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Rischio ambientale e progresso tecnologico nelle percezioni e nelle pratiche dei giovani

Informazioni tesi

  Autore: Benedetta Martino
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Scienze Sociali Applicate
  Relatore: Orazio Giancola
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 226

Questa tesi è disponibile nelle seguenti traduzioni:

Il lavoro di tesi effettuato consiste in un'indagine di tipo esplorativo quantitativo con cui sono state analizzate la conoscenza, le percezioni e le pratiche rispetto alle tematiche ambientali, di un campione di 1.100 studenti frequentanti gli ultimi due anni scolastici in nove licei ed istituti di Roma (un liceo classico, un liceo scientifico, un liceo sia classico che scientifico, le sezioni classiche di un liceo multi-indirizzo, un liceo socio psico-pedagogico, un liceo artistico, due istituti tecnici ed un istituto professionale).
È stata scelta questa precisa fascia d'età per due motivi principali: da un lato perché i giovani rappresentano il futuro della nostra società ed è importante sapere cosa pensano e come agiscono; dall'altro lato per poter osservare l'influenza delle diverse agenzie di socializzazione ovvero la famiglia, la scuola, il gruppo dei pari ed i mezzi di comunicazione di massa.
Per quanto riguarda la conoscenza dei ragazzi appartenenti alla popolazione d'indagine il dato sconcertante che è emerso da tale ricerca non è tanto il livello generale di conoscenza, quanto l'esistenza di un ampio dislivello informativo. Gli studenti hanno sentito parlare molto spesso di alcuni argomenti contrapposti ad altri da loro quasi del tutto ignorati. Questo è ancora più significativo se si osserva che le problematiche prese in considerazione all'interno del questionario oltre ad essere tutte estremamente importanti, sono anche strettamente connesse fra loro. L'energia nucleare è l'argomento di cui gli studenti hanno sentito parlare maggiormente e ciò probabilmente deriva dal particolare momento in cui è avvenuta la somministrazione ovvero, poco dopo lo scoppio della centrale nucleare di Fukushima e poco prima del referendum sul nucleare. In quel periodo tutti i media hanno veicolato una grande mole di informazioni non solo riguardo all'evento in sè ma in generale rispetto ai rischi ed ai vantaggi del nucleare; pertanto, non si può escludere che se le stesse domande fossero state poste in un altro periodo, le risposte sarebbero state ben diverse. La fonte principale è costituita sempre dai mass media e questo è vero quasi sempre anche per quanto riguarda la conoscenza delle specifiche fonti di energia rinnovabile ma con percentuali più basse. Proprio a causa della particolarità del momento, le notizie diffuse avrebbero dovuto riguardare più argomenti e non solo l'energia nucleare in senso stretto; questo sarebbe stato necessario per dare la possibilità ai fruitori di crearsi delle idee all'interno di un un quadro energetico più complesso.
Tanto si è parlato di un'ideale collaborazione fra media e scienziati eppure non si riesce a risolvere il problema e la via d'uscita sembra ancora lontana. Forse l'unica vera soluzione a questo dilemma potrebbe essere rinunciare all'impresa di cambiare la comunicazione da parte di televisione e giornali per puntare direttamente su altre fonti d'informazione. La vera novità degli spazi di comunicazione risiede nel web perché è proprio lì che si trova qualsiasi genere di notizia e si ha la possibilità di andare direttamente alle fonti delle informazioni scientifiche. La difficoltà principale di questo “cambio di rotta” consiste nel fatto che i messaggi che provengono dalla televisione comunque a prescindere da come vengono ascoltati o percepiti, in qualche modo “arrivano”; su internet invece è il soggetto stesso che deve andare in cerca di notizie e districarsi in maniera ancora maggiore (rispetto alla televisione) fra le diverse nozioni ed informazioni contrastanti che trova. C'è bisogno di maggior impegno e maggior fatica da parte dell'individuo che deve essere molto interessato e motivato, per non arrendersi al primo ostacolo e per potersi trasformare da passivo ricettore in attivo fruitore con il pallino della partecipazione. Tale interesse e tale motivazione sono risultati praticamente assenti, all'interno della nostra popolazione d'indagine che ha dichiarato di utilizzare soltanto “raramente” il web per apprendere informazioni specialistiche riguardo ambiente ed energia, quasi alla pari con la frequenza con cui si informa leggendo libri e articoli o guardando trasmissioni. Per far crescere l'interesse nei confronti di queste tematiche e spingere, i ragazzi a cercare informazioni bisognerebbe parlarne di più sia a scuola che in famiglia. Anche se dalla presente indagine queste due agenzie di socializzazione, sono risultate comunque importanti nel trasmettere informazioni, non lo sono ancora sufficientemente, perché quasi sempre, sono state sovrastate dai mass media. È soprattutto da parte della scuola, istituzione formale per eccellenza che ci si aspettano risultati migliori nell'informare ed istruire gli studenti riguardo conoscenze e pratiche.

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5     INTRODUZIONE Da anni, molteplici fonti a livello internazionale stanno mostrando la rapidità con cui l’essere umano abbatte progressivamente lo strato di ozono, concorre con le proprie attività al processo di riscaldamento globale, produce un tasso di inquinamento dei fiumi e dell’aria che non accenna a diminuire, porta numerose specie all’estinzione, distrugge le foreste, esaurisce le risorse minerali ed infligge altre forme di devastazione all’ambiente e di conseguenza, alla sua stessa vita (Sen, 2010, pp. 576-583); tutto questo accade sebbene oramai sia risaputo che una gran parte del futuro dell’uomo dipende dalla tutela e dalla salvaguardia dell’ambiente. Molte azioni che vengono ripetute quotidianamente, come per esempio accendere le luci ed il riscaldamento, far funzionare gli elettrodomestici, andare in macchina e gettare i rifiuti, hanno delle ricadute ambientali non trascurabili (ENEA, 2006, p.4). All’interno del quadro teorico appena delineato è stato costruito il presente lavoro di tesi. Il lavoro di seguito presentato consiste in una ricerca pilota di tipo esplorativo quantitativo che vuole, senza alcuna pretesa inferenziale, indagare la conoscenza, le percezioni e le pratiche rispetto alle tematiche ambientali, di un campione di studenti frequentanti gli ultimi due anni scolastici in diversi licei ed istituti di Roma. Da un lato è l’individuo stesso che si orienta nelle sue scelte grazie ai valori (Sciolla, 2008, pp. 89-90) e dall’altro è la società che ha il bisogno di far acquisire alle nuove generazioni, valori, norme, atteggiamenti e comportamenti generalmente condivisi dal gruppo sociale di appartenenza (Catellani in Besozzi, 2006, p. 112). Oggi, però, in particolare nelle società occidentali, si sente spesso parlare di caduta della morale e caduta dei valori (Boudon, 2003, p.7). Nelle trasformazioni della morale pubblica e dei sistemi di valori, che posto occupano nella scala valoriale giovanile le problematiche ambientali? L’ipotesi di fondo della ricerca è che si presenti una relazione tra conoscenze e pratiche connesse all’ambiente ma soprattutto tra background e le suddette pratiche. Sono state prese in considerazione le diverse aree di socializzazione e trasmissione valoriale, determinanti in questa fascia d’età, ovvero la famiglia, la scuola, il gruppo dei pari ed i mass media.

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Parole chiave

adolescenza
ricerca
energia
rischio ambientale
valori
giovani
pratiche
percezioni
progresso tecnologico
agenzie di socializzazione

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