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Erasmus: un percorso per la costruzione di identità e appartenenze multiple

In questo lavoro di tesi è mia intenzione analizzare come le teorie dei maggiori esponenti della psicologia del Novecento, si intrecciano con un fenomeno sociale la cui fama e popolarità è cresciuta visibilmente nel nuovo millennio: si tratta del progetto europeo per la mobilità Erasmus. Obiettivo principale del mio lavoro è quindi studiare quanto la mobilità possa incidere sul concetto d’identità dello studente Erasmus, tenendo in considerazione le indagini effettuate dalla Commissione Europea ed, inoltre, esperienze personali. Innanzitutto analizzerò nel primo capitolo, i vari spunti teorici riguardanti i concetti dell’identità focalizzandomi sulle differenze tra l’identità personale e sociale. Il concetto del Sé non è costituito solo dall’identità personale, ma anche dall’identità sociale con la quale si intende l’insieme degli aspetti che derivano dalla consapevolezza di appartenere ad un gruppo. Così come per l’identità personale, anche per quanto riguarda il concetto di gruppo troviamo vari spunti teorici: ad esempio, Tajfel (1981) e Turner (1982) affermano che un gruppo esiste se più individui percepiscono se stessi come membri di una categoria sociale, mentre autori quali Lewin (1948) e Brown (2000) ritengono necessaria per la nascita di un gruppo, la presenza di un “destino comune”. Nel secondo capitolo rifletterò sul programma di mobilità studentesca internazionale promosso dalla Comunità Europea, che nell’arco di soli venticinque anni ha permesso a milioni di studenti di trasferirsi all’estero e di continuare il proprio piano di studi in un’altra università. Il giovane progetto, nato nel 1987, è l’Erasmus (European Community Action Scheme for the Mobility of University Students), che permette tanto a studenti universitari quanto a insegnanti, di trascorrere un periodo di studi in un’altra Nazione di una durata di minimo tre mesi a massimo un anno. Tale progetto consentirà non solo di seguire corsi nel paese ospitante (partecipano al programma bel 31 Paesi dell’Unione Europea), ma anche di sostenere esami che verranno in seguito riconosciuti grazie all’istituzione di una modalità di crediti chiamata ECTS che permetterà una maggiore trasparenza del curriculum. I fattori motivazionali che portano la maggior parte degli studenti a partire si ritrovano non solo nel bisogno di indipendenza economica e famigliare, ma anche nel desiderio di conoscere lingue e culture nuove e soprattutto nella voglia di allargare i propri orizzonti. Nel terzo capitolo verrà da una parte si indagherà su come agiscono i meccanismi dell’identità del soggetto durante la sua permanenza all’estero e dall’altra verranno esaminati i risultati di uno studio effettuato da Sigalas su studenti Erasmus. Attualmente non si parla più solo di identità nazionale, difatti ha acquisito grande rilevanza il concetto di identità europea: attraverso l’integrazione sono andati inglobandosi culture, tradizioni e fedi diverse e tutto ciò ha portato ad un multiculturalismo. Ogni identità infatti, non risulta statica: qualunque elemento di una nuova società verrà assimilato producendo identità multiple; questa globalizzazione culturale genera un’intercultura dove ogni soggetto farà parte, nello stesso momento, di gruppi sociali diversi: prova palpabile di questa teoria sono gli studenti Erasmus che si appropriano di elementi della cultura del Paese ospitante e li fanno propri.

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“Quando si viaggia si sperimenta in maniera molto più concreta l'atto della Rinascita. Ci si trova dinanzi a situazioni del tutto nuove, il giorno trascorre più lentamente e, nella maggior parte dei casi, non si comprende la lingua che parlano gli altri. È proprio quello che accade a un bambino appena nato dal ventre materno. Con ciò si è costretti a dare molta più importanza alle cose che ti circondano, perché da esse dipende la sopravvivenza. Si comincia a essere più accessibili agli altri, perché gli altri ti possono aiutare nelle situazioni difficili. E si accoglie qualsiasi piccolo favore degli dei con grande gioia, come se si trattasse di un episodio da ricordare per il resto della vita. Nello stesso tempo, poiché tutte le cose risultano nuove, se ne scorge solo la bellezza, e ci si sente più felici di essere vivi.” [P. Coelho] INTRODUZIONE In questo lavoro di tesi è mia intenzione analizzare come le teorie dei maggiori esponenti della psicologia del Novecento, si intrecciano con un fenomeno sociale la cui fama e popolarità è cresciuta visibilmente nel nuovo millennio: si tratta del progetto europeo per la mobilità Erasmus. Non esistono veri e propri studi antropologici e sociologici organizzati sull’argomento, ma dall’Unione Europea ci pervengono statistiche e monitoraggi sul progetto, utili ad osservare non solo l’andamento del programma negli anni, ma anche il grado di soddisfazione dei partecipanti. Obiettivo principale del mio lavoro è quindi studiare quanto la mobilità possa incidere sul concetto d’identità dello studente Erasmus, tenendo in considerazione le indagini effettuate dalla Commissione Europea ed, inoltre, esperienze personali. Pertanto innanzitutto analizzerò nel primo capitolo, i vari spunti teorici riguardanti i concetti dell’identità focalizzandomi sulle differenze tra l’identità personale e sociale. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Rosangela Porpora Contatta »

Composta da 56 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2756 click dal 15/05/2015.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.