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Le politiche di sviluppo per il Mezzogiorno d'Italia: dall'intervento straordinario alla programmazione comunitaria 2007/2013

Il lavoro, analizza i cambiamenti delle politiche di sviluppo locale nel Mezzogiorno d’Italia dopo la chiusura dell’intervento straordinario evidenziando come le amministrazioni intermedie, soprattutto quelle regionali abbiano incontrato non poche difficoltà nelle loro attuazioni. Con la chiusura dell’intervento straordinario nel 1992, e dopo un periodo di offuscamento, l’attenzione dedicata al Mezzogiorno riguadagna terreno concentrandosi su due significativi temi: il paradigma dello sviluppo locale e le politiche economiche utili a sostenerlo. La “scoperta” dello sviluppo locale nel Mezzogiorno apre la strada a nuove prospettive interpretative, che contribuiscono a porre in discussione il precedente modello di intervento dello Stato e la logica che lo orienta. Cominciarono ad essere messe in circolazioni convinzioni, valutazioni e previsioni ottimistiche su uno sviluppo del Mezzogiorno ispirato ad un approccio prevalentemente di sviluppo autoctono in aree maggiormente dinamiche, in cui stavano emergendo nuove iniziative imprenditoriali locali, soprattutto di piccole dimensioni, incentivando l’idea, poi attuata, di una programmazione policentrica, che come vedremo coinvolgerà più protagonisti istituzionali. Lo sviluppo locale, ha rappresentato un vero e proprio nuovo paradigma nelle teorie e nelle pratiche dello sviluppo, ‘’imponendo’’ un nuovo modo di intendere lo sviluppo.

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- 2 - INTRODUZIONE Il lavoro, analizza i cambiamenti delle politiche di sviluppo locale nel Mezzogiorno d’Italia dopo la chiusura dell’intervento straordinario evidenziando come le amministrazioni intermedie, soprattutto quelle regionali abbiano incontrato non poche difficoltà nelle loro attuazioni. Con la chiusura dell’intervento straordinario nel 1992, e dopo un periodo di offuscamento, l’attenzione dedicata al Mezzogiorno riguadagna terreno concentrandosi su due significativi temi: il paradigma dello sviluppo locale e le politiche economiche utili a sostenerlo. La “scoperta” dello sviluppo locale nel Mezzogiorno apre la strada a nuove prospettive interpretative, che contribuiscono a porre in discussione il precedente modello di intervento dello Stato e la logica che lo orienta. Cominciarono ad essere messe in circolazioni convinzioni, valutazioni e previsioni ottimistiche su uno sviluppo del Mezzogiorno ispirato ad un approccio prevalentemente di sviluppo autoctono in aree maggiormente dinamiche, in cui stavano emergendo nuove iniziative imprenditoriali locali, soprattutto di piccole dimensioni, incentivando l’idea, poi attuata, di una programmazione policentrica, che come vedremo coinvolgerà più protagonisti istituzionali. Lo sviluppo locale, ha rappresentato un vero e proprio nuovo paradigma nelle teorie e nelle pratiche dello sviluppo, ‘’imponendo’’ un nuovo modo di intendere lo sviluppo. Per cui, se da un lato abbiamo avuto un intervento straordinario riferito a un approccio di sviluppo dall’alto, legato al modello di organizzazione economica di tipo fordista, dall’altro lato troviamo un’immagine dello sviluppo dal basso tipica delle nuove politiche (post intervento

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Sociologia

Autore: Viviana Intartaglia Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 289 click dal 21/04/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.