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La Logistica Economica tra crescita e sostenibilità

La Logistica in tutte le sue sfaccettature è uno dei motori principali del nostro sistema economico e come tale ha lati positivi e negativi.Paesi come la Cina e la Spagna che hanno fatto della logistica il loro punto di forza.I paesi che sono ancora arretrati in tal senso cercano di riacquistare tempo creando accordi e infrastrutture all’avanguardia.Per la stessa città di Napoli la creazione di un Distripark potrebbe rappresentare una soluzione ai problemi di disoccupazione e degrado della città con il recupero di un’intera area urbana replicando successo di Barcellona.Tuttavia una serie di contraddizioni ci lasciano pensare che forse non stiamo andando nella giusta direzione.La crescita economica,considerata da sempre come desiderabile,deve fare i conti con un pianeta che non riesce a fare fronte all'impennata di consumi di.Un’impennata che continuerà a crescere con l’entrata nel sistema economico dei paesi emergenti.Dal punto di vista logistico uno degli aspetti critici e' la reperibilità nel medio e lungo periodo dei combustibili fossili e l’incremento del suo sfruttamento senza aver ancora sviluppato alternative concrete alla sua sostituzione.Diffuso è infatti il timore dell’Oil Peak ossia il picco di massimo sfruttamento del petrolio,oltre il quale seguirà da un lato un lento declino del suo utilizzo e dall’altro un incremento del suo prezzo.A sostegno di ciò,il World Energy Outlook 2008 parla di una crescita del consumo di petrolio dell’1% annuo e di un aumento dei prezzi entro il 2030:fino al 2015 il prezzo medio si aggirerà attorno ai 100$ al barile,per poi passare a 130$ nel 2030.Se questi scenari si verificassero,l’intero apparato produttivo andrebbe in crisi perché la convenienza dello spostamento verrebbe minacciata.Tuttavia ridurre i traffici significa mettere in ginocchio il nostro sistema economico.Molti fronti, quindi,iniziano a sostenere l’impossibilità di continuare a promuovere un “modello di sviluppo infinito in un mondo finito.È il caso della diffusione del concetto di Sviluppo sostenibile e la più radicale idea di “Decrescita” (Serge Latouche e Mautrizio Pallante).Un segnale positivo viene dal modo dal mondo aziendale con lo svilupparsi delle tematiche del Green Management e del Corporate business responsibility,ossia dell’integrazione delle variabili ambientali e sociali nelle scelte strategiche delle imprese. Ma non solo,perché ai vantaggi in termini di marketing dobbiamo aggiungere quelli in termini di conto economico grazie all’utilizzo di tecnologie più efficienti.Anche dal punto di vista logistico,l’applicazione delle suddette teorie manageriali e delle teorie dello sviluppo sostenibile e della decrescita,hanno riscontro pratico.È il caso della Logistica sostenibile finalizzata a ridurre l’impatto ambientale della filiera traslog Tuttavia una tecnologia efficiente usata al massimo crea comunque esternalità negative elevate e per tanto non basta a garantire la sostenibilità delle attività traslog.È fondamentale riorganizzare l’intera distribuzione delle attività sul territorio con la relativa ristrutturazione dei flussi.La libertà di commercializzare,scambiare,non viene messa in discussione in quanto parte della libertà umana.Lo stesso A.Senn [Assolombardia 2006] ha sottolineato il ruolo dello scambio come manifestazione della libertà degli individui.Tuttavia,garantire la libertà non preclude la possibilità di gestire il mercato in modo da garantire maggiore equità.Lo scambio consente la crescita economica sociale e culturale quindi è impensabile una chiusura su se stessi ma continuare a scambiare merce sulla base della convenienza in termini di solo costo economico non basta e bisogna partire innanzitutto da ciò che si ritiene debba essere scambiato.Una parte della soluzione per questa complessa situazione potrebbe essere quella di applicare gli aspetti del Glocalismo che consentirà sia di ridurre i flussi a livello mondiale sia di rafforzare le economie locali senza quindi impatti a livello occupazionale.

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5 Introduzione L’importanza del settore logistico nell’economia mondiale è un fatto ormai certo. Sono ben noti infatti, i vantaggi economici che un paese ottiene grazie allo sviluppo di questo settore: esempi lampanti in tal senso si possono agilmente ritrovare osservando il Distripark realizzato a Barcellona e ancora in modo più evidente è l’impatto della Logistica nella crescita economica del cosiddetto Far East. Allo stesso modo però sempre più si sente parlare di crisi energetica, crisi ambientale e squilibrio economico. Sempre di più ci si rende conto dell’impatto che il nostro sistema economico ha sul pianeta. Fino a qualche anno fa infatti, criticare il nostro modello di sviluppo era quasi impensabile: globalizzazione, sviluppo degli scambi commerciali, delocalizzazione delle attività produttive in vista del risparmi di costo erano le parole d’ordine di qualsiasi discussione economica; chi provava a porre qualche interrogativo era semplicemente “un pazzo che cerca di fermare lo sviluppo economico”. Oggi non è più così. Gli stessi stati e le stesse industrie stanno iniziando a parlare di sviluppo sostenibile”, di “risparmio energetico”, di “ritorno al locale”. In pratica cioè più voci si chiedono se i modelli di sviluppo che da sempre seguiamo siano in realtà giusti e soprattutto sostenibili nel medio e lungo periodo.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Alessandra Brandi Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

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