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La Cappella dei cantori del duomo di Vercelli: profilo istituzionale ed economico (dagli statuti del 1740 all'inizio del XX secolo)

Informazioni tesi

  Autore: Gianluigi Nuccini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi del Piemonte Orientale A.Avogadro
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere moderne
  Relatore: Maria Carla Lamberti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 271

Questa tesi è un lavoro interdisciplinare fra storia economica, storia della musica, storia della Chiesa e della liturgia. Frutto di una ricerca durata due anni, evidenzia un caso di resistenza dei canonici di Vercelli ad una riforma voluta dall'alto, dal papa San Pio X: la riforma ceciliana, finalizzata a cambiare lo stile musicale da impiegare nel culto e nelle cerimonie religiose. Uno stile più "castigato" definito "neogregoriano". Ne faranno le spese l'ultimo maestro di cappella, il M° Geremia Piazzano e alcuni cantori, che perderanno il loro lavoro.

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INTRODUZIONE Questa tesi deve la sua prima ispirazione ad un numero della rivista «Quader­ ni storici», dedicato ai rapporti tra Storia e musica, e in particolare ad un articolo di Nicola Gallino in esso contenuto e dedicato alla "ricostruzione del sistema musicale urbano di antico regime" nella cittadina di Rivoli e alla trasformazione che esso subi­ sce nel corso del XIX secolo 1. La lettura di questo stimolante lavoro mi ha incorag­ giato a superare la tradizionale dicotomia, per così dire, "accademica", fra studi stori­ ci e argomenti finora terreno di caccia esclusivo di musicologi e critici musicali per iniziare una ricerca su un fondo importante quanto trascurato, sia dagli storici che dai musicisti: la sezione musicale dell'archivio della biblioteca capitolare del duomo di Vercelli. A molti ancora oggi sembra strano che a Vercelli esistesse un centro stabile di produzione ed esecuzione musicale, anzi di produzione di "eventi sonori,,2 di impor­ tanza tale da offrire lavoro a compositori di fama internazionale, anche perché "sulla cappella musicale della città di Vercelli, che vanta una tra le più antiche tradizioni musicali piemontesi, tuttora nessuno ha mai condotto una indagine approfondita e scientifica,,3. Esiste una pubblicazione di Costantino Negri dal titolo Brevi considera­ zioni sul/'evoluzione storica ed estetica del/a musica. Biografie dei musicisti vercel/e­ si, Vercelli, s.e., 1909, in cui, dopo una breve storia della musica, l'autore si cimenta in una serie di medaglioni dedicati ai maestri di cappella del duomo. Per quanto le sue notizie risultino a volte imprecise, ci permettono almeno di avere un'idea dell'importanza e della continuità nei secoli di quell'istituzione. Nell'introduzione alle varie biografie si può leggere che la cappella eusebiana 4 è una delle più antiche del Piemonte, in quanto, secondo l'autore, nel rito eusebiano antico è citata la presenza di pueri scholares, comunemente definiti chiantri, che studiano canto in una schola 1 N. Gallino, Tutte le feste al tempio. Rituali urbani e stili musicali di antico regime, in "Quaderni storici" 95 (1997), pp. 461-93. 2 Secondo Gallino per capire "la funzione della musica nel progetto d'una piccola comunità urbana e nella sua vita politica, culturale e relazionale", bisogna pensare a situazioni in cui l'evento musicale assume aspetti eccezionali, al punto da creare una tradizione ininterrotta legata non tanto alla crea­ zione di partiture, come siamo abituati a ragionare oggi, quanto alla realizzazione di eventi sonori, ap­ punto, dalla forte valenza come simboli sociali. N. Gallino, Per honor della sua Collegiata. Musica e spazio urbano: Rivoli XIV-XX secolo, Centro studi piemontesi, Istituto per i beni musicali in Piemonte, Torino 1995., introduzione, pagg. 10-11. 3 M. Demagistri, Giovanni Domenico Perotti musicista vercellese, tesi di laurea, Università di Milano, Facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 1992-1993, p.3. 4 Come dire la cappella di Vercelli, per estensione dal nome del patrono della città: S. Eusebio, ap­ punto. 4

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