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Da Carmen a Lacarmén: una regia di Mario Martone

Ho analizzato lo spettacolo teatrale "Carmen" di Mario Martone, prodotto dal Teatro Stabile di Torino e dal Teatro di Roma nel 2015. Ho riassunto i punti chiave dell'iter artistico di Mario Martone, dalle sperimentazioni dell'avanguardia al recupero del testo verbale nella rappresentazione, dal rifiuto della tradizione napoletana a un nuovo rapporto con la città. Ho poi ricordato i particolari più significativi degli spettacoli martoniani che hanno per oggetto Napoli. Ho infine analizzato lo spettacolo sia dal punto di vista testuale che scenico, interpretandone il significato attraverso rimandi testuali e formali a precedenti lavori di Martone. in particolare ho collegato Carmen a Edipo re (2000), I dieci comandamenti (2000) e Rasoi (1991). infine ho dedicato alcune pagine alla recitazione di Iaia Forte (Carmen) e Roberto de Francesco (Cosè) e al lavoro di Martone con gli attori.

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Sommario Prima di Carmen Il teatro di Martone dagli inizi al rapporto col testo Sulla locandina di Carmen è riprodotto un famoso fotogramma dal film Il cane andaluso di Buñuel (1928), in cui una mano tiene aperto l’occhio di una donna, che subito dopo sarà tagliato in due con un rasoio. Per Buñuel quest’immagine aveva un significato metacinematografico: esprimeva l’obiettivo della rivoluzione visiva surrealista, “squarciare” lo sguardo dello spettatore per aprirgli nuove realtà mai viste o mai volute vedere. L’immagine porta ancora più lontano, perché taglio e visione sono anche procedimenti del montaggio cinematografico. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessia Giovanna Matrisciano Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 534 click dal 16/09/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.