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L’inizio della Guerra Fredda: l’opinione pubblica italiana di fronte al blocco di Berlino (1948-1949)

Questa tesi mira ad analizzare ed esporre le vicende storiche che caratterizzarono l'inizio della Guerra Fredda sotto un duplice punto di vista: da un lato si ripercorre e si esamina la situazione europea nell'immediato dopoguerra, con particolari riferimenti al cosiddetto "blocco di Berlino"; dall'altro, si approfondisce, attraverso una ricerca mirata e minuziosa, il punto di vista dell'opinione pubblica italiana sui fatti che segnarono indelebilmente la Germania post-bellica.

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INTRODUZIONE Nella primavera del 1945 la posizione della Germania nazista era ormai definitivamente compromessa; il Paese era in ginocchio e buona parte degli edifici ridotti a un cumulo di macerie; non esisteva alcuna forza politica o apparato amministrativo in grado di confrontarsi dignitosamente con le forze alleate, ormai destinate alla vittoria. L'8 Maggio 1945 vi fu la resa definitiva del Terzo Reich. Dopo che una prima richiesta di pace separata, con l'offerta di capitolazione solo di fronte alle armate occidentali, venne seccamente rifiutata dagli alleati, l'esecutivo dell'alto comando tedesco, presieduto dall'ammiraglio Karl Dönitz, fu costretto a firmare la resa incondizionata (unconditional surrender) nei confronti dei Capi di Stato Maggiore delle forze alleate: il generale Dwight Eisenhower per gli Stati Uniti e il maresciallo Georgij Zukov per l'Unione Sovietica. La coalizione tra le potenze occidentali e l'Unione Sovietica, infatti, era riuscita a rimanere salda fino a quel momento, nonostante profonde divergenze ed una reciproca diffidenza: la priorità degli alleati era quella di raggiungere la vittoria militare e di debellare il nazismo in Europa. Il mese successivo, con una dichiarazione comune, le quattro “potenze” vincitrici della Seconda Guerra Mondiale (Stati Uniti, Unione Sovietica, Gran Bretagna e Francia) assunsero formalmente il controllo di tutti i poteri sul territorio tedesco, delineato secondo i confini precedenti al 1937, dando vita ad un Consiglio di Controllo interalleato il quale si sarebbe dovuto occupare di tutte le decisioni politiche ed amministrative del regime di occupazione. Anche la capitale Berlino, integralmente situata nell'area sovietica, venne suddivisa in quattro zone. Fu proprio l'interesse per controllo della città di Berlino che calamiterà le attenzioni del mondo negli anni del dopoguerra e diventerà il principale teatro di “scontro” tra le due superpotenze (ex-alleate) Stati Uniti ed Unione Sovietica in piena Guerra Fredda. Berlino non era solo la capitale distrutta del Terzo Reich, ma era anche il simbolo dell'intera Germania, il fulcro economico e politico attraverso il quale sarebbe partita la ricostruzione dell'intera nazione, nonché la sede istituzionale tedesca. Ciò che caratterizzava l'importanza di Berlino non era dunque la sua mera posizione geografica, bensì la sua immagine, il suo significato e il suo ruolo di città di confine tra due mondi 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Diritti dell'uomo ed etica della cooperazione internazionale

Autore: Marcello Bugada Contatta »

Composta da 236 pagine.

 

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