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Le caratteristiche delle imprese lombarde che applicano volontariamente gli IAS/IFRS: un'analisi empirica

Informazioni tesi

Autore: Daniele Sbardolini
Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
Anno: 2012-13
Università: Università degli Studi di Brescia
Facoltà: Economia
Corso: Scienze dell'economia
Relatore: MonicaVeneziani
Lingua: Italiano
Num. pagine: 222

L’attuazione da parte dell’Unione Europea degli International Accounting Standard (IAS) e degli International Financial Reporting Standard (IFRS) tramite il Regolamento 1606/2002 fa parte di un progetto internazionale di armonizzazione contabile, che si traduce nell’adozione di un linguaggio comune e condiviso per le imprese europee. Tale evento potrebbe rivelarsi un volano importante per favorire processi di comparabilità sovranazionale, internazionalizzazione e crescita. Tuttavia su questo tema l’Italia si sta dimostrando ancora in ritardo rispetto ad altri Paesi europei.
Vari studi dimostrano però ancora in Italia una scarsa conoscenza degli IAS/IFRS nelle aziende: il dato è confermato dal fatto che poche di queste hanno in agenda una transizione ai principi contabili internazionali nel breve periodo. Si nota una generale diffidenza nei confronti di un set di regole che gode di riconoscimenti ed apprezzamenti a livello internazionale.
In questa cornice si inserisce il presente lavoro, che si articola secondo un profilo teorico (Capitolo 1, 2 e 3), ed empirico (Capitolo 4). L’analisi teorica ha lo scopo di supportare quella empirica, condotta attraverso lo studio di un campione di aziende lombarde.
La finalità di questa tesi è comprendere le caratteristiche e le peculiarità delle aziende lombarde che, anche se non condizionate in alcun modo dalla legge , applicano i principi contabili internazionali su base volontaria. Il lavoro cercherà inoltre di indagare le ragioni per cui è stata resa operativa tale scelta, attraverso l’analisi dei costi e dei benefici percepiti.

Nel Capitolo 1 si presenterà l’entità fondamentale di un’economia di mercato, ovvero l’azienda. Questa è stata divisa in 5 macroaree principali, suggerite della teoria economico-aziendalistica: l’assetto istituzionale; la configurazione delle combinazioni economiche; il patrimonio; l’organismo personale; l’assetto organizzativo (Airoldi, Brunetti, & Coda, 2005) .
Nel Capitolo 2 verranno introdotti i principi contabili nazionali ed internazionali. Dopo un’opportuna presentazione, si andranno a chiarire le principali differenze, al fine di realizzare un pratico confronto tra i due set di regole. Si presenteranno le difformità tecniche e culturali: queste ultime, anche se risultano essere spesso poco percettibili, sono nella realtà profondamente incisive.
Nel Capitolo 3 verrà mostrato lo strumento principale per formulare articolati e completi giudizi sull’economicità e sul profilo economico complessivo delle aziende: l’analisi di bilancio. In questa sezione viene proposta una metodologia di analisi, con un focus particolare sugli IAS/IFRS.
Nel Capitolo 4 verranno esposti i risultati dell’indagine empirica che ha visto la partecipazione delle aziende lombarde che applicano i principi contabili internazionali su base volontaria. Si è proceduto poi con un’analisi di bilancio sul campione, per avvalorare la precedente parte qualitativo-conoscitiva, in modo da giungere alle definitive conclusioni, presentate nell’ultimo paragrafo.

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III INTRODUZIONE Il periodo storico compreso tra il 2007 e il 2013 verrà ricordato dalle future generazioni come una fase di crisi economica senza precedenti. In questo lasso di tempo si sono evidenziati fenomeni di notevole interesse: il declino della potenza americana è diventato palese dopo circa 70 anni di incontrastato potere politico ed economico, aggravato da un debito pubblico e privato ormai insostenibile e dall’avvicendarsi di continui scandali finanziari. La perdita della leadership degli Stati Uniti d’America ha comportato un sostanziale spostamento del baricentro mondiale verso Oriente. La crisi ha rappresentato comunque un’opportunità per ripensare strategie finalizzate alla crescita sostenibile e alla creazione del valore per Stati, imprese e famiglie. Le aziende italiane hanno intrapreso un cambiamento strutturale nella dinamica geografica del fatturato export. Le esportazioni, che prima del 2007 erano indirizzate in prevalenza verso i Paesi dell’Unione Europea, hanno cambiato destinazione e sono principalmente dirette verso Oriente ed i Paesi Emergenti, tanto che nel 2012 si è segnato un sostanziale pareggio tra commercio estero europeo ed extraeuropeo 1 . L’attuazione da parte dell’Unione Europea degli International Accounting Standard (IAS) e degli International Financial Reporting Standard (IFRS) tramite il Regolamento 1606/2002 fa parte di un progetto internazionale di armonizzazione contabile, che si traduce nell’adozione di un linguaggio comune e condiviso per le imprese europee. Tale evento potrebbe rivelarsi un volano importante per favorire processi di comparabilità sovranazionale, internazionalizzazione e crescita. Tuttavia su questo tema l’Italia si sta dimostrando ancora in ritardo rispetto ad altri Paesi europei. 1 Prima del 2007 l’Italia esportava mensilmente verso i paesi UE circa 20 mld di Euro, mentre 10 mld di Euro era la quota di esportazioni extra UE. Nel 2012 la situazione appare invece profondamente mutata: le esportazioni UE si sono ridotte da 20 a 15 mld di Euro (-25%), mentre le esportazione extraeuropee sono salite da 10 a 15 mld di Euro (+50%) (Russo, 2013).

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Parole chiave

questionario
analisi di bilancio
bilancio d'esercizio
analisi empirica
principi contabili internazionali
international accounting standard
ias/ifrs voluntary adoption
d.lgs 38/2005
international financial reporting standard
ifrs for small and medium enterprises

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