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L'armonizzazione contabile e il bilancio consolidato nelle Amministrazioni Pubbliche

Informazioni tesi

  Autore: Fulvia Angela Giaracuni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi del Salento
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Carmine Viola
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

Per "armonizzazione contabile delle amministrazioni pubbliche" si intende il processo di riforma degli ordinamenti contabili al fine di rendere i bilanci delle amministrazioni pubbliche omogenei, confrontabili ed aggregabili. Esso nasce dalla evoluzione del contesto economico nazionale e dall'esigenza di adeguare la normativa del comparto pubblico alle nuove regole scaturenti dall'adesione dell'Italia alla UE.
Ed infatti, poiché il rispetto dei vincoli finanziari stabiliti in sede comunitaria può essere verificato solo in presenza di una completa ed omogenea rappresentazione dei dati contabili, l'Unione Europea, con la Direttiva n. 2011/85 dell'8 novembre 2011, ha fissato regole minime comuni per i quadri di bilancio nazionale, finalizzate a rendere gli stessi più trasparenti, confrontabili ed il più possibile completi e veritieri. In particolare, da un lato si richiede, in sede di programmazione di bilancio, l'adozione di meccanismi di coordinamento tra tutti i sottosettori dell'amministrazione; dall'altro si evidenzia la necessità di uniformare le regole delle procedure contabili. Recita al riguardo l'articolo 3 della predetta Direttiva: "gli Stati membri si dotano di sistemi di contabilità pubblica che coprono in modo completo e uniforme tutti i sotto-settori dell'amministrazione pubblica e contengono le informazioni necessarie per generare dati fondati sul principio di competenza".
La stessa Corte dei Conti, nella audizione sullo schema del decreto legislativo n. 118/2011 in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio degli enti pubblici, osservava che "Da più parti – e soprattutto in sede europea – critiche vengono frequentemente rivolte alla trasparenza dei conti pubblici dell'Italia, avvalorate dalla pluralità dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio vigenti nei diversi sotto-settori dell'amministrazione pubblica".

Il legislatore italiano aveva già cominciato a dare attuazione a tali indicazioni, sollecitato da una serie di criticità da tempo rilevate nel complesso ed eterogeneo ordinamento contabile nazionale, costituite in particolare da:
- carenze di uniformità nella redazione dei bilanci, anche tra enti appartenenti allo stesso comparto e/o allo stesso gruppo;
- mancanza di un coordinamento tra principi contabili generali e principi del consolidamento dei conti delle amministrazioni pubbliche;
- una non completa affidabilità dei dati della finanza pubblica, tale da rendere difficoltosa la verifica della rispondenza dei conti pubblici alle condizioni previste dalla normativa europea sui disavanzi pubblici eccessivi;
- una conseguente problematicità a disporre di un adeguato grado di conoscenza e di controllo della spesa pubblica.

L'esigenza di armonizzare i bilanci degli enti pubblici era emersa in Italia da vari decenni, prova ne sia che le legge 5 agosto 1978 n. 468, titolata "Riforme di alcune norme di contabilità generale dello Stato in materia di bilancio", prevedeva la normalizzazione dei sistemi contabili del settore pubblico. I tentativi effettuati in tal senso nel lungo arco temporale successivo hanno avuto scarso successo, fino alla emanazione delle leggi n. 42/2009 ("Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione") e n. 196/2009 ("Legge di contabilità e finanza pubblica").
Le specifiche disposizioni in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici venivano finalmente emanate col decreto legislativo n. 118/2011, al quale faceva seguito il decreto ministeriale attuativo del 28 dicembre 2011.
Ma prima di entrare nel merito dell'argomento, si ritiene opportuno fare una breve sintesi sulla evoluzione storica e normativa del Servizio Pubblico Locale, per comprendere le ragioni che nel tempo hanno trasformato gli enti pubblici in vere e proprie holding, e la conseguente improrogabile necessità di armonizzare i sistemi contabili dei Gruppi Pubblici Locali sulla base di criteri omogenei e trasparenti.

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3 L’armonizzazione contabile e il bilancio consolidato nelle Amministrazioni Pubbliche Premessa Per “armonizzazione contabile delle amministrazioni pubbliche” si intende il processo di riforma degli ordinamenti contabili al fine di rendere i bilanci delle amministrazioni pubbliche omogenei, confrontabili ed aggregabili. 1 Esso nasce dalla evoluzione del contesto economico nazionale e dall’esigenza di adeguare la normativa del comparto pubblico alle nuove regole scaturenti dall’adesione dell’Italia alla UE. Ed infatti, poiché il rispetto dei vincoli finanziari stabiliti in sede comunitaria può essere verificato solo in presenza di una completa ed omogenea rappresentazione dei dati contabili, l’Unione Europea, con la Direttiva n. 2011/85 dell’8 novembre 2011, ha fissato regole minime comuni per i quadri di bilancio nazionale, finalizzate a rendere gli stessi più trasparenti, confrontabili ed il più possibile completi e veritieri. In particolare, da un lato si richiede, in sede di programmazione di bilancio, l’adozione di meccanismi di coordinamento tra tutti i sottosettori dell’amministrazione; dall’altro si evidenzia la necessità di uniformare le regole delle procedure contabili. Recita al riguardo l’articolo 3 della predetta Direttiva: “gli Stati membri si dotano di sistemi di contabilità pubblica che coprono in modo completo e uniforme tutti i sotto-settori dell’amministrazione pubblica e contengono le informazioni necessarie per generare dati fondati sul principio di competenza”. La stessa Corte dei Conti, nella audizione sullo schema del decreto legislativo n. 118/2011 in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio degli enti pubblici, osservava che “Da più parti – e soprattutto in sede europea – critiche vengono frequentemente rivolte alla trasparenza dei conti pubblici dell’Italia, avvalorate dalla pluralità dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio vigenti nei diversi sotto-settori dell’amministrazione pubblica”. Il legislatore italiano aveva già cominciato a dare attuazione a tali indicazioni, sollecitato da una serie di criticità da tempo rilevate nel complesso ed eterogeneo ordinamento contabile nazionale, costituite in particolare da: - carenze di uniformità nella redazione dei bilanci, anche tra enti appartenenti allo stesso comparto e/o allo stesso gruppo; 1 Cfr. A. Cavalieri, R. Loiero: L’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli Enti Locali e dei loro organismi – Maggioli Editore, Rimini – 2011 Cfr L. Gerla, S. Minieri: Compendio di contabilità degli enti locali – Maggioli Editore, Rimini - 2011

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