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I miti fondatori nell'iconografia monetale magnogreca: il caso di Taranto e Crotone

L’intento di questo studio è quello di dimostrare quanto sia stato importante, in un processo storicamente rilevante come quello della creazione della Megale Hellas, il forte senso di identità cittadina e di coesione civica veicolato dai miti fondatori, e come la moneta ne fosse strumento comunicativo per eccellenza.
Dopo un’introduzione generale sul concetto di moneta e sul ruolo del mito nel mondo greco antico, verranno presentati i caratteri generali della monetazione magnogreca, per poi soffermarsi sulle emissioni di Taranto e Crotone.
Per quanto riguarda Taranto, si tenterà di proporre una sintesi interpretativa della figura del fanciullo sul delfino, identificato ora con Taras, ora con Phalanthos, alla luce delle fonti letterarie e delle dinamiche storico-politiche cittadine.
Per Crotone, invece, verranno analizzati il mito dell’ecista Miscello e il parasemon monetale del tripode delfico.

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3 INTRODUZIONE La moneta antica ha da sempre suscitato un profondo interesse non solo negli studiosi, ma anche nelle persone comuni che riescono a percepirne, pur senza possedere conoscenze specialistiche, il grande valore di documento storico. Moneta come indispensabile strumento di scambio, ma anche testimonianza, a volte fondamentale, del pensiero politico, culturale e religioso di un popolo, affascinante vestigia di un tempo che non è più. Un oggetto che, nel suo aspetto iconografico, si fa portatore di un messaggio simbolico preciso, la cui analisi può rivelarsi fonte preziosa. Seppur in termini diversi, questo vale per ogni epoca e per ogni società, oggi come allora. La moneta rappresenta, quindi, una via d’accesso privilegiata per poter penetrare l’essenza di una civiltà, e questo, nel mondo greco, significa, inesorabilmente, entrare in contatto con il mito. Quello mitico è tuttavia un universo molto vasto e ciò si riflette nel repertorio tipologico monetale, che risulta altrettanto eterogeneo: accanto alle già di per sé numerose divinità principali, vi sono infatti divinità meno conosciute, personaggi eroici, culti strettamente locali. Questo particolarismo territoriale trova spiegazione alla luce della spiccata autonomia della polis greca, un’autonomia che è innanzitutto politica ma che coinvolge, inevitabilmente, la sfera del sacro: l’affermazione di sé passa infatti anche attraverso l’adozione di una specifica tradizione mitica, che viene elaborata, modificata, “resa propria”. Questo patrimonio mitico, che non preclude né annulla l’appartenenza delle singole città ad una comune koine culturale e religiosa, si concretizza in un apparato iconografico, ricco e diversificato, di cui le monete rappresentano forse l’esempio più efficace per capacità di sintesi e forte impatto simbolico. Tale fenomeno si riscontra sia nella Grecia continentale, sia nelle compagini coloniali. Le emissioni magnogreche sono tuttavia caratterizzate dalla presenza ricorrente di una particolare categoria tipologica, quella degli ecisti, condottieri posti a capo della fondazione di una colonia, la cui esistenza sfuma nella leggenda e nel culto eroico.

Laurea liv.I

Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali

Autore: Sara Bracci Contatta »

Composta da 130 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.