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Omogenitorialità. Le sfide della genitorialità omosessuale tra pregiudizio e discriminazione

Informazioni tesi

  Autore: Daniela Cusimano
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Scienze e Tecnologie
  Corso: Psicologia
  Relatore: Alessandra Salerno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

All'interno di questa tesi di laurea è stato trattato l'argomento dell'omosessualità e della genitorialità omosessuale. Nello specifico, sono state approfondite le tematiche riguardanti il pregiudizio e la discriminazione sociale a cui le coppie e le famiglie omosessuali sono esposte. Il tema della famiglia e di come essa si trasforma nel corso degli anni, sulla base dei cambiamenti che avvengono all'interno della società, è sempre stato un tema di grande interesse, sia per psicologi, sociologi e psicoterapeuti, che per l'opinione pubblica stessa. Quando la famiglia di cui si parla è quella omosessuale, però, la questione diventa più spinosa e più difficile da trattare, soprattutto per la gente comune, che, accostandosi ad una visione di famiglia e società centrata sull'eterosessismo, guarda a queste famiglie con paura, con occhio critico e giudicante, con un atteggiamento di chiusura mentale e, talvolta, persino con disprezzo. Questo accade perché, purtroppo, la gente ha paura di quello che non conosce, o che, semplicemente, non sa capire. Quando si parla di omosessuali, soprattutto in Italia, l'atteggiamento che prevale è quello discriminante, di paura o di rabbia. Il nostro Paese è ancora fortemente ancorato ad una visione della famiglia nucleare tradizionale, nonostante i numerosi cambiamenti e le trasformazioni avvenute all'interno della società, che, inevitabilmente, hanno cambiato anche il modo di concepire la famiglia. Questo è, probabilmente, dovuto anche alla forte influenza del pensiero cattolico nella nostra società e, purtroppo, alla sua influenza anche nelle leggi che la governano. La paura, la rabbia, la discriminazione sociale e l'atteggiamento di intolleranza o, peggio ancora, di indifferenza, non sono rivolti soltanto alla coppia omosessuale ma anche alla coppia omogenitoriale e ai figli di genitori omosessuali. Se si pensa, infatti, che, nell'opinione pubblica, è impensabile l'idea che due uomini o due donne omosessuali che si amano possano sposarsi, figuriamoci cosa accade quando la riflessione si sposta sulla possibilità che possano avere dei figli. Su questo argomento, la posizione discriminatoria della gente comune e dello Stato italiano è netta: le coppie omosessuali non possono procreare, è contronatura, i bambini hanno bisogno di una madre e di un padre, le coppie omosessuali non possono adottare, né, ancor meno, possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Eppure le famiglie omogenitoriali esistono, anche in Italia, e sono in continua crescita. Non si può, allora, continuare a guardare a questo fenomeno con disprezzo e senza capirlo dal profondo; senza capire, cioè, che le famiglie omogenitoriali non sono famiglie deviate o malate: sono diverse dalla “norma”, ma la diversità non è un pericolo, è una fonte d'arricchimento.
Nel primo capitolo di questa tesi, sono stati trattati i temi che riguardano i cambiamenti sociali che hanno portato alla trasformazione della famiglia patriarcale tradizionale nella famiglia nucleare moderna. Successivamente, vengono esposte le differenti configurazioni familiari e di coppia che prendono vita dai suddetti cambiamenti: coppie LAT, coppie childfree, coppie childless, famiglie monogenitoriali, famiglie ricomposte, famiglie interculturali, famiglie transgenitoriali e famiglie omosessuali.
Nel secondo capitolo, vengono esposte le radici storiche e culturali dell'omosessualità e dell'omofobia, vengono approfondite le tematiche della formazione dell'identità sessuale e dell'orientamento sessuale; vengono altresì trattati gli argomenti e gli stereotipi più comunemente utilizzati contro l'omosessualità, i vissuti negativi di coloro che sono esposti a questa minoranza sociale discriminata e l'indifferenza delle leggi sull'omosessualità e sulla genitorialità omosessuale.
Nel terzo capitolo, si affronta il tema della genitorialità omosessuale, delle sue caratteristiche intrinseche e del modo in cui lo stato e la società guardano a questa tipologia di famiglia. Sono, inoltre, approfondite le tematiche riguardanti le obiezioni più comuni alla genitorialità omosessuale e le preoccupazioni per uno sviluppo “non sano” dei figli di genitori omosessuali.
Nel quarto e ultimo capitolo, sono poste delle riflessioni sulla situazione delle famiglie omogenitoriali in Italia, sull'assenza di leggi che tutelano queste famiglie e sulle conseguenze psicologiche e materiali che questa assenza di tutela ha sui figli di genitori omosessuali e sui co-genitori. Sono, infine, presentate le due più importanti associazioni di sostegno all'omosessualità e all'omogenitorialità sul territorio italiano: l'Arcigay e le Famiglie Arcobaleno.

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1   INTRODUZIONE All’interno di questa tesi di laurea è stato trattato l’argomento dell’omosessualità e della genitorialità omosessuale. Nello specifico, sono state approfondite le tematiche riguardanti il pregiudizio e la discriminazione sociale a cui le coppie e le famiglie omosessuali sono esposte. Il tema della famiglia e di come essa si trasforma nel corso degli anni, sulla base dei cambiamenti che avvengono all’interno della società, è sempre stato un tema di grande interesse, sia per psicologi, sociologi e psicoterapeuti, che per l’opinione pubblica stessa. Quando la famiglia di cui si parla è quella omosessuale, però, la questione diventa più spinosa e più difficile da trattare, soprattutto per la gente comune, che, accostandosi ad una visione di famiglia e società centrata sull’eterosessismo, guarda a queste famiglie con paura, con occhio critico e giudicante, con un atteggiamento di chiusura mentale e, talvolta, persino con disprezzo. Questo accade perché, purtroppo, la gente ha paura di quello che non conosce, o che, semplicemente, non sa capire. Quando si parla di omosessuali, soprattutto in Italia, l’atteggiamento che prevale è quello discriminante, di paura o di rabbia. Il nostro Paese è ancora fortemente ancorato ad una visione della famiglia nucleare tradizionale, nonostante i numerosi cambiamenti e le trasformazioni avvenute all’interno della società, che, inevitabilmente, hanno cambiato anche il modo di concepire la famiglia. Questo è, probabilmente, dovuto anche alla forte influenza del pensiero cattolico nella nostra società e, purtroppo, alla sua influenza anche nelle leggi che la governano. La paura, la rabbia, la discriminazione sociale e l’atteggiamento di intolleranza o, peggio ancora, di indifferenza, non sono rivolti soltanto alla coppia omosessuale ma anche alla coppia omogenitoriale e ai figli di genitori omosessuali. Se si pensa, infatti, che, nell’opinione pubblica, è impensabile l’idea che due uomini o due donne omosessuali che si amano possano sposarsi, figuriamoci cosa accade quando la riflessione si sposta sulla possibilità che possano avere dei figli. Su questo argomento, la posizione discriminatoria della gente comune e dello Stato italiano è netta: le coppie omosessuali non possono procreare, è contronatura, i bambini hanno bisogno di una madre e di un padre, le coppie omosessuali non possono adottare, né, ancor meno, possono

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