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La disoccupazione: Risvolti psicologici

Informazioni tesi

  Autore: Luca Sanfilippo
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2013-14
  Università: Università Telematica Internazionale Uninettuno
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Arrigo Pedon
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 68

Lo scopo di questo elaborato è quello di trattare la disoccupazione come un evento di vita che dia conseguenze non solo sociali ma soprattutto psichiche.
Inizieremo a parlare dal semplice concetto di lavoro per poi approfondirlo dal punto di vista sociale, a tal proposito sarà determinante conoscere il concetto di Employment Commitment ossia il grado di importanza attribuito al lavoro dai lavoratori. Interessante in questo senso è stato l’uso da parte di Murray del TAT (Thematic Apperception Test) rimodulato secondo il need of achievement (bisogno di successo); da questo test si evinse che soggetti con spiccato grado di autorealizzazione riesce a superare i momenti di difficoltà a seconda di quanto sia ambiziosa la sua meta.
In seguito abbiamo trattato l’aspetto decisionale, ciò che porta l’individuo a scegliere un determinato lavoro passando dalle motivazioni fino ad arrivare a fattori come la classe sociale, la famiglia e l’educazione.
L’argomento salute mentale viene introdotto dallo psicologo Kornhauser secondo cui disattendere le aspettative di ciascun individuo porterebbe a disturbi psichici che a lungo andare potrebbero anche compromettere lo stato fisico del soggetto.
Quindi dopo aver parlato del lavoro sotto il profilo meramente sociologico inizieremo a parlare della disoccupazione partendo dalla sua definizione fino ad arrivare alle sue fasi teorizzate da Lazarsfeld ed Eisemberg. Si parlerà di come viene vissuto questo evento da uomini/donne giovani/anziani e del valore dato al lavoro o alla sua perdita da parte di queste categorie.
Tratteremo l’evento disoccupazione secondo Warr; questi ipotizzò 9 possibili aspetti negativi derivanti dalla perdita del lavoro. Rosemary Kilpatrick ha cercato di capire come i disoccupativi trascorrono il tempo libero ed a tal proposito individuò due condizioni, l’home centred, ossia spendere gran parte del tempo in casa e altra condizione è quella rivolta al sociale, ossia trascorrere del tempo con amici o impiegandolo con attività sportive.
Ancora si tratterà il benessere psicofisico che a seguito della inoccupazione potrebbe generare malanni psicosomatici o vere e proprie patologie.
Le strategie di coping sono delle strategie di fronteggiamento che un individuo è in grado di mettere in atto; queste strategie sono legate alle caratteristiche del soggetto stesso.
Anche l’autostima subirà delle variazioni a seconda delle caratteristiche del soggetto.
Socialmente la disoccupazione appare come un fenomeno sociale che causa due diversi tipi di considerazioni: la disoccupazione e l’inoccupazione sono condizioni inclini al cambiamento e relativamente stabili.
A fine lavoro ho raccolto una serie di approcci teorici studiati dalla disciplina psicologica, partendo dalla teoria dell’incongruenza mentale causata da quegli squilibri provocati dalla perdita del lavoro fino ad arrivare all’outplacement che prevede una serie di interventi atti ad agevolare la ricerca del lavoro da parte dei disoccupati.

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1.6 L'influenza della classe, della famiglia e l'educazione L'insieme classe-famiglia-educazione influisce in maniera considerevole sulla vita lavorativa delle persone. L'occupazione dei genitori e la classe a cui appartengono possono marcare una grande differenza nelle possibilità che un individuo ha nella vita, sia attraverso i vantaggi materiali che possono ricevere sia attraverso degli incoraggiamenti che possono ottenere. Il bambino può essere oggetto di pressioni dirette che lo incoraggiano o scoraggiano a intraprendere un particolare lavoro e, d'altro canto, la vicinanza di determinate professioni di parenti o amici intimi può influenzare la conoscenza e l'orientamento verso una carriera lavorativa definitiva. L'influenza può anche essere meno diretta come, ad esempio, la socializzazione a casa e nella società ed in particolare attraverso i mezzi di comunicazione che non solo forniscono informazioni e valutazioni delle diverse occupazioni, ma suggeriscono anche il tipo di lavoro che sarebbe più appropriato per i membri di ciascuno di sesso. Le prove che i bambini e le bambine socializzano in modo diverso da un'età molto precoce sono molte e questa socializzazione è relazionata con le idee sui ruoli nel mondo del lavoro. La socializzazione dei bambini determina, in larga misura, le aspirazioni lavorative, con influenze che si estendono ai giochi dell'infanzia a quelle dei modelli culturali proposte dai romanzi e la pubblicità, o le osservazioni personali sui modelli esistenti di segregazione professionale. Ad esempio, le bambine tendono a ricevere in dono più costumi di carnevale da infermiere che da medici, vedono più medici uomini che donne nei film in televisione, e in effetti è più facile che trovino una maggioranza di infermiere donne e di medici uomini quando crescono. In questo modo si rafforzano i modelli esistenti. La scolarizzazione opera in parallelo ai processi generali di socializzazione culturale e familiare e di conseguenza i sistemi scolastici si sono stratificati per adattarsi 19

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