Ethos e Discorso Politico: il caso di Silvio Berlusconi e di Nicolas Sarkozy

La mia tesi si concentra sulla discorso politico e cerca di mostrare alcuni meccanismi che sono tipici dei discorsi, particolarmente di quelli dei personaggi politici. L'analisi del discorso è utilissima per comprendere la personalità e le reali intenzioni degli oratori.
La tesi è fortemente attuale in quanto sono citati moltissimi personaggi della politica italiana (da Laura Boldrini a Umberto Bossi, da Emma Bonino a Giorgio Napolitano) e di quella francese.
La tesi termina con un'analisi di un discorso di Silvio Berlusconi e un discorso di Nicolas Sarkozy in due momenti di difficoltà reciproca.

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4 1. INTRODUZIONE: -IL CONCETTO DI MASCHERA- Nella letteratura pirandelliana una delle tematiche più presenti è senza alcun dubbio quella della maschera. Questo concetto venne analizzato da Pirandello stesso nel suo saggio intitolato “L’Umorismo” e pubblicato nel 1908 1 . Lo scrittore paragonò l’arte umoristica a quella epica e tragica, concludendo che l’arte poetica della modernità possa fondarsi solamente sull’umorismo e non sul tragico o sul epico poiché le dicotomie tipiche del passato come bene/male, vero/falso, giusto/sbagliato su cui si basavano tragedia ed epica non esistono più. Nel tempo moderno, l’umorismo è l’unica forma d’arte possibile poiché sono venute a mancare tali categorie e poiché esso non propone né valori né eroi, ma solamente personaggi incapaci di agire nell’azione pratica. 2 L’arte umoristica evidenzia il contrasto tra la forma e la vita e tra personaggio e persona. L’uomo, per trovare un valore alla propria esistenza, ha bisogno di crearsi degli autoinganni e quindi organizza il proprio tempo e la propria esistenza seguendo ideologie, convenzioni, riti, istituzioni e ideali che hanno lo scopo di rafforzare in lui tale illusione. Secondo Pirandello, l’insieme di questi autoinganni costituisce la forma dell’esistenza che blocca la spinta delle pulsioni vitali, imprigiona e cristallizza l’uomo opponendosi alla vita. L’uomo imprigionato dalla morsa della forma non è più una persona integra, in grado di agire seguendo i propri desideri, le proprie pulsioni, ma una semplice maschera che recita ruoli diversi a seconda delle esigenze dettate dal momento (la parte di figlio, marito, amico, lavoratore, studente, collega..). Nell’arte umoristica non ci sono più eroi, ma tutti gli uomini sono solo delle maschere 3 che recitano senza interrompersi mai. I personaggi pirandelliani hanno quindi due scelte: l’incoscienza o la consapevolezza. Nel primo caso, si adeguano alla forma vivendo ipocritamente e passivamente; nel secondo caso, rifiutano gli obblighi imposti dalla forma allontanandosi da essa e vivono consapevolmente, ma rompendo le convenzioni della forma sono condannati ad escludersi e ad essere esclusi dalla società e dai propri cari venendo spesso scambiati per pazzi. 4 Patrick Charaudeau 5 riprese il concetto di maschera pirandelliana nell’introduzione al suo saggio “Le Discours Politique -Les Masques du Pouvoir-” 6 sostenendo che più 1 In realtà, l’elaborazione della poetica dell’umorismo cominciò quattro anni prima. Infatti, le due premesse iniziali, corrispondenti ai primi due capitoli del saggio stesso, risalgono al 1904. 2 “L’Umorismo”, Pirandello, 1908. 3 Maschere o personaggi sono sinonimi in Pirandello. 4 In realtà sono pochissimi i personaggi delle opere di Pirandello ad essere in grado di liberarsi dalle costrizioni della forma ed ad accettare la vita. Fra questi Vitangelo Moscarda, protagonista di “Uno, Nessuno e Centomila” venendo, però, considerato da tutti pazzo. 5 Linguista francese, esperto di analisi del discorso e attualmente professore emerito dell’università di Parigi 13, ricercatore al CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique) e membro dell’INA (Institut National de l’Audiovisuel).

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Xavier Dondeynaz Contatta »

Composta da 32 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.