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Peter Greenaway. Il cinema: arte della visione

Il cinema secondo il regista Peter Greenaway.
Una prima parte dedicata alla prima parte della vita del cineasta britannico e al suo progressivo avvicinamento a un modo di intendere e fare cinema sempre più intimamente connesso alle arti visive.
Successivamente vengono analizzati i film nei quali più si incarna tale tendenza negli anni '80 e '90.

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7 1. IL CAMMINO VERSO IL CINEMA 1.2 Dall’infanzia a The Falls: strutture e Land Art Alla maniera di uno scrittore molto caro a Peter Greenaway, Jorge Luis Borges, anche la vita di questo regista non è “prodiga di episodi spettacolari o piccanti” 1 . In effetti non si può certo affermare che la notorietà o il successo che può aver ottenuto Greenaway si debba in qualche modo, anche minimo, a una biografia nutrita di storie misteriose, intriganti o scandalose. Nonostante ciò non si può negare che ogni sua opera sia impregnata delle sue idee e, conseguentemente, di elementi autobiografici anche se non dichiaratamente presentati come tali. In molti personaggi dei suoi film possiamo riconoscere alcuni tratti della sua personalità, molte creature fuoriuscite dalle sceneggiature incarnano le ossessioni greenawayane e in ogni sua opera gli attori non sono altro che veicoli al servizio delle idee: “Voglio propagandare un cinema delle idee senza necessariamente sostenere un’idea in particolare. […] io discuto di cinema per amor suo” 2 . Nei suoi film le idee sottese sono integrate e fuse in maniera magistrale con la narrazione e l’immagine, e il tutto è regolato da ferree strutture organizzative. Ma come si è avvicinato al mondo della pellicola il visionario regista britannico? Nato nel 1942 in Galles, dopo pochi anni la famiglia si sposta nella periferia di Londra. Cresciuto in una famiglia piccolo borghese, nutre sin da piccolo una passione per la storia naturale e per l’ornitologia, probabilmente assorbite per osmosi dal padre, uomo d’affari che nel tempo libero si dilettava di tali svaghi. Già dagli otto / nove anni inizia a collezionare insetti e continuerà per oltre una decina d’anni: possiamo ravvisare qui un’ anticipazione della sua smisurata propensione alla catalogazione dell’esistente, alla tensione verso una categorizzazione delle infinite varietà del reale 3 . Frequenta una scuola pubblica di matrice anglicana e conservatrice, di cui mal sopporta la rigidità ma che lo infarcisce di letteratura inglese e lo spinge ad iniziare a disegnare; nel frattempo studia storia e mitologia. A quell’epoca sogna di diventare pittore e si diverte a stendere brevi racconti. Nonostante i genitori vorrebbero diventasse avvocato, il suo desiderio 1 Fernando Savater, Borges, Bari, Laterza, 2003, p. 7 2 Jonathan Hacker, David Price, Take Ten: Contemporary British Film Directors, Oxford, Clarendon, 1991, p. 212 3 Cfr. Giovanni Bogani, Peter Greenaway, Milano, Il Castoro, 1999, p. 30

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Gabriele Gatto Contatta »

Composta da 54 pagine.

 

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