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Le operazioni di restauro della carta per via umida

Qualsiasi intervento intrapreso nell’ambito dei beni culturali è sempre mirato alla salvaguardia ed alla conservazione dei manufatti, testimonianze di epoche storiche e di vicende umane. Il tempo, con la sua azione costante, carica le opere di un bagaglio di informazioni preziosissime, ma contemporaneamente produce su di esse un logorio ed un degrado, che se non sono opportunamente arrestati, portano alla sua inevitabile distruzione.
I beni librari sono piuttosto soggetti a deterioramento a causa dei materiali organici di cui sono costituiti. Molti libri sono stati sottratti ad un sicuro destino di distruzione grazie ad efficaci ed opportuni interventi di restauro. I progressi che si sono avuti in questo campo, però, sono piuttosto recenti, e si è avviata una intensa politica di ricerca solo negli scorsi decenni, in particolar modo in seguito all’alluvione di Firenze nel 1966, quando l’acqua dell’Arno invase la città e sommerse, fra l’altro, anche milioni di libri e documenti preziosi conservati nelle biblioteche e negli archivi. Le varie istituzioni italiane dedicate al restauro furono messe così di fronte ad una realtà tragica, davanti alla quale si trovarono del tutto impreparate e talvolta anche incapaci di affrontare l’emergenza. Fino ad allora, infatti, l’Italia, nel pieno della ripresa economica dopo le difficoltà del dopoguerra, pur essendo aperta e disponibile a collaborazioni internazionali che portassero nel Paese progresso e sviluppo nell’ambito dei beni culturali, pur essendo “culla dell’arte”, scarseggiava di mezzi e risorse, basandosi su politiche di conservazione e di restauro spesso inefficaci o inadeguate per una effettiva salvaguardia dell’immenso patrimonio.
Questo lavoro sul restauro librario tratta nello specifico delle operazioni per via umida. L’argomento, che riguarda tecniche e conoscenze spesso innovative, parte dalla ricerca delle “origini” del restauro, da come si effettuavano gli interventi nel passato, quando le sperimentazioni languivano in un torpore svegliato di soprassalto solo dall’impellente necessità dettata dall’alluvione di Firenze.
Dopo aver trattato della struttura e della composizione del materiale cartaceo, la ricerca si sposta sull’evento dell’alluvione, analizzando dapprima i danni, ed in seguito i vari interventi di restauro effettuati.

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1 INTRODUZIONE Qualsiasi intervento intrapreso nell�ambito dei beni culturali � sempre mirato alla salvaguardia ed alla conservazione dei manufatti, testimonianze di epoche storiche e di vicende umane. Il tempo, con la sua azione costante, carica le opere di un bagaglio di informazioni preziosissime, ma contemporaneamente produce su di esse un logorio ed un degrado, che se non sono opportunamente arrestati, portano alla sua inevitabile distruzione. I beni librari sono piuttosto soggetti a deterioramento a causa dei materiali organici di cui sono costituiti. Molti libri sono stati sottratti ad un sicuro destino di distruzione grazie ad efficaci ed opportuni interventi di restauro. I progressi che si sono avuti in questo campo, per�, sono piuttosto recenti, e si � avviata una intensa politica di ricerca solo negli scorsi decenni, in particolar modo in seguito all�alluvione di Firenze nel 1966, quando l�acqua dell�Arno invase la citt� e sommerse, fra l�altro, anche milioni di libri e documenti preziosi conservati nelle biblioteche e negli archivi. Le varie istituzioni italiane dedicate al restauro furono messe cos� di fronte ad una realt� tragica, davanti alla quale si trovarono del tutto impreparate e talvolta anche incapaci di affrontare l�emergenza. Fino ad allora, infatti, l�Italia, nel pieno della ripresa economica dopo le difficolt� del dopoguerra, pur essendo aperta e disponibile a

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cinzia Rosati Contatta »

Composta da 171 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7050 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.