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Michel Foucault: Biopotere e libertà

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Zingaretti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia teoretica, morale, politica ed estetica
  Relatore: Luigi Alici
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 169

Qualcosa come “uno studio su Foucault” potrebbe essere una impresa esorbitante per via della mole di materiale raccolto nelle sue opere più “storiche” come Storia della follia e Sorvegliare e punire; per la complessità e la percorrenza di molteplici strade nelle opere più metodologiche come L'archeologia del sapere e Le parole e le cose; per la numerosità di interviste esistenti in cui vengono chiarite retrospettivamente le questioni centrali e tuttavia continuamente problematiche del suo lavoro. Se il lavoro di Foucault è stato resistente a diversi tentativi di sistematizzazione, ciò è dovuto al tipo di questioni poste e di ricerche svolte. È Foucault stesso a sostenere che i temi affrontati non sono stati esauriti e che i metodi utilizzati non sono stati decisi in anticipo: solo guardando il lavoro svolto è stato possibile darne delle descrizioni. Una questione preliminare è: che senso ha una ennesimo studio ed una riproposizione del pensiero-lavoro di Foucault? Oltre il fascino suscitato dalle sue ricerche ritengo che gli studi storici, per quanto virtualmente inesauribili, e i presupposti metodologici, per quanto ritenuti oscuri, mutevoli ed incerti, possano ancora un valido supporto sia per l'intelligibilità del presente che per l'orientamento di future ricerche. Intendo mostrare come questa dispersività, questa mescolanza di ricerche a metodi, sia solo apparente, e che tale disorganicità non sia il frutto di un pensiero confuso o errante. Ciò che occorre fare è un riesame di quelle categorie che sono state in grado di sostenere e guidare il lavoro diversificato ma coerente di Foucault. Queste categorie non vanno intese come blocchi isolati ma vanno esaminate nel loro implicarsi le une alle altre. Infatti solamente passando attraverso contenuti storici determinati Foucault ha affrontato, districandoli, i temi del potere, del sapere, della verità, del soggetto.
Foucault stesso ha affermato che è stata la questione del potere il nodo centrale e sotteso di tutto il suo lavoro. Quindi il mio intento sarà quello di ripercorrere non soltanto le fasi della costituzione del potere, ma congiuntamente anche della coppia potere-sapere, degli effetti di verità che comporta, della formazione del soggetto e della sua trasformazione. Si cercherà di mostrare il significato della nozione di biopotere, dei motivi della sua formulazione, in che cosa si discosti dalla nozione standard di potere, degli effetti che produce, del motivo per cui ha assunto tale considerazione. Per fare ciò sarà necessario seguire ed indagare tre motivi del pensiero di Foucault:
le questioni sullo statuto del metodo, della sua relatività asistematica, dei continui spostamenti e aggiustamenti teorici. Quindi sarà essenziale analizzare anche le nozioni di episteme e di a priori storico
la tensione desoggettivante che lo ha accomunato alla corrente dello strutturalismo: che cosa comporta questa desoggettivazione in relazione al problema della libertà?
il considerare il proprio lavoro come una esperienza-limite che trasforma

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La seguente ricerca si propone di approfondire la nozione di biopotere in Michel Foucault, alla luce dei temi fondamentali del suo pensiero, al fine di verificare se e in quale misura sia possibile uno spazio per la libertà umana. La maggior parte dei libri di Foucault è composta da minuziose ricerche storiche, che riguardano le trasformazioni avvenute nell'arco di tempo che va dalla seconda metà del secolo XVII al secolo XVIII. La vastità di tali indagini può suggerire l'impressione di un lavoro frammentario e disorganico, anche per via dei rari momenti di sintesi. Egli, tuttavia, non si è limitato a collezionare una serie di documenti e fascicoli in senso cronologico, ma si è proposto di mettere al vaglio di una meticolosa documentazione storica alcuni nuclei concettuali e teorici di fondo, per dimostrare che non sono state sepolti e dimenticati dalla storia, ma che sono stati ereditati, importati e trasferiti altrove. Infatti, pur rivolgendosi al passato, la ricerca di Foucault è sempre stata attenta a problemi di attualità. L'attenzione scrupolosa per le serie di eventi già accaduti non è legata al fascino dell'antico o alla ricerca di un lontano modello di perfezione da applicare al presente. Piuttosto egli intende affrontare analiticamente delle questioni, apparentemente di scarsa importanza, quasi da far apparire sproporzionato l'impegno rispetto all'oggetto, per restituire al lettore un'esperienza tale che egli non possa pensare allo stesso modo di prima. Foucault intende limitare la sua presenza come autore per consegnare un testo che possa il più possibile parlare da sé, con la sola forza degli eventi e delle serie storiche descritte. Si è ritenuto interessante focalizzare l'attenzione su un prefisso, tanto efficace e abusato da essere entrato nel linguaggio comune, usato sovente con accezione positiva: il termine bio, utilizzato da Foucault per identificare un scarto rispetto alle definizioni di potere, di politica, di storia. Quanto detto pone degli interrogativi cui si cercherà di rispondere: In che cosa si differenzia il biopotere dal termine più elementare di potere? In che senso viene impiegato il prefisso bio? Perché mettere in rilievo la nozione di vita se le nozioni di potere, politica e storia, riguardano da sempre e necessariamente individui viventi? Il biopotere riguarda forse una dimensione più fondamentale o più “oggettiva” in cui gli 5

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