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John L. Mackie e l'ontologia morale

Mi sono soffermato sul pensiero metaetico di John Mackie per l’importanza e l’ancora attualità che riveste in ambito etico il dibattito tra realismo e anti-realismo morale e l’indubbia importanza che la sua opera del 1977 Ethics ha rivestito per questo dibattito. Dovendo sintetizzare al massimo il dibattito tra realismo e anti-realismo morale potremmo dire che esso riguarda l’esistenza di valori o enti morali indipendentemente dal soggetto, di per sé esistenti (posizione realista), oppure il far ricadere la moralità in un qualcosa inerente la soggettività umana (posizione anti-realista). Per dirla con Mackie diciamo che la questione riguarda l’esistenza o meno di valori morali oggettivi. In ciò consiste quindi il riportare al centro la questione ontologica nel dibattito morale, dopo un periodo in cui la riflessione metaetica si concentrò sulla semantica e sul linguaggio morale, credendo di poter ridurre i problemi filosofici a problemi di linguaggio, cosa per Mackie inaccettabile. Mackie sposta il piano dell’indagine da quello semantico a quello ontologico elaborando un pensiero metaetico molto originale diventato nel dibattito contemporaneo un punto di riferimento imprescindibile seppur, nella maggior parte dei casi, per essere fatto oggetto di polemica. In questo lavoro ho quindi analizzato la prima parte dell’opera di Mackie, Ethics: Inventing Right and Wrong, nella quale l’autore si occupa di metaetica inaugurando il dibattito tra realismo e anti-realismo morale.

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  3 Introduzione «Philosophy, to be any good, must be analytic; but conceptual analysis is not the whole of philosophy». 1 Così inizia la prefazione dell’opera Truth, Probability and Paradox (1973) del filosofo australiano John Leslie Mackie (Sidney, 1917 – Oxford, 1981). Essa ci dà la cifra dei presupposti teorici su cui muove il suo pensiero poiché, infatti, pur inserendosi in quell’ambito della filosofia, in special modo anglosassone, che ha dedicato ampi spazi alla teoria morale, egli assume una posizione sui generis. Prendendo come anno di nascita della teoria morale analitica il 1903, anno in cui G. E. Moore pubblica i Principia Ethica, potremmo affermare che essa ha dedicato prevalente attenzione alla semantica e al linguaggio morale. 2 Sul finire degli anni cinquanta alcuni assunti della metaetica vanno però in crisi e sono messi in discussione in vari modi: viene in particolare presa di mira l’idea che il compito della filosofia consista esclusivamente nell’analisi logico-linguistica del discorso morale. Mackie si inserisce appieno in questa critica sostenendo la necessità di spostare il piano dell’indagine da quello semantico a quello ontologico. Elabora quindi un pensiero molto originale divenendo un punto di riferimento seppur, nella maggior parte dei casi, per essere fatto oggetto di polemica. 3 L’attenzione di questo lavoro è volta alla prima parte di Ethics: Inventing Right and Wrong 4 (1977), intitolata The status of ethics, nella quale l’autore si occupa di metaetica. Affrontiamo quindi l’analisi della metaetica di Mackie, che in sostanza inaugura l’ancora attuale dibattito tra realismo e anti-realismo morale, vedendo come affronta le questioni ontologiche e come giustifica il proprio soggettivismo morale. Affronteremo anche la denuncia della falsità dei giudizi morali del senso comune, lo scetticismo che porta Mackie a sostenere con forza la non oggettività dei valori e l’idea che «morality is not to be discovered but to be made» (Ethics, p. 106) per vedere                                                                                                                 1 J. L. Mackie, Truth, Probability and Paradox, Oxford University Press, Oxford, 1973, p. VII. 2 Per un quadro generale si veda: S. Darwall, A. Gibbard e P. Railton, Toward Fin de siècle Ethics: Some Trends, in: S. Darwall, A. Gibbard e P. Railton, Moral Discourse & Practice, Oxford University Press, Oxford, 1997, pp. 3-47 e E. Lecaldano, Etica e significato: un bilancio, in: C. A. Viano (a cura di), Teorie etiche contemporanee, Bollati Boringhieri, Torino, 1990, pp. 59-86. 3 Si veda: L. Fonnesu, Storia dell’etica contemporanea. Da Kant alla filosofia analitica, Carocci, Roma, 2006, pp. 263-266. 4 J. L. Mackie, Ethics: Inventing Right and Wrong, Penguin Books, London, 1977.

Laurea liv.I

Facoltà: Filosofia

Autore: Michele Grossi Contatta »

Composta da 30 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 339 click dal 23/04/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.