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Deindustrializzazione: il caso delle regioni italiane

Informazioni tesi

  Autore: Angelo Ferri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Cassino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Giorgio Gagliani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

Questa tesi analizza il fenomeno della deindustrializzazione che, a partire dalla fine degli anni sessanta, ha coinvolto tutte le economie avanzate. La deindustrializzazione è consistita in una continua e costante diminuzione della quota degli occupati nell’industria ed è stata accompagnata da una crescita della quota degli occupati nel terziario.
Il lavoro è suddiviso in sei capitoli:
1. Introduzione,
2. Deindustrializzazione: la situazione internazionale,
3. Deindustrializzazione: gli scenari possibili,
4. Differenze occupazionali internazionali,
5. Differenze occupazionali regionali,
6. Conclusioni.
Nel primo capitolo vene analizzata la situazione internazionale e vengono effettuati confronti tra le diverse economie avanzate che hanno sperimentato la deindustrializzazione. Attraverso l’utilizzo dell’analisi di regressione si stima il peso relativo dei fattori che hanno provocato la diminuzione occupazionale nel settore manifatturiero. Si dimostra come fattori diversi (shift della spesa dall’industria verso il terziario, produttività diverse nei due settori, squilibri della bilancia commerciale ecc.) abbiano giocato ruoli anche molto diversi tra di loro. E’ stato possibile individuare con notevole accuratezza il fattore che ha determinato la maggiore perdita occupazionale nel secondario(oltre il 60%). Si tracciano conclusioni significative sul significato che il fenomeno assume che smentiscono le preoccupazioni manifestate dagli inglesi Bacon & Eltis (1976) e confermano le intuizioni espresse da W.J. Baumol in (Macroeconomics of Unbalanced Growth: The Anatomy of Urban Crises, 1967). Nel capitolo si illustra lo studio di Robert Rowthorn e Ramana Ramaswamy pubblicato dall’IMF (Rowthorn R. e Ramaswamy R., Growth, Trade and Deindustrialization, IMF Staff Papers Vol. 46, No 1 (March. 1999)) non disponibile in italiano.
Nel secondo capitolo si tracciano i possibili scenari che si dischiudono per le economie avanzate e si cerca di delineare il futuro assetto dei settori economici tradizionali.
Nel terzo capitolo si effettua un’analisi della situazione occupazionale internazionale con l’ausilio di sei grafici:
Grafico 1: ind versus tert; confronto internazionale.
Grafico 2: dimostrazione per individuare il valore farm nei grafici 1, 3 e 4.
Grafico 3: ind versus tert; confronto tra il Nord, il Centro ed il Sud Italia.
Grafico 4: ind versus tert; confronto tra le diverse regioni italiane.
Grafico 5: reddito pro-capite versus ind; confronto tra le diverse regioni italiane.
Grafico 6: reddito pro-capite versus tert; confronto tra le diverse regioni italiane.
La rappresentazione grafica illustra in modo molto chiaro l’andamento dei sentieri di variazione delle nazioni e dal confronto fra le traiettorie seguite dalle diverse nazioni si percepisce in maniera chiara la distribuzione geografica e l’intensità della deindustrializzazione. Gli indicatori occupazionali utilizzati sono:
1. farm: indica lo share di occupati nelle attività agricole sul totale degli occupati.
2. ind: indica lo share di occupati nell’industria sul totale degli occupati.
3. tert: indica lo share di occupati nelle attività del terziario sul totale degli occupati.
Nel grafico 1 si effettua un confronto internazionale sulle variazioni subite dalla struttura occupazionale. La rappresentazione distingue quattro macroaree: Asia, America Latina, Europa, ENAPA ed Africa. ENAPA è l’acronimo di English-speaking nations of North America and the Pacific Area (nazioni di lingua inglese del Nord America e del pacifico). Nel grafico l’asse delle ascisse misura tert, mentre l’asse delle ordinate misura ind. Il valore di farm è dato dalla distanza verticale (orizzontale) di un punto di qualsiasi curva dalla diagonale tracciata all’estrema destra del grafico. Nel lavoro originale ciò viene dimostrato mediante alcuni semplici passaggi. Il grafico individua undici aree contrassegnate con lettere maiuscole dalla A alla M. Osservando le aree attraversate dalla traiettoria di una macroarea si riesce ad avere una buona idea circa la composizione relativa della struttura occupazionale e dei suoi cambiamenti nel corso del tempo. Vengono superati i problemi di discordanza delle classificazioni statistiche ed il periodo di osservazione va da un minimo di cinquanta anni per alcune nazioni fino ad oltre un secolo per altre (la quasi totalità delle nazioni europee).

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DEINDUSTRIALIZZAZIONE: IL CASO DELLE REGIONI ITALIANE Questo lavoro analizza il fenomeno della deindustrializzazione che, a partire dalla fine degli anni sessanta, ha coinvolto tutte le economie avanzate. La deindustrializzazione è consistita in una continua e costante diminuzione della quota degli occupati nell’industria ed è stata accompagnata da una crescita della quota degli occupati nel terziario. Il lavoro è suddiviso in sei capitoli: 1.Introduzione, 2.Deindustrializzazione: la situazione internazionale, 3.Deindustrializzazione: gli scenari possibili, 4.Differenze occupazionali internazionali, 5.Differenze occupazionali regionali, 6.Conclusioni. Nel primo capitolo vene analizzata la situazione internazionale e vengono effettuati confronti tra le diverse economie avanzate che hanno sperimentato la deindustrializzazione. Attraverso l’utilizzo dell’analisi di regressione si stima il peso relativo dei fattori che hanno provocato la diminuzione occupazionale nel settore manifatturiero. Si dimostra come fattori diversi (shift della spesa dall’industria verso il terziario, produttività diverse nei due settori, squilibri della bilancia commerciale ecc.) abbiano giocato ruoli anche molto diversi tra di loro. E’ stato possibile individuare con notevole accuratezza il fattore che ha determinato la maggiore perdita occupazionale nel secondario(oltre il 60%). Si tracciano conclusioni significative sul significato che il fenomeno assume che smentiscono le preoccupazioni manifestate dagli inglesi Bacon & Eltis (1976) e confermano le intuizioni espresse da W.J. Baumol in (Macroeconomics of Unbalanced Growth: The Anatomy of Urban Crises, 1967). Nel capitolo si illustra lo studio di Robert Rowthorn e Ramana Ramaswamy pubblicato dall’IMF (Rowthorn R. e Ramaswamy R., Growth, Trade and Deindustrialization, IMF Staff Papers Vol. 46, No 1 (March. 1999)) non disponibile in italiano. Nel secondo capitolo si tracciano i possibili scenari che si dischiudono per le economie avanzate e si cerca di delineare il futuro assetto dei settori economici tradizionali. Nel terzo capitolo si effettua un’analisi della situazione occupazionale internazionale con l’ausilio di sei grafici: Grafico 1: ind versus tert; confronto internazionale. Grafico 2: dimostrazione per individuare il valore farm nei grafici 1, 3 e 4. Grafico 3: ind versus tert; confronto tra il Nord, il Centro ed il Sud Italia. Grafico 4: ind versus tert; confronto tra le diverse regioni italiane. Grafico 5: reddito pro-

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