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Internazionalizzazione dell'industria automobilistica italiana e gli investimenti diretti esteri nei Balcani

Molti settori ed industrie europee stanno attraversando profondi cambiamenti strutturali a causa della globalizzazione. Nell'arco degli ultimi decenni, l’industria automobilistica mondiale ha subito un processo di trasformazione strutturale molto profondo, seguito soprattutto dalla globalizzazione del mercato dell’auto. La globalizzazione del mercato dell’auto ha imposto a tutti i costruttori di creare un’importante presenza nei paesi emergenti e nei paesi in via di sviluppo, dove si realizzano i grandi volumi produttivi e allo stesso tempo, mantenere una presenza di qualità nei mercati maturi dove si ottengono i maggiori profitti. Nel mondo globale di oggi, che si caratterizza per una produzione di auto “low cost” incompatibili con il costo del lavoro in Europa, le aziende sono libere di produrre dove il costo del lavoro è più basso e gli incentivi statali più alti, come succede oggi nei mercati est europei. La Fiat ha una presenza ormai consolidata in quasi tutti i continenti: il presente lavoro si concentra sul continente europeo, in modo particolare sui Balcani, dove la Fiat è presente in Serbia con la nascita della Fiat Automobili Serbia (FAS). Dopo un’analisi del quadro socio-economico della Serbia e le condizioni favorevoli per gli investimenti diretti esteri, viene trattata in modo approfondito la joint venture di controllo della Fiat (66,3%) con il governo della Repubblica di Serbia (33,3%), dove la Fiat ha acquisito parte dello stabilimento di Zastava a Kragujevac nel quale produce il modello 500, e gli effetti positivi e negativi di tale investimento. Un’ultima analisi del mio lavoro riguarda la produzione di componentistica di automobili in Serbia e in Macedonia. Oltre alla presenza di un parco fornitori piuttosto numeroso localizzati nella zona franca di Kragujevac, in prossimità allo stabilimento della Fiat Automobili Serbia (FAS), molte aziende di componentistica hanno trasferito o, stanno per trasferire, parte della loro produzione in Repubblica di Macedonia, dove, come nel caso serbo, il governo ha messo in atto politiche favorevoli per gli investitori che rendono la produzione molto più conveniente in confronto al loro paese di origine.

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6 Introduzione Nell’arco degli ultimi decenni, l’industria automobilistica mondiale ha subito un processo di trasformazione strutturale profondo, seguito soprattutto dalla globalizzazione del mercato dell’auto. L’evoluzione della domanda nei mercati maturi, l’affermazione di nuovi mercati, la nascita di grandi gruppi automobilistici integrati e globali, la riduzione dei costi di produzione, l’internazionalizzazione, le cooperazioni industriali, l’evoluzione tecnologica, le problematiche ambientali e i costi dei carburanti sono tutti fattori che influenzano profondamente le scelte strategiche dei grandi costruttori mondiali. La globalizzazione del mercato dell’auto ha imposto a tutti i costruttori di creare un’importante presenza nei paesi emergenti e nei paesi in via di sviluppo, dove si realizzano i grandi volumi produttivi e allo stesso tempo, mantenere una presenza di qualità nei mercati maturi dove si ottengono i maggiori profitti. Nel mondo globale di oggi, che si caratterizza per una produzione di auto “low cost” incompatibili con il costo del lavoro in Europa, le aziende sono libere di produrre dove il costo del lavoro è più basso e gli incentivi statali più alti, come succede oggi nei mercati est europei. Il presente lavoro si prefigge lo scopo di analizzare una delle conseguenze della globalizzazione a partire dagli anni novanta ad oggi, e cioè il processo di delocalizzazione e gli investimenti diretti esteri nell’industria automobilistica italiana diretti nei Balcani. La delocalizzazione è un concetto ampio, in quanto si tratta di un’insieme di diverse strategie che hanno in comune fra di loro il distacco totale o parziale di attività economiche dal territorio di origine. Si può parlare di delocalizzazione anche nel caso di aziende che aprano filiali nel proprio stesso territorio nazionale, ma lontano dalla casa madre: è il caso della Fiat e il spostamento di parte della sua produzione nelle fabbriche del Sud Italia. Tuttavia, in generale, con delocalizzazione si intende lo spostamento di attività al di là dei confini dello Stato ed è solo in tal senso che se ne occupa il presente lavoro.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Angela Temelkova Contatta »

Composta da 207 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1287 click dal 20/05/2015.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.