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L'esenzione fiscale in Valla d'Aosta: storia e analisi di un servizio gestito tramite buoni servizio (vouchers)

Informazioni tesi

  Autore: Valerio Herera
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Politica, Amministrazione e Organizzazione
  Relatore: Stefano Toso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

Nel primo capitolo della tesi, tentiamo di definire con precisioni i confini dei vouchers, concepiti come innovativo strumento per la fornitura di servizi pubblici. In linea generale ci troviamo di frontre ad un sistema di vouchers (buoni servizio) quando la produzione ed il finanziamento del servizio vengono effettuate da due strutture diverse e il cittadino ha la possibilità di scegliere tra più fornitori posti in regime di concorrenza. Per compiere la sua scelta, il beneficiario del servizio riceve un buono (il voucher appunto) che ha la possibilità di spendere secondo le proprie preferenze. Date tali caratteristiche, ci accorgiamo di non trovarci più nel campo tradizionale del welfare state, ma di approdare ad una nuova metodologia che può determinare una maggiore efficienza del sistema. Il condizionale è d’obbligo in quanto il voucher, nella sua duttilità di utilizzo, non è adatto ad essere applicato a tutti i campi dell’intervento pubblico. Nella tesi, in ogni caso, ci limitiamo ad analizzare le giustificazioni teoriche dell’impiego dei vouchers (par. 1.2 e 1.3). In seguito si trova un’analisi delle problematicità del design di un sistema di voucher, in relazione agli obiettivi che si possono perseguire col suo impiego e ai diversi attori coinvolti nel finanziamento, produzione e fruizione del servizio pubblico (par. 1.4). Infine presentiamo un accenno doveroso ai vouchers nel settore privato (par. 1.5) e un esempio pratico, i Food Stamps statunitensi (par. 1.6), che ci saranno utili come termine di paragone nel capitolo III.

Il secondo capitolo è di tenore opposto al primo. Si passa infatti dalla teoria economica alla storia. In questa sezione infatti descriviamo l’evoluzione dell’esenzione fiscale per un determinato contingente di beni (zucchero, birra, benzina, macchine agricole, ecc.) concessa dallo stato alla Valle d’Aosta nel 1949. Tale concessione risulta come paliativo rispetto all’assai più corposa zona franca promessa già a partire dal 1945 come “risarcimento” per le angherie subite dalla regione durante il periodo fascista, per permettere la ripresa economica della popolazione locale. Il privilegio è anche una reazione alle correnti separatiste presenti nel dopoguerra, favorevoli all’annessione alla Francia. L’intreccio tra regolamenti e leggi di applicazione del sistema di contingentamento e il contemporaneo tentativo di attuare la zona franca, determina un interessante quadro storico e politico che permea il dibattito pubblico valdostano fino ai giorni nostri, anche nel rapporto con Roma. E si fonde inoltre all’evoluzione economica della regione, attraverso gli accordi sul riparto fiscale che determineranno la progressiva perdita di interesse per la zona franca, ritenuta obsoleta visto il vigoroso benessere raggiunto dai valligiani. Alla fine si giungerà ad un nulla di fatto totale: dopo cinquant’anni di benefici, la Valle si trova senza esenzione fiscale (a causa della normativa europea sulle accise) e senza zona franca.

Nell’ultimo capitolo si propone la sintesi tra i due precedenti. Attraverso l’analisi dei provvedimenti per la distribuzione del beneficio fiscale ai cittadini, ci accorgiamo che in Valle d’Aosta si è utilizzata una modalità di gestione che rispecchia il metodo dei voucher, in special modo per i carburanti. Prima attraverso i buoni consegnati ai beneficiari per ritirare i beni in esenzione, poi con la Carta Vallée, evoluzione digitale del sistema, simile a quella avvenuta con le smart card dei Food Stamps americani. Ora però che l’esenzione fiscale non esiste più, non resta alla Valle d’Aosta che la consapevolezza, che questa tesi ha voluto sottolineare, di aver già utilizzato i voucher per le proprie politiche pubbliche e dunque di poter continuare su questa strada per migliorare i servizi di cui la regione autonoma è responsabile. Anche considerando che 94.000 utenti ancora posseggono la Carta Vallée.

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Introduzione Dal primo gennaio 2010, i residenti in Valle d’Aosta non possono più beneficiare dei buoni benzina. Ai possessori di un autoveicolo, comprese le società private e pubbliche, non viene più assegnato un quantitativo annuo di carburante esentasse. Una direttiva europea ha obbligato il Consiglio regionale a sopprimere uno dei simboli dell’autonomia regionale valdostana... L’esenzione fiscale di un contingente di beni assegnato alla regione a partire dal 1949, è il surrogato offerto dallo stato italiano rispetto alla promessa di una zona franca integrale sul territorio della regione (art. 14 dello Statuto Speciale per la Valle d’Aosta, legge cost. 26 febbraio 1948, n. 4). Dopo 50 anni di dibattiti politici, indecisioni, speranze e fallimenti, gli abitanti della Vallée si ritrovano con un pugno di mosche: nè zona franca nè beni esentasse. L’obiettivo di questa tesi non è effettuare un’analisi storica o politica dei processi che hanno portato all’attuale situazione. Una buona tesi giuridica potrebbe analizzare l’impatto della direttiva europea e un’interessante tesi di storia potrebbe indagare in profondità i confini del dibattito tra i partiti, sempre al centro della scena politica regionale, a proposito della zona franca e dei suoi surrogati. A me invece interessa l’aspetto amministrativo della questione. Come è stata applicata la legge che concedeva un contingente di beni in esenzione fiscale alla Valle d’Aosta? Evidentemente però, la narrazione di questa applicazione risente del clima politico presente nella regione e dei cangianti rapporti col governo di Roma. E muta nel tempo in considerazione a fattori economici che hanno investito la Valle nel corso degli ultimi 50 anni. La storia dell’esenzione fiscale concessa alla Valle al posto della zona franca, come presentata nel secondo capitolo della tesi, risente fortemente di questi elementi politici ed economici. All’inizio erano distribuiti dei buoni benzina e dei bollini per lo zucchero, il caffè ed altri beni alla popolazione, in modo che potesse beneficiare dell’esenzione fiscale nel momento in cui acquistava i beni sul mercato. Il benessere degli ultimi trent’anni ha portato ad una perdita di importanza dell’esenzione di certi beni, concentrando l’attenzione dei cittadini e del legislatore regionale sull’esenzione dei carburanti. Nel 1998 è stata introdotta la Carta Vallée (carte con microchip) per modernizzare il servizio. Analizzando il sistema che ha permesso ai cittadini valdostani di approfittare dell’esenzione fiscale, si osserva la sua sostanziale adesione allo schema teorico dei vouchers: un metodo relativamente nuovo per

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