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Earnings Management in the Banking Industry

Informazioni tesi

  Autore: Tommaso Caruso
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Economia
  Corso: AMMINISTRAZIONE E DIREZIONE AZIENDALE LM/77
  Relatore: Stefano  Azzali
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 85

L’argomento presentato riguarda l’earnings management effettuato nel settore bancario. Ciò che in Italia viene definito politiche di bilancio, definite da Cristina Florio, una “rosa di comportamenti alquanto eterogenei, comunemente riconducibili alle strategie impiegate dai manager per alterare deliberatamente le grandezze esposte nel bilancio di esercizio allo scopo di conseguire determinati benefici,” o ancora, da Annalisa Prencipe per “indicare un esercizio della discrezionalità da parte dei redattori di bilancio che sia strumentale al perseguimento di fini particolaristici”.
In Italia, lo studio da me condotto non ha precedenti, per cui, le fonti a cui mi sono ispirato per effettuare questa mia ricerca è riconducibile quasi esclusivamente al contesto americano. Infatti, le uniche analisi condotte in Italia sono relative al settore industriale, e mai al settore bancario. Cosa abbastanza strana se si pensa che il settore bancario è così importante da influenzare non soltanto gli altri settori (soprattutto in Italia, essendo un sistema banco-centrico o come definito dalla letteratura internazionale di tipo bank oriented) ma avere molto peso anche in quello privato.
Per tali motivi, dobbiamo inoltre dire che il settore bancario è un settore altamente regolamentato, volto soprattutto a tutelare la disciplina contabile, la completezza dell’informativa, ed a tutelare i risparmiatori.
L’excursus storiografico è basato sull’analisi degli studi empirici svolti su tale settore, tra gli altri, inizia proprio con Burgstahler e Dichev nel 1997, passando per Degerorge nel 1999 e per finire con gli studi di Beatty 2002 e Fonseca nel 2008.
Grazie a tali primi due studi si gettarono le basi per la trattazione dell’argomento degli earnings management, solo che tale studio era ricollegabile solo al settore industriale. Fu soltanto grazie a Beatty nel 2002 che si manifestò l’interesse ad avvicinarsi al contesto bancario, utilizzando proprio il metodo statistico utilizzato da Bergstalher e Dichev nel 97.
Nel 2008 invece, grazie allo studio di Fonseca, tale ricerca empirica venne arricchita.
Da questi articoli si può notare tra le altre cose, che tanto più il mercato è regolamentato, tanto è più disciplinato tanto meno i manager sono incentivati ad effettuare earnings management. Inoltre, tanto meno stock options sono legate ai manager sotto forma retributiva e tanto più i dati di bilancio tendono ad avere una rappresentazione veritiera e corretta.
Lo studio di Beatty mette a confronto campioni di banche pubbliche e banche a capitale privato, ed esamina se la frequenza con cui si registrano aumenti di utili avviene più spesso rispetto alla loro relativa diminuzione, e se tale andamento è attribuibile agli earnings management.
Si è trovato che rispetto alle banche private, le banche pubbliche, segnalano un minor numero di decrementi di utili.
Nel documentare le differenze nei flussi di reddito tra banche private e pubbliche si sono realizzati tre obiettivi.
Di contro però bisogna sottolineare i limiti che questo studio ha.
Lo studio di Fonseca analizza le determinanti del livellamento del reddito attraverso la gestione dei loan loss provision nelle banche di tutto il mondo. Tale studio è stato condotto utilizzando un database da cui sono state effettuate 4.546 osservazioni provenienti da 41 paesi.
Il motivo che sta dietro alla redazione di questo lavoro è stato il sempre crescente interesse nel riuscire ad individuare le differenze normative nazionali e delle istituzioni in materia di incentivi per appianare il flusso di utili nel settore bancario. Inoltre, perché si tratta di uno dei settori più rigorosamente regolamentati, perché ha un impatto importante anche sugli altri settori e sulla crescita economica in generale.
L’ipotesi di livellamento dei redditi suggerisce che i direttori di banca fanno grandi accantonamenti negli anni buoni in modo da riuscire ad avere riserve supplementari disponibili negli anni cattivi, una relazione positiva tra loan loss provisions ed utili bancari viene tenuta in considerazione.
I risultati che si possono ricavare da tale studio indicano che né il livellamento del reddito né le differenze tra pubblico e privato sono stabili in tutti i paesi.
Il campione statistico, su cui viene effettuato lo studio, riguarda tutte le 22 banche italiane quotate e l’orizzonte temporale di riferimento va dal 2006 al 2011.

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  4   INTRODUZIONE Nel presente elaborato verrà trattato l’argomento legato alle politiche di bilancio, chiamato in letteratura internazionale earnings management. Il primo capitolo presenterà l’argomento, definendo cosa si intende per earnings management, chi sono i soggetti che le effettuano e principalmente spiegando quali possono essere i motivi che spingono questi ultimi ad effettuare tali operazioni. Faremo quindi una distinzione tra le politiche di bilancio che avvengono nel settore societario/industriale e quello bancario, quest’ultimo oggetto del nostro studio. Prenderemo come riferimento gli studi condotti da Anne L. Beatty, Bin Ke, dell’Università della Pennsylvania, e Kathy R. Petroni, dell’Università del Michigan e lo studio di Ana Rosa Fonseca e Francisco Gonzalez, dell’Università di Oviedo per ciò che concerne il settore bancario, mentre troveranno maggiore interesse gli studi effettuati da David Burgstahler dell’Università di Washington e da Ilia Dichev dell’Università del Michigan nel 1997 e quello svolto da François Degeorge della “Hautes Études Commerciales and the Centre for Economic Policy Research”, Jayendu Patel dell’Università di Boston, e da Richard Zeckhauser dell’Università di Harvard nel 1999 per ciò che concerne il settore industriale. Infatti proprio su questi due ultimi studi i ricercatori si sono ispirati per redigere i primi, estrapolandoli dal settore industriale ed apportandoli al settore bancario. Nel secondo capitolo verrà effettuata una review della letteratura sull’argomento, riportando gli studi empirici più significativi. Nello specifico, verranno esposti ed analizzati degli studi, effettuati da altri ricercatori, visionando il loro ambito di ricerca e la conclusione cui sono arrivati. Tale trattazione verrà effettuata in ordine cronologico di pubblicazione degli articoli, per far meglio intendere, tra le altre cose, in che modo si è evoluto il pensiero e l’approccio che numerosi studiosi hanno apportato a tale tema. Tale analisi prenderà in considerazione tre punti: il territorio cui si riferisce lo studio; il metodo utilizzato; il risultato ottenuto. Infine, nel terzo ed ultimo capitolo verrà presentato, empiricamente, il mio studio, effettuato prendendo in esame i bilanci di tutte le banche quotate nel mercato borsistico italiano dal 2006 al 2011, con particolare riferimento ad alcune voci di bilancio, spiegando, in che misura ed in quale modo, tali voci, su tutte le loan loss provision,

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