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Sintesi di complessi salofen-zinco solubili in acqua

La tesi rientra nell'ambito della chimica supramolecolare. In particolare, i complessi salofen-metallo vengono studiati come possibili recettori per determinati substrati, grazie alle particolari caratteristiche strutturali ed elettroniche possedute. Inoltre, lo studio sui G-Quadruplex (strutture presenti all'interno del DNA) ha portato alla sintesi di determinati complessi salofen-metallo, tra cui i complessi salofen-zinco, in grado di stabilire delle interazioni non covalenti con queste strutture ed influenzare determinati meccanismi biologici. L'obiettivo principale è stato quello di riuscire a sintetizzare complessi salofen-zinco con le seguenti caratteristiche:
- capacità di interagire efficacemente con i G-Quadruplex
- buona solubilità in acqua a pH fisiologico

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3 1 Introduzione 1.1 La chimica supramolecolare La CHIMICA SUPRAMOLECOLARE è una branca della chimica che studia sistemi ad alta complessità, in cui si ha la formazione di aggregati molecolari tenuti insieme da forze di natura non covalente. Queste interazioni sono costituite generalmente da: forze elettrostatiche (legami idrogeno, ione-dipolo e dipolo-dipolo), interazioni idrofobiche, forze di van der Waals e interazioni π-π 1 . Un esempio di supramolecola si ottiene quando un recettore (una molecola tenuta insieme tramite legami covalenti) è in grado di ospitare in una propria cavità uno specifico substrato, stabilendo delle interazioni deboli che permettono la reversibilità del processo. I sistemi supramolecolari esistono da sempre in Natura, basti pensare agli enzimi, alla doppia elica del DNA o ai sistemi porfirinici come il gruppo eme. Gli enzimi, per esempio, sono dei recettori naturali che possiedono una cavità, detta sito attivo, adatta ad ospitare un substrato specifico, formando il cosiddetto complesso enzima-substrato caratterizzato da una serie di interazioni reversibili che conferiscono stabilità al sistema e, allo stesso tempo, ne permettono la sua scissione. Figura 1.1 Modello chiave-serratura di E. Fischer Un principio alla base della formazione dei complessi enzima-substrato è quello del “lock and key” (chiave e serratura) proposto da E. Fischer (Fig. 1.1), che prevede ci debba essere una complementarietà strutturale ed elettronica tra il sito attivo dell’enzima (recettore) ed il substrato affinché avvenga il riconoscimento e l’interazione. 1 J.-M. Lehn: “Supramolecular Chemistry”, VCH, 1995; J.W. Steed, J.L. Atwood “Supramolecular Chemistry”, Wiley, 2000

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Luca Longobardi Contatta »

Composta da 28 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 230 click dal 24/09/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.