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Dino Campana poeta "notturno" nei Canti Orfici

La notte è innegabilmente un tòpos importante nella poesia di Campana, sia nelle prose poetiche come la Notte che nei componimenti più strettamente lirici come i Notturni. Egli si autodefinisce "poeta notturno": figura misteriosa e sfuggente, di difficile decifrazione, spirito errante che attraverso la sua opera percorre una quéte orfica, inseguendo la Notte, personificazione della donna amata, simbolo mitologico della conoscenza più profonda, dispensatrice di amore e dolore. Forte di una plurisecolare tradizione (da Saffo a D'Annunzio), l'elemento notturno, seppur a volte di difficile decifrazione, si ritaglia un posto privilegiato in tutta la poesia campaniana, a volte rimanendo sullo sfondo, altre imponendosi come vero e proprio protagonista sulla scena. L'analisi di questo insolito tema non è limitata ai soli Canti Orfici: tramite un'attenta e puntuale ricostruzione filologica si è cercato di ricostruire i vari stadi dell'evoluzione di questo tema che va immancabilmente di pari passo con la trasformazione dell'opera di Campana. Sono state analizzate, quindi, le varianti proveniente da redazioni precedenti, in particolare di Il più lungo giorno. Il percorso che Campana percorrerà attraverso la Notte e i Notturni, soffermandosi anche su altri componimenti come "Genova", lo porterà ad assistere in "Pampa" alla nascita di un nuovo genere di umanità, di un "uomo nuovo" sulla scorta anche di Thoreau e Nietzsche.

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3 INTRODUZIONE Notturno: una definizione Δέδυκε μὲν ἀ σελάννα καί Πληΐαδες· μέσαι δὲ νύκτες, παρά δ’ ἒρχετ’ ὢρα, ἒγω δὲ μόνα κατεύδω. È tramontata la luna con le Pleiadi, la notte è al mezzo, il tempo scorre, e io dormo sola. (Saffo, fr. 168b Voigt) Per chiarire cosa intendiamo con notturno, prendiamo la definizione che ne dà un dizionario: 1 notturno agg. e s. m. (dal latino nocturnus) – agg. Della notte; che avviene o si svolge di notte […] s.m. 1. mus. Composizione strumentale breve, soprattutto pianistica, di carattere romantico-sentimentale 2. estens. Scena notturna rappresentata in pittura, in letteratura, nel cinema 3. lit. Ufficio canonico in tre parti, detto anche mattutino, che un tempo si recitava di notte Limitiamoci ai tre ambiti ai quali si riferisce il sostantivo: quello musicale, quello artistico-letterario e quello religioso. Sul piano della letteratura (e più nello specifico della poesia) possiamo notare che tutti i componimenti che vengono definiti “notturni”, o che comunque hanno a che fare con l’elemento notturno, sono più o meno esplicitamente legati ai tre campi sopra citati. Troveremo quindi riferimenti alla musica (basti pensare all’uso di certi artefici metrico-retorici), la quale a sua volta richiamerà atmosfere e stati d’animo specifici, che di solito sono legati alla solitudine, al mistero, alla decadenza, al romanticismo e alla riflessione su di sé. L’aspetto musicale si lega anche al notturno inteso come ufficio canonico, in quanto quest’ultimo è caratterizzato da una precisa successione di canti di salmi e inni fissata in epoca antica. Più in generale si sottolineerà che la notte ha sempre 1 Sabatini-Coletti, Dizionario della lingua italiana, Milano, Rizzoli, 2006.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elisa Sicuri Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

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