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'Tmesi' fra indoeuropeo, miceneo e greco omerico

L'opera analizza il fenomeno della tmesi a partire dai dati in nostro possesso sul proto-indoeuropeo, di cui sfrutta la caratteristica dell'autonomia della parola e della tendenza preposizionale. Procede, quindi, all'analisi del fenomeno nell'ambito del greco omerico e del greco miceneo, esaminando le diverse interpretazioni fornite dalla scuola francese e anglosassone.

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PREMESSA Gutta cavat lapidem. Prima di rinunciare alla mia soggettività per assumere la ve- ste dello studioso che, in modo oggettivo, si addentra nel tema delle sue osserva- zioni, mi sembra doveroso spiegare al Lettore il motivo di una tale scelta. La massima latina non è casuale. Il primo anno di Università è stato la pale- stra della mia carriera accademica: ho appreso che cosa significasse seguire una lezione universitaria, prepararne e sostenerne il relativo esame di verifica; ho ca- pito che certe discipline, in apparenza secondarie, in realtà hanno un’importanza fondamentale per la preparazione del letterato; e ho realizzato che, davvero, è questa la strada che voglio intraprendere nella vita e che non era solo un abba- glio fugace degli anni delle scuole elementari, medie e superiori. La goccia della passione mi ha scavato e ha lasciato un segno. Forse non è evidente, forse non l’ho colmato delle giuste conoscenze. Sta di fatto che c’è: e lo riempirò di tutto ciò che mi servirà per essere un bravo classicista e, soprattutto, una persona mi- gliore. Ma la goccia che stilla è anche un’altra. Nel ginnasio del primo anno di studi, infatti, fra le discipline che più avevano suscitato il mio interesse, la linguistica e lo studio della grammatica e dialettologia greca ebbero un posto di tutto rispetto nel mio animo. Sarebbe stato così, in effetti – un pantheon bipartito – e sarei ri- masto indeciso sul da farsi se non mi fossi impuntato con me stesso e non avessi deciso di svolgere un simile argomento con il mio Relatore. C’era una domanda che non trovava risposta, dentro di me. La prof.ssa Poddighe la conosce bene: davvero non si sa niente dei cosiddetti secoli bui? A questo interrogativo, nel se- mestre successivo, potei associare la curiosità per il mondo che, poi, nei secoli bui ha fatto svanire le proprie tracce, se mi è almeno qui consentita la genericità. Ecco, la genesi del Relatore e della Tesi è stata questa. È stato cercare di convo- gliare le spinte a un simile interrogativo in qualcosa che potesse assommare tutte le aspirazioni che nutrivo e nutro ancora. E il prof. Gargiulo me ne ha dato l’occasione. Giungo ora a presentare più dettagliatamente i contenuti del presente lavoro. L’opera si divide in due parti, corrispondenti alle macrotematiche che mi sono prefissato di affrontare per un’esposizione esauriente del tema. Nella prima, De-

Laurea liv.I

Facoltà: Studi Umanistici

Autore: Alessio Faedda Contatta »

Composta da 66 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 235 click dal 14/10/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.