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Considerazioni in tema di beneficiario effettivo: il caso Indofood

Informazioni tesi

  Autore: Livia Prezioso
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master di diritto tributario - II livello
Anno: 2013
Docente/Relatore: Andrea Ballancin
Istituito da: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 29

La clausola del beneficiario effettivo nelle Convenzioni contro le doppie imposizioni prosegue ad evidenziare grande indeterminatezza nella sua applicazione. Da ciò deriva la speranza e l’attesa di una sempre più limpida e progressiva definizione del concetto stesso da parte dell’OCSE, che permetta di attuare nel pieno delle loro finalità le Convenzioni contro le doppie imposizioni.

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SOMMARIO: 1. PREMESSA – 2. LA NOZIONE DI BENEFICIARIO EFFETTIVO – 3. LA FINALITÀ DELLA CLAUSOLA ANTIABUSO – 4. IL CASO INDOFOOD - 4.1. IL FATTO – 4.2. LE CONSEGUENZE DELLA DECISIONE – 5. OSSERVAZIONI CONCLUSIVE 1. PREMESSA – Le Convenzioni contro le doppie imposizioni sono trattati di diritto tributario internazionale 1 con cui i Paesi contraenti dispongono l’esercizio della propria potestà impositiva con lo scopo di eliminare le doppie imposizioni sui redditi e/o sul patrimonio dei relativi residenti. La doppia imposizione 2 costituisce, infatti, un grave ostacolo al regolare svolgimento dei rapporti economici tra i paesi, agli scambi di beni e servizi, nonché allo spostamento di persone e capitali 3 . Le Convenzioni internazionali, infatti, hanno la finalità di 1 Il diritto tributario internazionale è il settore del diritto tributario costituito da norme di fonte interna, relative a fattispecie aventi elementi di estraneità atte a generare il c.d. reddito transnazionale, che mirano a realizzare un’equa tassazione delle attività economiche e degli investimenti internazionali mediante l’eliminazione delle distorsioni fiscali nella tassazione degli investimenti internazionali. 2 L’OCSE definisce la doppia imposizione come “il risultato della percezione dell’imposta in diversi Stati in capo al medesimo contribuente su una stessa materia imponibile e per lo stesso periodo di tempo”. Si rammenta l’importante differenza tra il concetto di doppia imposizione giuridica e quello di doppia imposizione economica. La doppia imposizione economica consiste nella duplice tassazione, in capo a soggetti diversi, di un reddito ovvero di un patrimonio di identica natura economica. La doppia imposizione economica può a sua volta essere distinta in interna ovvero internazionale: ad esempio qualora una società ed i suoi soci fossero residenti in uno stesso Stato che sottopone a tassazione sia la società sugli utili prodotti che il socio sugli utili distribuiti, vi sarebbe doppia imposizione economica interna; qualora invece la società ed i soci fossero residenti in due Stati diversi e fossero contemporaneamente tassati sia dallo Stato di residenza della società sugli utili prodotti dalla stessa sia dallo Stato di residenza del socio sugli utili distribuiti, vi sarebbe doppia imposizione economica internazionale. La doppia imposizione giuridica consiste invece nella duplice tassazione in capo allo stesso soggetto di uno stesso flusso reddituale ovvero patrimoniale (giuridicamente qualificato). 3 Si sottolinea che è possibile eliminare la doppia imposizione sia unilateralmente, cioè sulla base della legge domestica di un determinato Stato, sia bilateralmente, in applicazione di un trattato contro le doppie imposizioni. La normativa interna italiana infatti, oltre a prevedere, ai sensi dell’art. 163 del Tuir, rubricato “Divieto della doppia imposizione”, che “La stessa imposta non può essere applicata più volte in dipendenza dello stesso presupposto, neppure nei confronti di soggetti diversi”, dispone espressamente, ai sensi all’art. 165, comma 1, dello stesso Tuir, che: “Se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi prodotti all’estero, le imposte ivi pagate a titolo definitivo su tali redditi sono ammesse in detrazione dall’imposta netta dovuta fino alla concorrenza della quota d’imposta corrispondente al rapporto tra i redditi prodotti all’estero ed il reddito complessivo al netto delle perdite di precedenti periodi d’imposta ammesse in diminuzione”. Occorre rilevare che, sebbene l’applicazione di un metodo per l’eliminazione della doppia imposizione dipenda sia dalle norme contenute nei trattati sia dalla legge domestica, la concreta determinazione dello sgravio avviene sempre sulla base di quest’ultima. I trattati infatti non creano obblighi fiscali a carico degli Stati contraenti ma costituiscono accordi mediante i quali due o più Stati concordano reciproche limitazioni alla

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