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Origine e provenienza dei prodotti alimentari: un problema irrisolto nel diritto dell'Unione Europea

L’obiettivo principale di questo modesto lavoro è dimostrare l’importanza dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine geografica del prodotto.
In primo luogo, quindi, è fornita una definizione di diritto alimentare e sono percorse le fasi della sua evoluzione, ponendo particolare attenzione al Reg. (CE) n. 178/2002. Sono individuati gli obiettivi che devono accompagnare l’evoluzione di questo diritto. Si analizzano le fonti nazionali e europee che incidono sul diritto alimentare e si cercano di mettere in luce i diversi scopi a cui queste fonti mirano.
Il lavoro prosegue sottolineando l’importanza dell’etichetta, strumento attraverso cui le informazioni passano dal produttore al consumatore e grazie al quale il consumatore esercita la propria libertà di scelta, e analizzando le sue regole, che oggi troviamo nel nuovo Reg. (UE) n. 1169/2011. È affrontato, poi, il problema della mancanza di una chiara definizione dei termini origine e provenienza all’interno della legislazione alimentare, sino al Reg. (UE) n. 1169/2011. Si dà spazio ad alcuni regolamenti che costituiscono un’eccezione alla regola generale in materia di etichettatura d’origine, ad esempio, il Reg. (UE) n. 1151/2012 in materia di DOP e IGP o il Reg. (UE) n. 653/2014 relativo all’etichettatura delle carni bovine.
Dopo aver fatto una carrellata dei tentativi del legislatore italiano volti a introdurre una disciplina organica in tema di tutela del “made in Italy” e origine dei prodotti alimentari, ponendo particolare attenzione alla L. 3 febbraio del 2011 n. 4, si dà voce alle divergenti opinioni di Coldiretti e di Federalimentare sull’obbligo di indicare l’origine in etichetta. Vengono fatte, poi, alcune riflessioni su quella che potrebbe essere, dopo il Reg. (UE) n. 1169/2011, la futura evoluzione della materia. In ultimo, si accenna al Transatlantic Trade and Investment Partnership, che potrebbe costituire una minaccia per la normativa europea in materia di etichettatura e sicurezza alimentare.
Si passa, in seguito, al tema della contraffazione alimentare, uno dei possibili effetti collaterali della mancanza dell’indicazione d’origine in etichetta. Nello specifico, si individua la differenza fra il concetto di frode alimentare e quello di contraffazione alimentare. Dopo un breve approfondimento sul ruolo delle mafie nella contraffazione alimentare, si prosegue tratteggiando i danni a essa dovuti e le tutele nazionali previste nel Codice penale e nella Legge n. 350/2003. Viene affrontato il tema della rintracciabilità, in quanto strumento che può essere utilizzato anche nella lotta alla contraffazione alimentare. Si procede a individuare quali sono in concreto le amministrazioni che in Italia sono impegnate ad arginare tale fenomeno, ponendo particolare attenzione all’operato dell’Agenzia delle dogane. In ultimo, si parla della risoluzione del Parlamento europeo del febbraio 2014 sulle frodi alimentari, che sottolinea come l’indicazione d’origine potrebbe essere un ulteriore valido strumento per combattere il mercato del falso agroalimentare.

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IV INTRODUZIONE «Non c’è amore più sincero di quello per il cibo» George Bernard Shaw Il mio amore per il cibo credo sia nato nello stesso momento in cui ho messo piede su questa terra, si è nutrito durante la mia infanzia, trascorsa, in estate, in un caldo e colorato paesino del sud Italia, dove il cibo è ancora qualcosa da condividere e per condividere, è cresciuto quando, ancora prima che la cucina diventasse un fenomeno di moda, sfruttato per fare ascolti televisivi, ho frequentato, nei primi anni di università, un corso di cucina professionale e si è consolidato con il tempo, grazie alla continua curiosità che mi spinge a scoprire tutte le sue declinazioni. Non potevo, allora, non concludere il mio percorso universitario con una tesi che arricchisse la mia passione di nuove specifiche conoscenze e competenze. Il diritto alimentare, materia interdisciplinare, che si intreccia con molteplici branche del diritto, era una scelta ovvia; non altrettanto scontato era l’argomento d’indagine. La mia idea iniziale era quella di occuparmi della tutela del made in Italy, apprezzato da tutto il globo, ma anche continuamente “minacciato” a causa della sua contraffazione. Il tema era, però, troppo generico. C’era, infatti, la necessità di circoscriverlo e di dargli un taglio più giuridico. Avrei, allora, potuto parlare dei prodotti a indicazione geografica, tema che ha riempito pagine e pagine di monografie e di riviste giuridiche; invece, ho deciso di concentrarmi sulla questione dell’origine e provenienza dei prodotti agroalimentari, questione a tratti difficile, perché manca ancora una convergenza di intenti a livello nazionale ed europeo e perché non esiste sufficiente materiale tecnico-giuridico. All’interno di un mercato globale che ci consente di avere a disposizione alimenti prodotti a chilometri e chilometri di distanza, la questione non è di poco conto,

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: GIADA RUSCICA Contatta »

Composta da 241 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.