in stressa connessione tra di loro. Lo scopo di questo capitolo è anche formativo, educativo e pedagogico in quanto è lo stesso Bateson che ci invita a cambiare quelle premesse epistemologiche ormai obsolete e arretrate che si sono consolidate nella cultura occidentale a causa della diffusione del pensiero cartesiano che l’antropologo considera una sorta di fregatura. In questo capitolo si discutono le idee chiave del pensiero batesoniano: la finalità cosciente, un nuovo concetto di epistemologia, il primato delle relazioni e delle connessioni, le teorie sull’apprendimento e la scoperta del sacro e della bellezza della natura e del mondo in cui siamo immersi.
Questo percorso si conclude con il terzo capitolo in cui viene esposta la teoria del doppio vincolo che dapprima viene elaborata dallo stesso Bateson come possibile causa della schizofrenia e quindi discussa e interpretata esclusivamente in ambito psichiatrico ma successivamente, come vedremo, le cose tenderanno a cambiare in quanto tale teoria viene vista anche come base fondante di quelle comunicazioni paradossali e transcontestuali come l’umorismo, l’ironia, il sarcasmo, l’arte, la religione, la musica. Il suo interesse infatti tenderà a spostarsi dal solo ambito psichiatrico al “gioco delle interazioni comunicative; verso il problema di come il contesto interattivo si mantenga stabile, apprenda e cambi. Non, cioè, verso la questione di come la schizofrenia possa venir guarita da uno specialista, ma di quel che l’ascolto dell’esperienza schizofrenica ha da dirci di sano intorno ai modi più sottili, affascinanti e complessi della comunicazione umana”.
Così il pensiero di Bateson è a sua volta un sistema complesso che presenta al suo interno diverse componenti che sono strettamente legate tra di loro ed infatti, come potremo notare nel corso di questo viaggio, le idee della sua opera sembrano avere tutte delle connessioni con le altre.
Bateson ci invita ad assumere una visione ecologica dei fenomeni della vita attraverso la quale essere consapevoli delle meravigliosa bellezza che ci circonda e che noi cerchiamo continuamente di ignorare e addirittura di distruggerla attraverso quella pretesa finalistica, tipicamente umana, di controllare con prepotenza le altre creature e anche il nostro stesso territorio sul quale viviamo. E’ ora di voltare pagina.

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5 INTRODUZIONE Parlare di Gregory Bateson e quindi anche del suo pensiero è qualcosa di profondamente affascinante e stimolante in quanto viene introdotto qualcosa di completamente nuovo che ci conduce ad una visione più ampia del mondo che tenga conto dei vari contributi che le diverse discipline possono offrire per giungere ad una interpretazione e ad una comprensione maggiore e più vicina alla verità dei vari fenomeni. Per Gregory, infatti, non esiste alcuna separazione tra le discipline e nemmeno, ad esempio, tra scienza e poesia e questo suo approccio ampio e interdisciplinare è possibile ravvisarlo anche nella sua stessa carriera professionale. Egli era un biologo, filosofo, antropologo, cibernetico ed ispiratore della psichiatria e principalmente della teoria del double bind o doppio vincolo, che rappresenta la chiave per comprendere la schizofrenia e le comunicazioni che intratteniamo con gli altri quotidianamente. Questo lavoro non è altro che un lungo percorso di riflessione sul pensiero di Bateson partendo dalla sua biografia per poi affrontare quello che è il cuore stesso della sua complessa e intricata opera, ovvero l’ecologia della mente per poi concludere con la trattazione della teoria del doppio vincolo. Il primo capitolo si concentra proprio sulla vita di Gregory Bateson: una lunga digressione che parte dalla sua infanzia per poi ripercorrere i vari episodi, anche dolorosi, che lui ha vissuto all’interno del sistema familiare, passando attraverso gli anni adulti dell’amore con Margaret Mead, della sua carriera di studioso fortemente convinto dell’importanza di abbracciare una prospettiva multidisciplinare ed olistica, delle sue varie delusioni in ambito professionale e lavorativo, delle sue esperienze come padre e marito fino a giungere al periodo della malattia. Il secondo capitolo invece è focalizzato sul cuore stesso del pensiero batesoniano e quindi sulla cosiddetta ecologia della mente e sulla prospettiva sistemico-ecologico-relazionale che vede il mondo come un grande e complesso sistema autocorrettivo su cui abitano

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Andrea Rizzo Contatta »

Composta da 129 pagine.

 

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