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Analisi dei modelli di crescita economica e nuove teorie sulla decrescita serena e sviluppo sostenibile

La cosiddetta Società della crescita a cui apparteniamo è contraddistinta, secondo l’economista e filosofo francese Serge Latouche, da un sistema economico proteso verso lo sviluppo fine a se stesso basato sulla dismisura e sulla frenesia, mentre i continui progressi stanno in realtà provocando un lento ma inesorabile declino dovuto all’incompatibilità dello sviluppo con i fondamentali del pianeta, a causa della limitata disponibilità di risorse naturali e dalla ridotta capacità di assorbimento degli inquinanti da parte della biosfera. Ma è veramente necessario crescere a tutti i costi? Ed è così fondamentale questa corsa alla produzione e al consumismo dissennati con l’unico fine di aumentare il Prodotto Interno Lordo delle nostre economie, sempre che il parametro utilizzato sia effettivamente rappresentativo della crescita? A queste e ad altre domande si è cercato di rispondere nella parte iniziale della tesi, partendo dall’analisi dei tradizionali modelli di crescita e di sviluppo basati sul mito della razionalità assoluta dell’Homo Oeconomicus e dalla disamina dei principali indicatori di crescita economica, per poi proseguire con l’analisi di quel concetto “scandaloso” chiamato decrescita che tanto successo sta riscuotendo in questi cupi tempi di recessione, ponendo particolare attenzione al pensiero e alle opere di Serge Latouche: il progetto della decrescita potrebbe costituire l’unica vera alternativa economica per rendere compatibile il nostro sistema produttivo con l’ecosistema globale. Nella parte conclusiva dell’elaborato si vuole dimostrare l’infondatezza del mito della razionalità assoluta e del concetto egoistico di Homo massimizzatore di utilità, sempre presenti nell’economia classica, sulla base delle recenti scoperte dell’economia comportamentale e delle neuroscienze, disquisendo sugli aspetti cognitivi ed emozionali tipicamente umani, e sulle caratteristiche delle trappole mentali e delle illusioni cognitive con particolare riferimento ai comportamenti adottati dall’agente economico nelle situazioni di perdita e di guadagno. Infine, il lavoro termina con l’analisi dell’evoluzione dell’homo oeconomicus in homo piger con i relativi risvolti nelle decisioni quotidiane, argomentando sui metodi più adatti per arginare gli effetti dannosi delle scorciatoie mentali allo scopo di adottare scelte economiche ottimali sfruttando positivamente i comportamenti irrazionali dell’essere umano.

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Introduzione 4 Introduzione Si stava meglio quando si stava peggio …, ma a nc he ... meno è meglio, decrescere è progredire ….qua nte volt e ho catturato queste espressioni nel parlare comune, a volte sono percepite nei manifesti della demagogia politica, oppure in occasione di convegni e conferenze dedicati alla new green economy. Mi chiedo se ciò rappresenti i primi lumi di una consapevolezza critica verso la ricerca di una nuova risoluzione, de ll ’unic a via d’ uscita da ll a re c e ssi one e c onomi c a g lobale c he da qua l c he a nno ha c olpi to l’int e r o nostro pianeta. Stiamo assistendo alla nascita di un nuovo modello di crescita che rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione in termini economici: la decrescita, un'idea che si fa strada in tempi di recessione, c ontro l’e ntropia d e l mondo e contrapposta alla regressione sociale, economica e culturale. Il progetto della decrescita p otre bbe e sse re l’unic a soluzione praticabile che percorre il sentiero del buon senso, lastricato di buone pratiche quotidiane al fine di diminuire gli sprechi, consumare in modo consapevole, rispettare i diritti degli altri e de ll ’a mbi e nte

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Marina Comba Contatta »

Composta da 194 pagine.

 

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